Recensione: Zerfall
Con “Zerfall”, gli austriaci Ellende proseguono con coerenza e determinazione un percorso artistico sempre più riconoscibile, fondato su un black metal dalle forti tinte post-black, con molta architettura compositiva e su una sensibilità emotiva fuori dal comune. La band austriaca ha fatto della malinconia il proprio linguaggio principale, riuscendo a trasformarla in materia sonora viva, densa, profondamente espressiva dove songwriting, ricerca dei suoni ed espressività, spiccatamente teatrale, determinano un ambiente percettivo di altissimo livello.
Le composizioni si muovono su strutture ritmiche tipicamente post-black metal, spesso serrate e abrasive, ma continuamente attraversate da aperture più eleganti e introspettive. Tutto ha un solo e chiaro obiettivo: emozionare in maniera struggente. Le tastiere, il violino, strumenti acustici, le pause atmosferiche e le melodie dilatate non rappresentano semplici deviazioni stilistiche, bensì elementi narrativi che contribuiscono a costruire un racconto emotivo coerente e stratificato. In questo equilibrio tra impatto e introspezione emergono rimandi naturali a un certo post-black atmosferico di matrice nordamericana, così come a creatività estreme da sempre tramandanti una tradizione più drammatica e romantica, riconducibile a realtà come Agalloch e Nocte Obducta (giusto per citare qualche nome), senza che tali influenze risultino mai dominanti o derivative.
“Zerfall” si inserisce inoltre in continuità con il netto salto qualitativo già emerso in “Todbringer” (2024), confermando una maturità compositiva ormai pienamente raggiunta e tendente alla crescita. La scrittura appare più consapevole, la gestione delle dinamiche più sicura e l’intensità emotiva viene sostenuta dall’inizio alla fine senza cedimenti.
L’atmosfera che l’album riesce a generare è compatta e immersiva: un senso costante di tristezza e malinconia avvolge l’ascolto, rendendolo magnetico e coinvolgente, capace di trascinare l’ascoltatore all’interno del flusso emotivo del disco. “Zerfall” si presenta così come un lavoro solido, profondo e coerente, che consolida ulteriormente l’identità artistica degli Ellende e ne conferma la credibilità all’interno del panorama black e post-black contemporaneo.
