Recensione: Vampyric War in Blood
Sono passati solo due anni dal buon debutto di Bloedmaan, Castle Inside the Eclipse, ed è già giunto il momento di ascoltare il suo seguito. Vampyric War in Blood esce sempre per la Immortal Frost Productions e fotografa la one man band belga in un buon momento artistico. Non ci sono novità rispetto al predecessore e il percorso musicale rimane coerente e ben strutturato. Parliamo di un black metal molto melodico e classico, con l’uso della melodia e delle seconde chitarre che rimandano sempre ai Forteresse e al mai troppo osannato Thèmes Pour La Rébellion.
Ronarg, in ogni caso, ci sa fare eccome e confeziona un disco che farà sicuramente felici tutti gli amanti di queste sonorità e delle tematiche vampiresche. Il punto focale dell’opera sono sempre le chitarre e le melodie, che vengono poi contornate da momenti più o meno aggressivi e da un comparto vocale completamente in scream. Le atmosfere ottenute sono notevoli, si parla di Castelvania e il tutto potrebbe esserne una riuscita colonna sonora. Vampyric War in Blood ha un taglio molto cinematografico e che ben si presta al mood creato dal videogioco.
Gli unici difetti che si possono imputare al disco sono una sorta di ripetitività di fondo per quel che riguarda il comparto melodico e un brano, The Clock Tower, che risulta troppo lungo e va a spezzare la tracklist in maniera piuttosto brutale. E’ anche presente un uso strano dell’outro, che viene posta come penultima traccia senza un motivo ben preciso, ma tutto sommato non inficia la fruizione dell’opera.
Ronarg serve quindi il bis, lo fa con classe ma senza eccellere più di tanto. Ci si accontenta e, di conseguenza, si accontenta anche l’ascoltatore, sempre in attesa che in Quebec qualcuno finalmente dia un segno di vita.

