Live Report: Megadeth + Trivium + Last In Line @ Carroponte, Sesto San Giovanni (MI)

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Live Report: Megadeth + Trivium + Last In Line @ Carroponte, Sesto San Giovanni (MI)

I Megadeth rinnovati della coppia Mustaine-Loureiro non deludono, a differenza del gruppo spalla Trivium.

MEGADETH +  TRIVIUM + LAST IN LINE

8/8/2017 @Carroponte, Sesto San Giovanni (MI)

 

megadeth locandina carroponte sesto 2017

 

Unica data italiana per i Megadeth a supporto della loro ultima e fatica “Dystopia”, album che sta riscuotendo un discreto successo tra i fan e che ci mostra una band rinnovata nella line-up con Kiko Loureiro alla chitarra e Dirk Verbeuren alla batteria. La temperatura per stare all’aperto è ideale nella splendida location del Carroponte, grazie anche a un venticello fresco che si rivela un toccasana. Come sola preoccupazione il cielo carico di nuvole nere sulle teste dei presenti, che non promette nulla di buono. Ad aprire per i Megadeth troviamo due band, i Last in Line e i Trivium.

 



Purtroppo, causa problema all’auto, arriviamo sull’esecuzione dell’ultimo brano dei Last in Line, “Rainbow in The Dark”, strumentalmente ineccepibile e cantata con eleganza da Andrew Freeman. E non potrebbe essere altro che così, visto la band annovera tra i suoi membri Vivian Campbell alla chitarra, e Vinny Appice alla batteria, i quali militarono nella prima formazione del gruppo di Ronnie James Dio. Speriamo di poterli rivedere ed esprimere un più lauto giudizio su di una band che può vantare musicisti di questa caratura.

 


The End of Everything” accompagna l’ingresso dei Trivium sul palco; con la seguente “Rain” la band di Matt Heafy scatena tutta la sua potenza. Peccato che dal microfono il suo growl risulti completamente storpiato, complice il vento e forse qualche problema con suoni non perfettamente calibrati. L’incitamento al pubblico da parte da Heafy è costante, il pubblico risponde saltando e alzando le corna verso un cielo ricoperto da nubi oscure.  I Trivium si muovono molto bene passando dalle sonorità thrash a quelle metalcore, che fanno presa su buona parte dei loro fan, ma l’esecuzione rimane fredda, i brani sembrano essere tuti uguali e ci sono momenti in cui la chitarra di Corey Beaulieu dà quasi fastidio alle orecchie, non proprio il massimo per una band di questo genere. Sull’ultima nota di “In Waves”, i Trivium chiudono un’esibizione al limite della noia e di sicuro dovranno lavorare molto di più se vorranno incrementare la fascia di pubblico cui il loro genere è diretto.


Tracklist

The End Of Everything
1. Rain
2. Strife
3. Down From the Sky
4. Until the World Goes Cold
5. The Sin and the Sentence
6. Kirisute Gomen
7. Like Light to the Flies
Capsizing The Sea
8. In Waves

 

 


Ed è arrivato il momento per “MegaDave” e soci di calcare il palco del Carroponte. L’attesa è finita, “Prince of Darkness” lascia il posto a un attacco esplosivo: “Hangar 18” come opener è sufficiente a fare esplodere il pubblico, che non ci pensa un secondo a cantare il pezzo a squarciagola. Già dal primo brano si vede molto bene come Kiko sia assolutamente amalgamato nella formazione, la sua sicurezza, il suo tocco di chitarra e la sua bravura, sono sotto gli occhi di tutti, perfino di un Mustaine che concede spesso e volentieri il centro del palco a favore del suo chitarrista, che con la strumentale “Conquer or Die” dà lezione di gusto e tecnica ai presenti. Ma quando Mustaine si mette davanti al microfono, il suo carisma e la sua presenza scenica oscurano anche i problemi di voce che lo affliggono, ma che con la grande esperienza riesce a elegantemente a superare. “Trust” e “She-Wolf” inframezzate da una superba e velocissima “Sweating Bullets”, rappresentano il momento più fiacco e più melodico della serata, che riprende con la pesante “Poisonous Shadow” seguita da una serrata e tiratissima “Skin o’ My Teeth”.
L’immancabile “A Tout Le Monde”, che poteva essere sostituita da qualsiasi altro brano, cede il passo alla gloriosa ondata del thrash più puro.  Si parte con “Tornado Of Souls”, e solo questa manda il pubblico in delirio; seguono “Dystopia” e “Peace Sells” (portata a termine con fatica da Mustaine), durante la quale fa la sua comparsa la mascotte della band Mr. Vic Rattlehead. SI continua con “Symphony of Destruction”, per finire con “Mechanix”, direttamente dal primo album, ciliegina sulla torta di un concerto perfetto dall’inizio alla fine. I tempi sono stretti, e non c’è modo di scendere dal palco per qualche minuto come accade prima dell’encore, la bomba finale va lanciata e quale brano migliore di “Holy Wars… The Punishment Due” per concludere con stile e meritare ancora una volta le acclamazioni e gli applausi del pubblico? La scena finale è tutta per Dave Mustaine, che saluta il pubblico e raccomanda a tutti di non bere troppo prima di tornare a casa. I Megadeth hanno dimostrato stasera di esserci, e di non voler mollare la presa ancora per lungo tempo, peccato solo per la durata del concerto un’ora e venti minuti sono pochi per chi ha vergato la storia del thrash metal con tracce indelebili nel tempo.

Tracklist

Prince Of Darkness (Intro)
1. Hangar 18
2. The Threat Is Real
3. Conquer or Die!
 4. Trust
5. Sweating Bullets
6. She-Wolf
7. Poisonous Shadows
8. Skin o' My Teeth  
 9. A Tout Le Monde
10. Tornado of Souls  
11. Dystopia
12. Peace Sells
13. Symphony of Destruction
14. Mechanix
Encore:
15. Holy Wars... The Punishment Due  (with semi-acoustic intro)