Recensione: Wicked Saint Or Righteous Sinner

Di Domiziano Mendolia - 23 Dicembre 2010 - 0:00
Wicked Saint Or Righteous Sinner
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Genere:
Anno: 2010
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65

Wicked Saint Or Righteous Sinner è il secondo lavoro dei Dawn Of Silence, power metal band svedese dalle forti

tinte heavy metal. Non nascondo che, pur avendone sentito parlare, questa è la prima volta che mi accingo ad ascoltare un

loro disco. Dalla biografia allegata al promo inviatomi dalla Metal Heaven, l’etichetta discografica della band, si legge che

il complesso è nato da un’idea di alcuni compagni di scuola di formare una cover band degli Iron Maiden.

Oggi, a distanza di otto anni, possiamo confermare che il quartetto svedese è rimasto particolarmente ammaliato dalla lezione

impartita dalla “Vergine di Ferro”, anche se comunque non risulta essere l’unica influenza della band. Infatti, si possono

trovare richiami agli Edguy del periodo Mandrake oltre a qualche gradevole venatura thrash, come ben testimoniano l’iniziale

Chasing A Ghost e la seguente Escape The Night, due canzoni che danno subito spazio a melodie di facile

assimilazione e ritmiche robuste, spesso lanciate su territori heavy metal.
Quando questo non accade, ed è il caso di Release Me (From Myself), la band mette in mostra buone doti espressive,

sostituendo l’elemento velocità con il fattore epico. Da segnalare l’ottima prova del talentuoso Patrik Johansson, impegnato

nel doppio ruolo di cantante e chitarrista, che più di una volta mi ha ricordato l’ugola di Tobias Sammet degli Edguy.

L’arpeggio iniziale di In Quest For Life in pieno stile “Maiden”, si sviluppa in una epica cavalcata, dove le ritmche

compatte della coppia Pelle Johansson/Torbjorn Edqvist (rispettivamente batteria e basso) e le affilate chitarre del già

citato Patrick e Mats Johansson, si sviluppano in un accattivante chorus di pura matrice hard rock.
Nella parte centrale del disco i Dawn Of Silence fanno intendere di saper picchiare duro: ne sono prova la veloce e dinamica

Cage Of Fear arricchita da linee vocali di effetto e la furibonda Crucifire dominata da riff robusti, voci

graffianti e portentosi stacchi ai limiti del thrash metal, il tutto ben supportato da una sezione ritmica sempre precisa e

puntuale, messa bene in evidenza in fase di registrazione grazie all’ottimo lavoro di Jonas Kjellgren dei Black Lounge

studio.
Away From Heaven mette in risalto invece il lato più hard rock della band. Il disco prosegue senza cali di tensione

con Haunted Dreams, il cui inizio ricorda vagamente “Brave New Word” degli Iron Maiden. Qui voglio spezzare una lancia

a favore dei Dawn of Silence: seppur il sound risulti derivativo, è innegabile l’abilità di questi ragazzi nel saper comporre

linee vocali di effetto. Personalmente mi sono spesso imbattuto in molte band dalle ottime capacità tecniche con validi

cantanti che, in fase di songwriting, mostravano lacune proprio nella composizione delle line vocals e sappiamo bene quanto

importanti siano in un genere come il power metal. Poste in chiusura del disco Shadow Of Guilt e Masquerade,

che non fanno altro che riassumere quella che ormai avrete capito è la “ricetta tipica” del nostro quartetto nordico ossia

cavalcate classiche alternate a brani più ruvidi e duri, senza perdere mai di vista la melodia, per un disco che risulta nel

complesso pulito e genuino, ben suonato e prodotto.
Il consiglio finale è: chi è alla ricerca di qualcosa di originale, può benissimo lasciar perdere.

Domiziano Mendolia

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Tracklist:
01. Chasing A Ghost
02. Escape The Night
03. Release Me (From Myself)
04. In Quest For Life
05. Cage Of Fear
06. Crucifire
07. Away From Heaven
08. Haunted Dreams
09. Shadow Of Guilt
10. Masquerade

Line Up:
PATRIK JOHANSSON – Vocals, lead & rythm guitar
PELLE JOHANSSON – Bass
MATS JOHANSSON – Lead & rythm guitar
TORBJÖRN EDQVIST – Drums

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