Recensione: Twilight Opera
Gli Asterise sono il progetto del polistrumentista polacco Bartlomiej Mezynski; nel corso della carriera sono stati realizzati due full-lengths (“Two Worlds” nel 2022 e “Tale Of A Wandering Soul” nel 2024) ed una manciata di singoli, prima di questo EP intitolato “Twilight Opera”, uscito solo in versione digitale a metà gennaio. Assieme al leader ed al fido batterista Slawomir Siwak (presente su tutti i dischi del gruppo), questa volta troviamo il tastierista argentino Ariel Perchuk, la violinista polacca Małgorzata Kilar ed una serie di cantanti ospiti: il francese Arnaud Menard (che canta sui primi 3 brani ed è sempre stato presente sugli altri dischi degli Asterise), il greco Mike Livas da Silent Winter, Bloodorn e Prydain tra gli altri (che canta sulla prima e ultima traccia), il nostro Luigi Soranno degli Arcane Tales (su “Eclipse”) ed il cipriota Sozos Michael dai Gloryhammer (sull’ultima canzone). L’EP ha un piacevole artwork realizzato dall’artista norvegese Frode Hovd (tra l’altro, chitarrista/tastierista degli Aldaria) ed è composto da sole 4 canzoni, per una durata totale di poco inferiore ai 25 minuti. I vari brani hanno durate “importanti” (fatta eccezione per la sola “Hope”) ed il songwriting, come anche intuibile dal titolo, si orienta verso il symphonic power maggiormente rispetto al passato, con un sound elegante, raffinato, ricco di orchestrazioni e dal flavour leggermente cinematico, un po’ sulla scia dei lavori di Luca Turilli (fatti i dovuti paragoni tra gli stili chitarristici). Ho ascoltato e riascoltato sempre con piacere i brani, tutti di ottima fattura e di livello qualitativo superiore alla media; forse avrei dato un po’ più di ritmo permettendo al buon Siwak di dare più importanza alla sua doppia-cassa che risulta, invece, un po’ limitata. Si parte alla grandissima con la title-track, pezzo semplicemente fantastico che da solo varrebbe l’acquisto dell’intero cd (se solo fosse stato realizzato su supporto fisico!), un ottimo esempio di come fare del symphonic power di qualità!
La successiva “Eclipse”, in cui canta anche Luigi Soranno, è una canzone solenne, teatrale, cadenzata, forse un po’ troppo lenta, dato che decolla solo alla fine, grazie alla doppia-cassa del buon Siwak e ad un piacevole assolo di chitarra. Altra traccia elegante è la seguente “Hope”, cantata alla grandissima da Menard che si rivela molto espressivo, dando calore e colore ad un pezzo lento, quasi romantico e struggente, con una parte solista di chitarra da brividi; anche qui verso la conclusione il ritmo sale, con l’aumentare della doppia-cassa ed un assolo di tastiera. L’EP termina con l’altra traccia lunga (quasi 7 minuti), intitolata “On My Way To Heaven”, forse quella con le maggiori sfaccettature, grazie anche alla presenza di due voci eccellenti come quelle di Sozos Michale e Mike Livas, ma anche quella più canonicamente power metal, con un incedere finalmente frizzante, ottime melodie e persino un breve assolo di basso. Ho avuto modo di apprezzare parecchio in passato i due albums degli Asterise e temevo che questo EP contenesse materiale scartato dai precedenti full-lengths; fortunatamente non è così ed anche questo “Twilight Opera” si rivela un disco di ottima qualità, a conferma che il talento di Bartlomiej Mezynski è davvero notevole! Adesso non ci resta che attendere un terzo LP e magari la versione su CD di questo EP…
