Recensione: Touch the Night [Lp] – The Demo Years [Lp]

Di Stefano Ricetti - 8 Settembre 2014 - 11:45
Touch the Night [Lp] – The Demo Years [Lp]
Etichetta:
Genere: Heavy 
Anno: 2014
Nazione:
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83

Dopo il miracolo avvenuto nel 2012, in occasione dell’uscita ufficiale dell’album Touch the Night, rimasto sepolto per anni sotto le ceneri dell’Italian Way of Heavy Metal senza però mai perdere la fiamma primigenia, i prime mover Shining Blade stupiscono oltremodo licenziando due ellepì distinti, estremamente curati sotto l’aspetto grafico, che riportano alla luce i primi due demo della band (The Demo Years 1983 – 1984) e lo stesso Touch the Night in veste vinilica, così come avrebbe dovuto essere pubblicato negli anni Ottanta. Artefice dell’operazione la label messicana Under Fire Records, la stessa del Cd di due anni fa, peraltro già attiva anche in ambito Death SS/Sylvester’s Death.          

Touch the Night a trentatré giri si sviluppa con i testi di Winged Snake, Touch the Night e Tonight su di un lato della custodia interna mentre sull’altro vi è una sintesi della storia della band presentata in tre lingue diverse: italiano, inglese e spagnolo. Il packaging si completa con: poster degli Shining Blade 28×41 cm, adesivo con il moniker del gurppo, flyer double face con uno scatto della band da una parte e la locandina del festival di Certaldo 1983 dall’altra. Il tutto si chiude con un 45 giri curato sotto tutti gli aspetti contenente i pezzi Foolish Life e Strange World.

The Demo Years 1983 – 1984, viceversa, propone On the Battlefields del 1983 sulla side 1 e Ace of Blades del 1984 sulla side 2. La custodia interna del disco presenta una foto della band su di una facciata mentre la seconda riporta le copertine delle compilation ove il gruppo barese è stato coinvolto: HM Eruption, Heavy Metal made in Italy, Speed Metal Hell, poi lo sviluppo grafico delle custodie delle musicassette originali di On the Battlefields e Ace of Blades più qualche foto d’epoca. Il pacchetto si completa con il poster degli Shining Blade 28×41 cm, l’adesivo con il moniker del gruppo, un flyer double face con uno scatto della band da una parte e la locandina del festival di Certaldo 1983 dall’altra, in pratica gli stessi contenuti in Touch the Night.

A livello di musica, detto che il secondo demo, Ace of Blades, costituisce l’anticipazione di quanto poi apparso su Touch the Night (4 su 4 infatti i pezzi che vi compariranno), qui di seguito la recensione della prima musicassetta, On the Battlefields, del 1983, così come apparsa all’interno della rivista Rockerilla numero 32 a opera di Beppe Riva. Appena dopo, la recensione di Touch the Night, del 2012, a firma dello scrivente, leggermente riadattata per l’uscita in ellepì.

Shining Blade: una lucente lama metallica, ieri come oggi, all’interno delle schiere orde dell’Acciaio Italiano!   

 

 

Recensione di On the Battlefields, Rockerilla numero 32 del marzo 1983.

  

Finalmente si rende plausibile l’intento di allargare il raggio d’azione di “Italian Massacre”, orientando verso Sud il nostro obiettivo indagatore. L’occasione ci è fornita dalla prima registrazione degli Shining Blade, che dividono con i Grendel la leadership HM di Bari. Una scena, quella del capoluogo pugliese, forse circoscritta quantitativamente, ma certo avanzata e competente, se è vero che Virgin Steele e Mercyful Fate sono al vertice degli interessi degli “agitatori” locali, i quali si ripromettono di organizzare, per la prossima estate, un piccolo HM Festival italiano.    Esordirò subito assicurando che gli Shining Blade vantano potenzialità straripanti, a dispetto dei limiti tecnici dell’incisione a 4 piste che è alla base della loro four-tracks cassette, purtroppo a tiratura limitata, “On the Battlefields”. Il pentagono barese, la cui line-up presenta ruoli analoghi a quelli e quelli dei Judas Priest, ha ereditato dai “grandi” d’Oltremanica il gusto invitante di un’espressione in bilico fra Epic-Horror e Dark Sound, la classe esecutiva di un tandem d’axemen che non abusano del volume sonoro per mimetizzare carenze creative, la presenza di un vocalist dotato di capacità frontali ed evocative evidenti, benché Francesco D’Elia disponga di personalità propria, non confinabile ad una collocazione sub-Halfordesque.

La voce spazia su gamme timbriche estese, mentre le due “asce” (Fabio Pignataro, fulcro della band, ed il giovanissimo — 16 anni! — Jimmy Troccoli) solcano i campi di battaglia evitando gli itinerari più sfruttati, e risolvendo benissimo una questione che le bands italiane non amano affrontare, quella della compatibilità di due chitarre in ambito heavy. Altamente raccomandabili sono i fulminei assolo applicati, con perizia chirurgica, su un’incombente mole sonora che si concretizza immediatamente in “Dark Keeper”; il brano esordisce similmente a “Crazy Nights” dei Tygers, per evolversi come un’autentica replica italiana a “The Ripper”. Reminiscenze di tetro J. Priest-style caratterizzano anche “Bloody Birthday”, con la voce di Francesco che rimbalza da un canale all’altro dello stereo mutando il timbro, come l’Halford di “Electric Eye”.

Magistrali, infine, le due epiche pièces che introducono un sapiente linguaggio acustico, fondato su sofisticati arpeggi di chitarra e sul gusto melodico della voce, poi sommersi dai flutti agitati da ritmi burrascosi. Particelle melodiche, quelle costitutive di “Cast flame Shining” e “Living’ in your way”, che intelligentemente aderiscono a temi d’ispirazione eroico-mitologica, ricreando climi favolistici mediati con l’influenza di certo progressive-rock dei 70s (il mellotron di “Last Flame”!).

Veramente un risultato promettente per una formazione dall’età media di circa 18 anni (completano la line-up il batterista Michele Ranieri ed il bassista Francesco Colella, descritti come abilissimi performers, in live-action), che si è costituita da poco più di un anno (gennaio ’82) ma con innata lucidità compositiva.

 

 

Recensione di Touch the Night, Truemetal, 5 ottobre 2012

 

Miracolo!

Miracolo!

Miracolo!

Grazie alla label messicana Under Fire Records dopo ventisei anni vede la luce, ufficialmente, Touch The Night, primo e unico full length degli Shining Blade, stelle lucenti del firmamento heavy metal italiano degli anni Ottanta. Gente che, solamente sulla spinta di un paio di demo di assoluto valore e gli Osanna ricevuti un po’ in tutto il Sud della penisola, riuscì a partecipare al Festival di Certaldo e alla fondamentali compilation Heavy Metal Eruption e Speed Metal Hell, capitoli imprescindibili della Storia del Metallo.    

Questo uno stralcio, leggermente integrato per l’occasione, di quanto scrivevo a proposito di Touch The Night all’interno dei quattro articoli relativi alla storia dell’HM italiano, pubblicati sulla rivista Metal Maniac, nel 2006: gli Shining Blade nascono a Bari, nel gennaio del 1982. Dopo i due demo On the Battlefields (1983) e Ace of Blades (1984), entrambi di estrazione heavy classica, il loro suono sterza verso un hard rock con qualche influenza progressiva. Partecipano nel 1983 al mitico Festival di Certaldo, lasciando di stucco tutti i presenti nel backstage per la loro silenziosità e professionalità, figlia di una tenace convinzione delle proprie forze, salvo poi spaccare veramente di brutto sulle assi del palco toscano. Non a caso, proprio quell’anno, il guru del metallo italiano Beppe Riva li include nella compilation HM Eruption. Touch the Night viene registrato a Bari in tredici giorni nel luglio del 1986 presso lo studio Crescendo Audio. La formazione vede Michele Ranieri alla batteria, Francesco D’Elia alla voce, Jimmy Troccoli e Fabio Pignataro alla chitarre, Francesco Colella al basso e Gianfranco Sannicandro alle tastiere. In realtà non uscì mai ufficialmente: una etichetta canadese, la King Classic Record li mise sotto contratto (come fece con molte band italiane) e poi sparì nel nulla con i master dei dischi.

Touch The Night si compone di undici brani dalla connotazione prevalentemente Hard Rock, colorati di melodia italiana, con riferimenti che spaziano dai White Lion fino ad arrivare ai Diamond Head, passando attraverso Whitesnake e Def Leppard. Un pezzo come Foolish Life poteva fare sfracelli attraverso le classifiche inglesi o americane, conquistando media e giornalisti con le sue progressioni armoniche.  Non manca la ballad Freakish Footsteps, che avrebbe fatto correre più di un brivido lungo la schiena di David Coverdale e il pezzo duro del lotto: quella Winged Snake tratta dal loro primo demo Ace of Blades. Altri episodi da citare sono la latina Tonight, l’americaneggiante Nightwalking e la progressive-oriented Touch The Night. Nonostante tutte queste premesse, i Nostri, insieme al loro valido manager Nicola D’Amelio, aspettarono che il disco venisse pubblicato, purtroppo invano. Fra gli scherzi del destino ai quali si è dovuto forzatamente assoggettare il metallo del nostro amato stivale, ricade anche questa beffa relativa agli Shining Blade: una fra le poche band fra i big a non aver avuto mai la soddisfazione di vedere ufficialmente il proprio Lp campeggiare nelle vetrine dei negozi.

Touch The Night 2012 targato Under Fire propone gli undici brani di cui sopra in versione originale rimasterizzata, particolarità che garantisce la sacrosanta potenza e la giusta qualità del suono alle casse.

Shining Blade, Touch The Night, perla finora ufficialmente nascosta del Metallo Italiano, assolutamente da riscoprire… la Storia della musica dura tricolore passa per forza di qua…      

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti

 

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