Recensione: Unrelenting Fucking Hatred

Di Daniele D'Adamo - 2 Novembre 2012 - 0:00
Unrelenting Fucking Hatred
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Anno: 2012
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78

Nati nel 2000 dalle folli menti del vocalist Dan “Lord Worm” Greening (ex Necrosis, ex Cryptopsy) e del bassista Alvater (ex Frozen Shadows), i canadesi Rage Nucléaire – che comprendono anche Dark Rage alla chitarra e Fredrik Widigs (Bodysnatch, Repulsive Dissection, The Ugly, ex Angrepp, ex Carnalized) alla batteria – solo ora, in pieno 2012, riescono a dare alle stampe il loro unico lavoro, cioè il debut-album “Unrelenting Fucking Hatred”.

Da evidenziare immediatamente che i quattro maniaci del Quebec configurano uno di quegli ensemble per i quali è sostanzialmente impossibile riuscire a fornire una soddisfacente classificazione stilistica, posto che ciò sia assolutamente necessario. Il perché è semplice: “Unrelenting Fucking Hatred” è una spaventosa miscela di black, death e grindcore che, nella sua esagerazione sonora, ricorda la band-sfacelo per antonomasia: gli Anaal Nathrakh. Allora, devastazione per devastazione, scrivere di ‘grindcore’, cioè di un genere il cui obiettivo primario è la triturazione dell’apparato uditivo degli uomini, può essere un accettabile compromesso fra musica e parola.

L’inverosimile suono dell’ascia di Dark Rage, marcio, corrotto e da elettrocuzione continua che, a ben sentire, ricorda quello che inventò Quorthon con i suoi Bathory nel leggendario “Under the Sign Of The Black Mark” del 1987, trova un’incredibile collusione con l’altrettanto inconcepibile prestazione vocale di Lord Worm. Delirio, allucinazione, schizofrenia sono gli elementi primari che costituiscono la superficie della sua ugola, impegnata a vomitare nel microfono una bestiale mistura di growling/screaming, talmente estremizzata da rendere impossibile il discernimento anche di una sola sillaba. Per rendere bene l’idea, il verbo più azzeccato per descrivere l’azione continua di Lord Worm è… ‘abbaiare’! A questa coppia di pazzi si unisce Alvater che, più che per il basso (praticamente inintelligibile, soffocato dal rumore di una produzione minimale), si distingue per alcuni ottimi inserti di tastiera, tali da alimentare l’atmosfera apocalittica che sovrasta “Unrelenting Fucking Hatred”. Il drumming di Widigs, infine, chiude il cerchio di un sound smodato in tutti i sensi, anche nel raggiungimento – durante i frequenti assalti con i blast-beats – dei più elevati valori di BPM. Un sound siffatto, non così comune nemmeno nell’underground più profondo, riesce – anche nella sua rozza manifestazione – a dar luogo a uno stile abbastanza originale. Certo, la sovrabbondanza di rabbia e la saturazione dei canali stereo rendono complicato il giusto approccio al lavoro. Se non si amassero le sonorità belluine, le velocità parossistiche e le produzioni primordiali, l’impatto con “Violence Is Golden”, giusto per citare il primo assalto frontale, sarebbe insostenibile. Il muro di suono innalzato dal combo di Montréal, oltre a essere gigantesco, è anche impenetrabile; con ciò scoraggiandone l’approccio anche ai fan del metal più estremo.  

Con un po’ di pazienza, invece, fermo restando che le vibrazioni mentali di chi ascolta devono essere allineate a quelle di Lord Worm e compagni, quello che appariva impossibile da decifrare, a poco a poco, assume dei contorni ben definiti. Come se, lentamente, passaggio dopo passaggio, si dipanasse la fitta nebbia di caos primigenio che avvolge il CD. Allora, si possono gustare alcune song ammantate da arcane armonie, come la violentissima “The Sorrow Children At Mourningside”, evidente tributo agli Emperor di “In The Nightside Eclipse” (1994). Oppure, “30 Seconds In The Killhouse”, travolgente brano da annichilazione sorretto, però, da una melodia portante assai coinvolgente, dai robusti toni epici. Anche se, come suggeriscono sia il moniker della band, sia la copertina del platter, l’umore principale è orientato nel cupo terrore derivante dalla consapevolezza di una possibile, terribile fine del genere umano, annientato da se stesso e dalle sue armi nucleari. Sensazione ben alimentata da pezzi quali “The Gallows And The Black Coffin”, ove impera, solo e soltanto, l’agghiacciante delirio disintegrativo che contrassegna le menti di Dark Rage e soci.  

Alla fine, è molto difficile giudicare “Unrelenting Fucking Hatred”. Un avvicinamento ‘matematicamente’ obiettivo porterebbe a considerarlo poco più di un coacervo confuso di accordi. Un’osservazione eseguita dietro a una lente marchiata ‘Bathory, Emperor & Anaal Nathrakh’, al contrario, ne farebbe un oggetto di culto. Alla testa di chi ascolta, alla sua sensibilità artistica e ai suoi gusti personali, allora, il verdetto finale…  

Daniele “dani66” D’Adamo

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Tracce:
1. Violence Is Golden 2:57     
2. Hunt With Murderworms, Sculpt With Flies 4:42     
3. The Gift Of The Furnace 4:12     
4. Fields Of The Crucified 5:46     
5. Endziel 6:36     
6. The Sorrow Children At Mourningside 5:41     
7. 30 Seconds In The Killhouse 5:31     
8. Unrelenting Fucking Hatred 6:32     
9. The Gallows And The Black Coffin 6:33     
10. The Feeding Habits Of Homo Horriblis 2:09     
    
Durata 50 min.

Formazione:
Lord Worm – Voce
Dark Rage – Chitarra
Alvater – Basso/Tastiere/Campionamenti
Fredrik Widigs – Batteria
 

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