Recensione: The Incident

Di Nicola Furlan - 9 Novembre 2009 - 0:00
The Incident
Etichetta:
Genere: Prog Rock 
Anno:2009
Nazione:
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85

Da diciotto anni a questa parte i Porcupine Tree non si sono concessi molte pause. Dieci full-length, EP, live album e raccolte sono il segno tangibile di una carriera brillante, contraddistinta da una ricca vena creativa. L’attitudine pinkfloydiana si è affermata sin dai tempi di “Up the Downstair” (1993) piuttosto che di “The Sky Moves Sideways” (1995), passando attraverso lo splendente triennio 19992002 che diede alla luce tre capolavori del calibro di “Stupid Dream”, “Lightbulb Sun” e “In Absentia”, ma la rock band britannica ha presto cercato di definire un proprio sound. Una ricerca estenuante della perfetta alchimia tra progressive, alternative e british pop, che pure ancora non sembra riuscire a concretizzarsi in un vero e proprio disco capolavoro. 

“The Incident” non intende di certo costituire un’eccezione a questa regola. La decima fatica in studio è ancora qualcosa di pregevole (quasi ai livelli di “In Absentia”), non così stravolgente da apparire fuori percorso, né così significativo da rappresentare la tanto agognata punta di diamante di una già rispettabile discografia. Il primo cd di questo doppio album contiene l’omonima suite di 55 minuti, divisa in vari capitoli, il secondo contiene altri quattro brani. A differenza dei precedenti full-length, quello che stavolta colpisce maggiormente è la volontà di ricercare, attraverso l’alternative rock, melodie accattivanti e immediate che rapiscano l’ascoltatore. Creare cioè un disco dal facile ascolto che nel contempo metta in evidenza l’abilità tecnica che contraddistingue i musicisti all’opera. Quello di “The Incident” è in effetti un sound diretto, facile da apprezzarsi, ma paradossalmente poco commerciale, proprio perché si affida alle numerose finezze tecniche che lo aiutano a fuggire la banalità. Alcuni capitoli, come Drawing the Line, la title track e Time Flies, piuttosto che la seconda traccia del secondo CD, Bonnie the Cat, rasentano la perfezione per raffinatezza di arrangiamenti e gusto. Nel complesso il disco si lascia ascoltare con piacere, sopratutto da coloro che tendono l’orecchio agli aspetti tecnico-compositivi, ma non sembra non avere né raggiungere alcun obiettivo specifico in termini di opera musicale. A fine ascolto resta infatti una sensazione di incompiuto: la suite appare più un collage di (ottimi) brani, piuttosto che un’opera in grado di delineare un orizzonte omogeneo e ben definito. In tal maniera il disco risulta fruibile anche nelle sue singole parti, fuori dal concept generale.

Le soluzioni tecniche sono infine un altro pregio di “The Incident”. In particolare è straordinaria la prova alle pelli di Gavin Harrison. Il batterista si produce con grande disinvoltura in combinazioni tecniche poco comuni, senza mai levarsi sopra le righe. Ottimo anche l’operato alla chitarra: Wilson è stato illiminato da riff sognanti e armonie squisitamente ‘british-flavour’, da cercare nei raffinati tratti acustici che caratterizzano buona parte dell’opera. 

Perfetta la produzione, che permette un ascolto bilanciato e fa risaltare ogni singola nota, ogni arrangiamento, permettendo alla musica di esprimersi a tutto tondo. Non ultima, la cura della pulizia dei suoni permette di cogliere le straordinarie abilità dei quattro. A corollario del tutto, l’etichetta discografica ha previsto due stampe distinte in numero limitato di 2000 copie per collezionisti: una in doppio LP e una limited edition con hardback book a 116 pagine, un softback book a 48 pagine e un DVD (versione 5.1) ricco di contenuti extra.

Disco consigliato quindi agli amanti dello stile del combo britannico, a chi presta attenzione agli aspetti puramente tecnici e a chi ama lasciarsi trascinare da un alternative rock finemente elaborato, convincente e raffinato. 

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CD 1 – The Incident:

I. Occam’s Razor
II. The Blind House
III. Great Expectations
IV. Kneel and Disconnect
V. Drawing the Line
VI. The Incident
VII. Your Unpleasant Family
VIII. The Yellow Windows of the Evening Train
IX. Time Flies
X. Degree Zero of Liberty
XI. Octane Twisted
XII. The Séance
XIII. Circle of Manias
XIV. I Drive the Hearse  

CD 2:

01. Flicker
02. Bonnie the Cat
03. Black Dahlia
04. Remember Me Lover

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