Recensione: The Murder Trend
Con il loro terzo album “The Murder Trend”, pubblicato tramite Over The Border Records, i finlandesi Agarwaen consolidano la propria reputazione di mosca bianca della scena underground attraverso quello che definiscono Asylum Metal. Più che un semplice genere, la proposta della band si configura come un collasso psicologico tradotto in musica, un mix frenetico che unisce le spigolosità del death e del black metal alle attitudini viscerali del punk e dell’industrial, riflettendosi in una proposta complessa dove l’impatto sonoro si sviluppa parallelamente a una forte componente teatrale. L’ossatura concettuale del disco, ideata dal cantante Anthony Hodju, segue la parabola grottesca di Anton, un ragazzo segnato da abusi e violenze che sprofonda progressivamente nell’omicidio rituale e nell’indottrinamento settario all’interno di una cornice circense. I testi espliciti e privi di compromessi non cercano il semplice shock visivo, ma offrono una riflessione cinica su come la violenza possa diffondersi come un contagio nel mondo moderno, trasformando le vittime in carnefici. Questa discesa nell’abisso trova il suo manifesto ideale nel singolo apripista “Circo De La Muerte”, un’opera horror in miniatura concepita per fondere l’elemento sonoro con quello visivo, dove Hodju interpreta le linee vocali con l’energia disturbante di un imbonitore da fiera, muovendosi tra cantato parlato, inviti suadenti e declamazioni folli. Musicalmente, l’album vive di continui contrasti strutturali e non si concede mai alla prevedibilità. La stessa “Circo De La Muerte” ne esemplifica l’approccio aprendosi con il sinistro suono di una fisarmonica che evoca l’atmosfera distorta di un carillon. Da qui, l’intero album si sviluppa su brani dall’andamento esplosivo, sospesi tra sfocature psichedeliche e momenti di brutale pesantezza, in cui chitarre stridenti, accordi dissonanti e ritmiche progressive si alternano a dinamiche cinematiche e groove violenti. Nonostante la natura intrinsecamente caotica del progetto, il lavoro evita la trappola del disordine, conferendo ai brani una lucidità sensata che bilancia la potenza d’impatto delle sonorità più heavy con la nitidezza dei passaggi orchestrali e acustici.
“The Murder Trend” non è un ascolto d’intrattenimento e respingerà chiunque cerchi strutture lineari o armonie convenzionali, rivelandosi un full-length stratificato e destabilizzante che richiede estrema attenzione. All’interno della tracklist, i vertici espressivi e i picchi di questa follia sonora si toccano in episodi cruciali come “The Hunt”, la destabilizzante “Clowny Business”, “God Complex” e la stessa title track. In definitiva, per chiunque sia alla ricerca di un metal spiccatamente incline alla contaminazione e marcatamente teatrale, questo è assolutamente l’album adatto.

