Recensione: Through the path of insanity

Di Claudio Casero - 22 Aprile 2006 - 0:00
Through the path of insanity
Band: Motherstone
Etichetta:
Genere:
Anno: 2005
Nazione:
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83

I romani Motherstone, band formata da Daniele Pompei (chitarra), Ivano Conti (basso), Eliana Volpe (voce), Giorgio Mammoliti (voce) e Riccardo Bernardi (batteria), ci propongono questo “Through the paths of insanity”, un demo che accosta alcune sonorità thrash squisitamente americane con delle proposte che si muovono in territori più vicini al nu metal e l’utilizzo di una doppia voce che rende il tutto ancora più interessante.

La titletrack “Through the paths of insanity” ci riporta verso un thrash metal alla Testamet per quel che riguarda alcune sonorità grazie soprattutto a riff di chitarra estremamente potenti e a stacchi precisi al secondo. La voce di Eliana è perfetta per il genere suonato dalla band e riesce a conferire melodia ad un sound cupo e violento; di contro la voce di Giorgio, “marcia” al punto giusto duetta in maniera magistrale sia con la vocalist femminile che con gli altri strumenti amalgamando il sound  in maniera veramente molto piacevole.
“The unsaid words” fa notare la vena più “moderna” della band con sonorità che ricordano, sotto certi versi, i Pantera di “Far beyond driver” mantenendo al tempo stesso una notevole originalità e personalità. Molto affascinanti i cori a due voci in cui il contrasto tra potenza e melodia si nota più che mai lasciando piacevolmente perplesso l’ascoltatore.
Con “Spark” è la potenza a farla da padrona; in questo caso anche la voce di Eliana perde in parte la melodia che l’aveva contraddistinta in precedenza per cimentarsi in un cantato che sprizza energia da tutti i pori. Giorgio, invece, dà in questo brano la dimostrazione di essere ugualmente abile sia nel cantato in scream che in quello growl. Il sound particolarmente cadenzato caratterizzato da riff di chitarra granitici e molto uguali tra loro riesce a causare nell’ascoltatore un senso di “disagio piacevole” che perdura per tutta la durata del brano.
Il demo si conclude con “Invisibile tears”, forse la canzone che convince meno di tutto il cd; il brano in questione non si può di certo definire poco piacevole e male suonato, ma, a differenza degli altri, manca di quel tiro e dell’energia che lo farebbe spiccare dalla normalità e dalla monotonia.
All’interno del cd possiamo trovare anche una traccia video intitolata “Five days with Motherstone” in cui, al ritmo delle note di “Through the paths of insanity”, si può vedere una documentazione piacevole e simpatica di come la band abbia registrato il demo in questione con spezzoni che riprendono i Motherstone nello studio di registrazione intercalati da momenti di vita quotidiana.

Questo “Through the paths of insanity” è un’ottima prova dei Motherstone che con il loro sound ci dimostrano che hanno le carte in regola per poter dire qualcosa di davvero valido in campo musicale grazie sia alla loro indubbia capacità dal punto di vista strumentistico, sia per quel che concerne le idee che in questo demo sono molte e, il più delle volte, ben sviluppate. Levigati quindi alcuni piccoli difetti, questo quintetto romano potrà sicuramente incidere un full-lenght degno di nota non solo a livello italiano.

TRACKLIST
1. Through the paths of insanity
2. The unsaid words
3. Spark
4. Invisivle tears
5. Five days with Motherstone (traccia video)

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