Recensione: Walk Across Fire

Di Matteo Lavazza - 14 Marzo 2003 - 0:00
Walk Across Fire
Etichetta:
Genere:
Anno: 2003
Nazione:
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85

Debutto sulla lunga distanza per i veneti Merendine Atomiche, che arriva dopo il mini cd “The Holy Metal” di 3 anni fa che ha aperto le porte dell’underground mondiale alla band, grazie anche ad un tour fatto di più di 100 date.
Di certo si nota subito come i nostri abbiano fatto tesoro di tutta l’esperienza accumulata nel corso degli anni, infatti la prima cosa che si nota durante l’ascolto di questo “Walk  Across Fire” è l’estrema professionalità del gruppo, sia in fase esecutiva che compositiva. l’album si mantiene sempre su livelli davvero eccellenti con davvero pochissimi momenti deboli, l’unico pezzo che non riesce a convicermi di tutto il disco è “The Spirit of Wolf”, che, almeno personalmente, trovo un po’ scontato; per il resto i Merendine Atomiche offrono un album Thrash come non si sentiva da tempo, con riff cattivissimi ed allo stesso tempo sempre dotati di una buona dose di melodia che rende il tutto davvero intrigante. Sono convinto che canzoni come la Title track o “Victory over my Enemies” siano davvero tra le migliori Thrash song degli ultimi anni, per non parlare poi di “Game Over”, che vede tra l’altro il chitarrista degli Annihilator Jeff  Waters in qualità di ospite alla chitarra, davvero un piccolo capolavoro, dove tutto è praticamente perfetto, compresa la parte in cui suona Waters, che sembra davvero presa da una canzone degli Annihilator. Tutto l’album è una mazzata davvero impressionante, con “Revenge”, che gode della presenza di Anders Lundemark dei Konkhra alla voce, che impressiona davvero per la dose di cattiveria che riesce a sprigionare. Erano anni che non sentivo un lavoro di questo genere di un gruppo della scena italiana che, dopo i fasti Thrash di fine anni ’80 con band come i Necrodeth, gli Schizo e i Deathrage, non era riuscita purtroppo a mantenere gli altissimi standard che aveva raggiunto.
Tecnicamente la band è davvero valida, con tutti i musicisti che svolgono al meglio il proprio lavoro, ma una nota di merito va sicuramente al batterista Luca Cerardi, davvero stupefacente per precisione e fantasia.
Il disco è stato registrato ai Sunlight Studios in Svezia, famosi per aver ospitato band come gli Entombed o i Dismember, nonostante questo il suono non mi convince più di tanto, essendo secondo me un po’ troppo pulito per la musica proposta dai veneti, nonostante questo non diminuisca affatto la carica dei Merendine Atomiche.
Io credo che se un disco del genere lo avesse registrato un gruppo straniero la maggior parte dei cosiddetti addetti ai lavori starebbe già gridando al capolavoro, spero che, almeno per una volta, gli amanti di sonorità magari non innovative, ma non per questo banali, come quelle del Thrash e dei 5 veneti, si accorgano di una band che può portare alla scena italiana qualcosa di diverso dal Power Metal per cui ormai siamo noti in tutto il mondo, all’estero già si sono accorti del valore della band, la mia speranza è che finalmente ci si accorga di loro in maniera degna anche qui.
 

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