Recensione: The Panic Broadcast

Di Angelo D'Acunto - 19 Agosto 2010 - 0:00
The Panic Broadcast
Band: Soilwork
Etichetta:
Genere:
Anno: 2010
Nazione:
Scopri tutti i dettagli dell'album
60

L’onestà paga, molte volte. La furbizia vince, ma solo apparentemente. Questo
per introdurre semplicemente il nuovo arrivato in casa Soilwork, band che si è
spinta, gradualmente, verso coordinate sempre più melodiche e commerciali in una
evoluzione che, qualitativamente parlando, rappresenta effettivamente l’esatto
opposto del termine (un po’ come è successo ai connazionali In Flames, se
vogliamo dirla tutta). La band svedese torna dunque sul mercato a tre anni di
distanza dal deludente Sworn To A Great Divide, e lo fa con The Panic Broadcast,
disco che introduce qualche novità (o quasi) come il rientro in line
up dello storico chitarrista Peter “Vicious” Wichers.

Il ritorno di Wichers, il quale, ricordiamolo, si è sempre occupato anche di
buona parte del songwriting, fa sì che, in un certo senso, le coordinate
stilistiche di The Panic Broadcast sembrino segnare un ritorno al passato. Da
una parte è effettivamente così, anche se non in modo netto, mentre dall’altra
Björn “Speed” Strid e soci
rimangono fissi su di un sound che arriva anche a sfiorare l’alternative rock.

Un disco che, a conti fatti, commercialmente parlando risulta essere quasi
impeccabile, senza contare la netta impressione di avere a che fare con una
serie di tracce che sembrano essere state confezionate appositamente per scalare
le classifiche. Il primo ascolto scorre fluido, quasi senza intoppi, con pezzi
che, come già detto, fondono alla perfezione violenza sonora e ritornelli ultramelodici, come nel caso del singolo
Two Lives Worth Of Reckoning: pezzo che
che non sfigurerebbe in una qualsivoglia emittente televisiva (chi ha detto MTV?).
Non da meno il restante della tracklist che alterna anche pezzi a volte più
orientati verso ritmiche più grintose (l’opener Late For The Kill, Early For The Slaughter)
e brani dove la componente metal (o quella prettamente più death oriented)
sembra essere quasi del tutto assente (Night Comes Clean, ad
esempio). E allora il problema dove sta? Semplice: in una longevità piuttosto
limitata, dovuta soprattutto ad una serie di brani che fanno sì presa diretta al
primo ascolto, ma già pronti a stancare con i successivi giri nel lettore.

Un disco, The Panic Broadcast, che nasce, probabilmente, con
l’intenzione di accontentare i fan di vecchia data, senza comunque dimenticare
chi segue il nuovo corso della band. Il risultato non è certo dei migliori,
visto soprattutto un “cambio” di rotta a malapena percettibile e che lascia

spazio ad una serie di brani piuttosto scontati che, certo, potranno far felice il
neofita di turno, ma che saranno sicuramente tralasciati dalla restante (e alta)
percentuale di ascoltatori.

Angelo ‘KK’ D’Acunto

Discutine sul forum nel
topic relativo

Tracklist:

01 Late For The Kill, Early For The Slaughter
02 Two Lives Worth Of Reckoning
03 The Thrill
04 Deliverance Is Mine
05 Night Comes Clean
06 King Of The Threshold
07 Let This River Flow
08 Epitome
09 The Akuma Afterglow
10 Enter Dog Of Pavlov

Ultimi album di Soilwork

Band: Soilwork
Genere: Death 
Anno: 2019
80
Band: Soilwork
Genere: Death 
Anno: 2015
81
Band: Soilwork
Genere:
Anno: 2005
75
Band: Soilwork
Genere:
Anno: 2003
88