Recensione: World Coming Down

Di Giuseppe Abazia - 28 Gennaio 2008 - 0:00
World Coming Down
Etichetta:
Genere:
Anno: 1999
Nazione:
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84

Peter Steele, parlando di World Coming Down, lo ha definito il lavoro che gli piace di meno tra quelli fatti dai Type O Negative: i motivi, tuttavia, non sono da ricercare sul piano musicale, ma sul piano personale. World Coming Down, infatti, nasce in un periodo particolarmente difficile della vita di Steele, e a questo disco, per il mastermind del gruppo, sono legati brutti ricordi. Si dice che la vena creativa di un artista esca prepotentemente fuori nei momenti di maggiore difficoltà e sconforto: beh, nel caso di Steele dev’essere proprio così, perchè World Coming Down è forse l’album più intenso, autodistruttivo e nichilista mai composto dai Type O Negative.

Abbandonate le indulgenze orecchiabili e melodiche di October Rust, World Coming Down si presenta come un macigno di pesantezza sia musicale che emotiva, che concede poco e nulla alla facile fruibilità mostrata invece dal suo predecessore. Qui le influenze doom tornano potentemente alla ribalta, come mai prima d’ora nella carriera dei Type O Negative, e forgiano un sound massiccio, impenetrabile, oppressivo; le tematiche si fanno più oscure, più rassegnate, più realiste, e anche l’umorismo nero tipico del gruppo è presente in dosi decisamente inferiori. World Coming Down suona come un album sincero, forse anche più dei suoi immediati predecessori, perchè mette a nudo con umiltà il dolore e la paura di chi l’ha composto, butta giù una maschera sapientemente costruita, ma alla quale non credeva molto nemmeno chi la indossava.

Questo non vuol dire, tuttavia, che sia un disco del tutto perfetto, ma le mancanze – se così possiamo chiamarle – di World Coming Down sono da imputare, paradossalmente, alla grandiosa epicità delle sue due canzoni “principali”: White Slavery e la title-track. Entrambe sono due lunghe suite dalla lentezza lancinante, giocate sull’atmosfera assolutamente miserabile e senza speranza che sono in grado di evocare, che fanno del loro principale punto di forza l’enorme carica emotiva di cui si fanno portatrici; simili eppure diverse sul piano musicale, esse viaggiano sullo stesso piano concettuale, e si impongono con prepotenza come due delle più belle canzoni mai scritte dai Type O Negative. Cosa c’è che non va, allora? In realtà, nulla; il punto è che nessuna delle altre tracce, pur ottime, è paragonabile a questi due mastodonti. Ma forse sarebbe stato impossibile riempire un intero album di composizioni di tale livello, sia per la pesantezza insita nel fronte musicale (teniamo presente che stiamo parlando di un gruppo gothic, non di un gruppo doom metal), sia per la caratura emozionale che le contraddistingue. Questo non vuol dire, però, che le altre canzoni siano da trascurare, tutt’altro! Fra esse citiamo Everyone I Love is Dead, col le sue atmosfere solenni e la sua coinvolgente melodia, la quasi orecchiabile Who Will Save the Sane?, l’inquietante Creepy Green Light, o la violenta All Hallows Eve. Un’altra piccola perla dell’album è rappresentata da Everything Dies, che per intensità e bellezza si avvicina a White Slavery e World Coming Down, ma è caratterizzata da un’atmosfera più delicata, più malinconica e meno distruttiva; c’è anche da segnalare, a conclusione dell’album, un simpatico medley di cover dei Beatles (da sempre una grande passione di Steele).

World Coming Down è un ascolto difficile, forse il meno digeribile della discografia dei Type O Negative, ed è anche il loro disco più ingiustamente sottovalutato. Chi cercava un altro October Rust vedrà le proprie aspettative deluse: World Coming Down è un platter che richiede tempo e attenzione per essere apprezzato a pieno, ma che ricompensa l’ascoltatore perseverante con alcuni degli episodi più potenti, intensi ed emotivamente toccanti mai composti dal gruppo.

Giuseppe Abazia

Tracklist
01 – Skip It (00:11)
02 – White Slavery (08:21)
03 – Sinus (00:53)
04 – Everyone I Love Is Dead (06:12)
05 – Who Will Save the Sane? (06:41)
06 – Liver (01:42)
07 – World Coming Down (11:11)
08 – Creepy Green Light (06:56)
09 – Everything Dies (07:44)
10 – Lung (01:36)
11 – Pyretta Blaze (06:57)
12 – All Hallows Eve (08:36)
13 – Day Tripper (Beatles Medley) (07:04)

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