Copertina di "V" dei Truckfighters
Recensione Stoner · Album · 2016

Truckfighters "V"

di Stefano Burini 27 Ottobre 2016 - 21:28
Tipologia
Album
Genere
Stoner
Anno
2016
Nazione
Svezia

Basta scorrere le tracklist, perlopiù costituite da canzoni caratterizzate da una durata media piuttosto elevata, per realizzare come la sintesi non sia mai stato - nè miri a diventare - uno dei concetti cardine alla base della proposta musicale dei Truckfighters.

Laddove, tuttavia, ai tempi del precedente "Universe" l'hard/stoner rock del terzetto svedese pareva talvolta perdersi in inutili lungaggini, il nuovo album - dall'inaspettatamente ultrasintetico titolo "V" - dimostra una rinnovata ispirazione e una maggiore densitá di contenuti. Pur rispettando i canoni di un genere basato sin dagli albori su tempi dilatati e pachidermiche distorsioni di chitarra, le sette canzoni in scaletta mostrano infatti un'azzeccata propensione all'incorporo di influenze di matrice blues come pure di soluzioni vocali certamente piu vicine a all'indie/alternative più dimesso e cantilenante che non all'afflato rabbioso di John Garcia o al cantato più '70's inspired di Apollo Papathanasio.

Così "Calm Before The Storm" si fa strada piano piano in mezzo a ritmiche sonnolente e atmosfere notturne sottolineate dall'insistito vibrare dei piatti per poi tirare fuori le zanne con improvvise impennate d'intensitá. Un copione simile a quello dell'altrettanto riuscita "The 1" eppur differente da quello delle più compassate ma altrettanto affascinanti "Hawkshaw" e "Fiend" come pure delle evocative "The Contract" e "Gehenna", entrambe impostate su un andamento ciondolante scandito dal basso e dalla voce singhiozzante di Oscar "Ozo" Cedermalm, nonché guarnite da improvvisi quanto significativi cambi d'atmosfera.

Chiude, infine e in maniera del tutto appropriata, l'ispirata "Storyline", sorta di semiballad stoner in grado di alternare con sapiente equilibrio momenti delicati - ancora una volta sottolineati da una prova vocale di grande personalità - con robuste virate verso lo stoner più denso e possente. Come anticipato, "V" rappresenta un deciso passo avanti rispetto all'eccessivamente prolisso "Universe", un buon album di hard/stoner rock in grado di dare sicure soddisfazioni a tutti gli amanti di questo genere di sonoritá. 

Stefano Burini

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