Heavy Thrash

Intervista Onslaught (Nige Rockett)

Di Michele Savoldi - 6 Luglio 2020 - 9:00
Intervista Onslaught (Nige Rockett)

Intervista a Nige Rockett (Onslaught) da parte di Mickey E.Vil (The Mugshots, Radio Onda D’Urto FM). In fondo alla pagina è possibile ascoltare la stessa in versione audio con sottotitoli.

Buona fruizione.

Dunque caro Nige, come stai vivendo ed esperendo la situazione post-pandemia nel Regno Unito?

Mmmh…è diverso, diciamo (ride, n.d.M)! Fortunatamente per me – sono in lockdown fondamentalmente dal 15 marzo – siamo davvero impegnati col nuovo disco. Abbiamo rielaborato il tutto un poco e registrato le voci: abbiamo dovuto lavorare al mix del disco durante il lockdown, il che è stato interessante e differente! Perchè di solito quando il mix parte io vado in studio, magari tre o quattro giorni per incontare chiunque lo mixi, controllare le cose, vedere che vadano al posto giusto e lavorare a tutto quello che si vuole. Ma ovviamente questo disco è stato mixato in Svezia da Daniel Bergstrand e io non sono stato in grado di andare là dunque di base questo disco è stato mixato via email e messaggi di testo, qualcosa di molto, molto difficile! Perchè, come puoi immaginare, una leggera modifica potrebbe portar via trenta secondi in studio – qualcosa come: “Daniel, puoi aggiungere frequenze alte alla chitarra?” – trenta secondi! Ma all’epoca del covid ci volevano due ore perchè doveva scaricare i segnali e il mix, mandarmelo e poi io dovevo scaricare ed ascoltare; poi tornare indietro se le cose non andavano bene e ripeterlo ancora ed ancora…ohh, è stato così difficile (ride, n.d.M)!

Sì, la tecnologia aiuta da un lato ma è comunque difficile…!

(ride, n.d.M)…sì, ma ce l’abbiamo fatta e siamo entusiasti del risultato del mix! Dobbiamo davvero ringraziare Daniel per la sua pazienza…

Cosa puoi dirci della produzione di un vincitore del Grammy come Daniel Bergstrand?

Sì, sai, volevamo che il disco suonasse in modo diverso rispetto agli ultimi lavori: Signs Of Violence con Jacob Hansen e VI con Thomas Johansson. Dunque abbiamo deciso di fare qualcosa di diverso con quest’ultimo insieme a Daniel Bergstrand: amo quello che ha fatto Daniel con le band con cui ha lavorato, non necessariamente band Thrash Metal. Questa è una delle ragioni per le quali siamo andati da lui, per avere un feeling differente per la band su questo disco! Quando lo incontrai la prima volta mi chiesi se fosse adatto per questo disco, gli dissi: “Puoi consegnarci uno dei dischi Thrash Metal più aggressivi mai realizzati?”, questa era l’angolazione da cui volevamo partire…e lui rispose: “Certo, posso farlo!” (ride, n.d.M) e le cose sono andate bene, è stato fantastico! Tutti sono rimasti stupefatti di fronte alla produzione sinora, ha così tanta energia, è grezzo ed aggressivo, è potente: adoro come suona questo disco!

Generation Antichrist sarà presto disponibile: cosa possono aspettarsi i fan dal nuovo disco e come ti sei trovato a lavorare col nuovo cantante, Dave Garnett?

Prima di cominciare con la stesura di questo album ci sedemmo per discutere la direzione che avremmo preso, dato che non vogliamo che due album suonino allo stesso modo, non volevamo un altro VI o un altro Signs Of Violence. I fan lo desiderano, dunque abbiamo sempre deciso dove andare e abbiamo parlato della direzione da prendere per Generation Antichrist. Siccome pensavamo che Signs Of Violence e VI fossero molto tecnici per il Thrash Metal degli Onslaught, pieni di riff intricati, cambi e intermezzi, abbiamo deciso di tornare indietro alle radici e alle prime influenze. Questo per vedere se saremmo stati in grado di catturare l’energia grezza dei dischi dei primi tempi: abbiamo mantenuto i riff diretti e grezzi tagliando per così dire gli stacchi, per provare a ri-catturare quelle vibrazioni primordiali. Ma il mix di Daniel ha portato una nuova energia, quindi abbiamo fatto due passi indietro per farne cinque o sei in avanti! Avevamo un piano definito e penso abbia funzionato, ho parlato con molte persone e fatto molte interviste e tutti sembrano notarlo: siamo tornati indietro e questo è evidente, così come il fatto di essere andati avanti per fare qualcosa di leggermente diverso…

Raccontaci qualcosa del fantastico artwork di Religiousuicide e Generation Antichrist.

Sono entrambi firmati dal nostro bassista Jeff Williams, è da un po’ che Jeff si occupa dei nostri artwork: ha fatto Killing Peace, Signs Of Violence…l’unica copertina che non ha fatto è quella di VI ma a parte quella ha fatto quella di Religiousuicide, Generation Antichrist e pure quella del prossimo singolo in uscita. Tutti amano questo nuovo artwork, calza a pennello ed è fantastico, sappiamo di cosa parlano le canzoni e sappiamo come ognuno vuole procedere nella band: avere tale controllo sugli artwork è bello perchè facciamo le cose per bene! I fan avevano già chiesto un immaginario del genere, dunque è una copertina molto popolare.

Che argomenti troveranno i fan nei testi nuovo disco?

Il mio solito amore per la religione (ride, n.d.M) è presente in un paio di canzoni: la religione o l’anti-religione è qualcosa di molto personale per me, risale a quando ero un bambino piccolo. Tutta questa roba religiosa ha fatto parte di me sin da quando avevo quattro anni, fino a quando ne avevo dieci, ecco da dove vengono la mia rabbia o la mia frustrazione per la religione, sentimenti che si trovano negli Onslaught. Ci sono un paio di canzoni particolarmente dure (ride, n.d.M) nei confronti della religione, in particolar modo Religiousuicide. E’ come mi sento, è personale, non si tratta solo di canzoni anti-religiose fini a se stesse, per me significa qualcosa di personale. Per il resto…ci sono un paio di cose riguardo quello che è successo nel Regno Unito negli ultimi due anni e la gestione della pandemia che è piuttosto scioccante da quanto ne so. Dunque abbiamo anche parlato di cose del genere…le solite cose! Non ci sono canzoni sulla guerra questa volta, credo di essermi perso questo argomento nel disco per parlare di tutto il resto: tutti gli argomenti sono stati nelle notizie di tutto il mondo, i testi sono molto aggiornati!

State per far uscire un nuovo video, il 17 luglio mi sembra. Cosa dobbiamo aspettarci?

Diciamo qualcosa di completamente diverso (ride, n.d.M)! Non posso dire troppo ma si tratta di qualcosa di davvero diverso per gli Onslaught, estremamente inusuale per una band Thrash Metal, si spera! Non ho ancora visto il prodotto finito, siamo ancora in fase di riprese, momento in cui tutto viene messo insieme…ma se riesce come si deve sarà incredibile, vedremo se funzionerà davvero! E’ una sorta di scommessa ma sono sicuro che ne varrà la pena…ma come ho detto, sarà molto, molto diverso, la gente dovrà aspettarsi l’inaspettato (ride, n.d.M)! Sarà bizzarro ma molto figo!

Una volta finita l’emergenza, che piani avete per l’attività live?

Mentre parliamo stiamo proprio cercando di prenotare degli show, naturalmente i promoter sono molto preoccupati al momento, nessuno sa quando si potrà tornare a suonare, dunque devono essere molto cauti. Ma noi cerchiamo di stare un passo avanti, ci sono state cancellazioni di molti grossi festival per quest’estate e noi eravamo già nella fase di programmazione di tre-quattro tour per la fine del 2020, dunque è stato un grosso casino per noi! Fortunatamente i festival sono stati tutti rifissati per l’anno prossimo, dunque tutti i festival in cui eravamo presenti avranno luogo nel 2021: ovviamente ciò non aiuta la promozione del nuovo disco ma almeno ci saranno l’anno prossimo! Stiamo anche cercando di riprogrammare il tour, il che è un po’ più complesso rispetto ai festival…ma questa è anche la ragione per cui abbiamo deciso di fare uscire il disco ora, per essere avanti rispetto agli altri. Abbiamo visto che i Testament hanno fatto uscire l’album, i Lamb Of God pure, ci sono ragioni dietro tutto ciò! Dunque facciamo uscire il disco e speriamo che venda bene, dopodichè la gente sarà pronta una volta che la band potrà tornare a suonare dal vivo nel 2021 dunque…dita incrociate!


Assolutamente! E come musicista riconosciuto, hai ricordi belli o brutti dei gloriosi anni Ottanta?

Oh, naturalmente ricordi fantastici, anche dei concerti in Italia! I ricordi migliori che ho, probabilmente gli stessi dei ragazzi che erano nella band allora, sono relativi al tour coi Motorhead! Furono tempi assolutamente pazzeschi: suonammo quattro show in Italia, mi sembra, che furono davvero speciali e assolutamente incredibili…impossibile dimenticarli, così tanti momenti folli, davvero incredibili! I ricordi non se ne andranno mai, specialmente ora che abbiamo perso Lemmy e Phil i ricordi sono ancora più forti…comunque questa è la cosa migliore che ci sia capitata allora, fu assolutamente fantastico!

Quali generi musicali ti piace ascoltare a parte il Metal?

Mi piace ascoltare molta roba, mi piace sentire la musica Funk, roba anni Settanta come Parliament e Funkadelic: è comunque in un certo modo potente, ha un basso potente e cose simili…ecco cosa mi piace, ascolto anche il Punk, genere col quale sono cresciuto durante i primi tempi degli Onslaught, roba come Sex Pistols, Discharge, Clash, tutti gruppi che hanno decisamente influenzato gli Onslaught dei primi tempi!

Hai un messaggio e un saluto finali per i fan italiani degli Onslaught?

Grazie perchè ogni volta che scendiamo in Italia è qualcosa di speciale! Siamo venuti l’anno scorso con gli Slayer al Rock In Castle: assolutamente incredibile! Poi mi sembra che l’anno precedente siamo venuti al Metalitalia Festival con Testament ed Exodus…ogni volta che suoniamo là è semplicemente fantastico, ci divertiamo un sacco nel vostro paese anche per gli show nei club, assolutamente incredibile! E’ come una seconda casa ed è pure uno dei primi posti in cui andai in vacanza da ragazzino, la amo sin da allora: quando veniamo in Italia è semplicemente incredibile! Grazie per il vostro supporto a partire dai vecchi tempi, quando venimmo coi Motorhead, fino ad oggi: i fan sono così fighi!