Intervista Anni di Metallo (Andrea Ciccomartino)

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Intervista Anni di Metallo (Andrea Ciccomartino)

Intervista ad Andrea Ciccomartino, fan, musicista, speaker radiofonico e appassionato di heavy metal da una vita tanto da scrivere il libro Anni di Metallo, una imperdibile retrospettiva sulla musica dura della Sua città, Roma, nei formidabili anni Ottanta.

Buona lettura,

Steven Rich

 

 

Andrea, puoi esplicitare il tuo percorso artistico dagli inizi a oggi in modo che il lettore di quest’intervista abbia un quadro preciso della tua persona?

Quando mio padre mi regalò Alive dei Kiss avevo 12 anni, e da allora non ho più smesso di appassionarmi alla musica hard rock metal. Mi resi subito conto che ascoltarla non mi bastava ma che covavo il sogno di avere una mia band. Inizia così un lungo percorso fatto di collaborazioni e demo tape con Phenyl, Rude, Galeno, Wet Paint, Tzigan. In queste band ho sempre cantato e sporadicamente ho anche imbracciato una chitarra con il ruolo di ritmico (non chiedetemi di fare un solo, non saprei dove mettere le mani). Dopo una pausa durata due anni causa un trasferimento all’estero per lavoro, ho maturato l’idea di voler ritornare a Roma e dare vita ai Graal. In questo periodo ho composto molto e ho raggruppato gli elementi che ritenevo giusti per questo progetto. Sono riuscito negli anni a incidere due dischi con la Bloodrock Records e un primo album autoprodotto in vinile con tiratura limitata a 200 copie. Oggi questo debutto è in fase di ristampa con inediti e una grafica totalmente modificata. 

 

 

Più specificatamente, qual era il tuo “ruolo” all’interno dell’Eighties Roman Way of Metal? Intendo fan, piuttosto che musicista, piuttosto che altro…

Da quindicenne curioso quale ero, ho respirato l’aria delle sale prova da semplice appassionato, innamorandomi di una scena che ho sempre  sostenuto con quei pochi spiccioli che mi ritrovavo in tasca. Acquistavo demo tape e frequentavo concerti di continuo cercando di trovare qualche spazio anche per le band con le quali suonavo.

 

Quando ti è venuta l’idea di scrivere Anni di Metallo?

Mi piace collezionare dischi metal e da sempre ho subito una fascinazione da parte della scena italiana. Avendo contatti con molti appassionati di Italian Metal mi sono reso conto che la scena capitolina si riassumeva solo con i classici nomi (Raff, Fingernails, Astaroth, Miss Daisy). E gli altri? Cavolo, io c’ero e mi ricordo di questo movimento metallaro numeroso e sempre in azione. Mi ricordo di centinaia di demo tape e di mini festival organizzati con i pochi mezzi di cui disponevamo. Mi ricordo di trasferte e di concerti in giro per l’Italia e soprattutto non potevo non rendere merito a tanta musica buona che gonfiava le pareti delle nostre cantine e che materializzava i sogni in heavy metal. Mi è bastato aprire un cassetto della mia vecchia stanza per ritrovarmi tra le mani nastri, locandine, foto, inviti e quant’altro mi convincesse che tutto questo meritava una rivalutazione e uscisse dall’anonimato. Questa, in poche parole, è la genesi di un lavoro che ha saputo regalarmi infinite emozioni.

 

Quanto tempo è durata la lavorazione del libro?

La stesura del libro ha richiesto più di un anno di lavoro.

 

Astaroth: la locandina del live al Troubadour (Los Angeles)

 

Quali sono state le fonti di approvvigionamento sulle notizie che hai utilizzato?

Se avessi avuto l’idea di scrivere questo libro molti anni fa, sicuramente non mi sarei avvalso della possibilità di sfruttare internet o meglio ancora facebook. Grazie a questi mezzi sono riuscito a scovare persone che non vedevo da più di 25 anni e che oggi magari si trovano  anche molto lontano da Roma. La mia ostinazione è stato il mezzo con il quale ho ‘preso in prestito’ materiale così prezioso che metterlo insieme mi ha veramente emozionato. Non posso non rendere merito a una buona memoria e a metodi più antichi quali la consultazione di vecchie riviste e fanzine.

 

Con che criterio hai iniziato a pianificare il lavoro? Hai fin da subito sondato la disponibilità delle band nel fornirti informazioni e materiale?

Se mi fossi fermato ad aspettare che gli altri si decidessero a darmi materiale, oggi non mi ritroverei nemmeno a metà dell’opera. Credo che per un lavoro del genere ci si debba armare di tanta pazienza e infinita volontà confermando a se stessi che tutto quello che arriverà al di fuori delle proprie fonti è un arricchimento, e non la svolta decisiva.  

 

La scelta di proporre il lavoro al di fuori delle case editrici che da qualche anno si occupano di pubblicazioni HM come è nata? Hai avuto porte sbattute in faccia, mancare risposte, promesse svanite o cos’altro?

Niente di tutto ciò. L’autofinanziamento mi è sembrata la via migliore per poter gestire il tutto come meglio ho creduto, e, vista l’inesperienza nel campo dell’editoria, ho pagato gli errori a mie spese pur senza rimpianti. A libro ultimato non posso che ritenermi soddisfatto del lavoro svolto anche se si può e si deve sempre migliorare. Ovviamente non ho potuto usufruire di una distribuzione, ma con orgoglio posso anche affermare che la ridotta quantità di copie stampate è volata via prima che potessi pensare a come poter far arrivare Anni di Metallo anche al di fuori dei confini romani.

 

 

La copertina del demo degli Jena

 

A livello economico ti sei sobbarcato tutto sulle tue spalle o hai ricevuto qualche aiuto?

Ho preferito andare avanti da solo. Ho confrontato preventivi, ascoltato persone con esperienza da vendere, ho tratto le mie conclusioni e mi sono imbarcato in questa piccola avventura con la consapevolezza che se fosse andata male avrei potuto prendermela solo con me stesso senza dover rendere conto a nessuno.

 

Pensi di rientrare nelle spese, quantomeno quelle vive affrontate o il tuo è stato più un discorso legato a un impeto personale di stampo passionale, al di là di qualsiasi ragionamento razionale?  

Per affrontare un lavoro del genere, bisogna sicuramente affidarsi al proprio istinto, alla voglia di buttarsi senza pensare alle conseguenze. A volte troppa razionalità smorza gli entusiasmi lasciandoci affogare nei dubbi e nelle incertezze. La passione è stata il fulcro di questa mia iniziativa e se nel caso fosse andata male mi sarei consolato del fatto che comunque quello che mi girava in testa si materializzasse in un lavoro tangibile, concreto e che qualcuno prima o poi, mosso da curiosità, avrebbe in qualche modo premiato. Fortunatamente non c’è stata alcuna remissione a livello economico grazie a un imprevisto supporto da tanti metallari coinvolti nella scena di allora come in quella di oggi. 

 

Quali sono state le band più difficili da raggiungere?

Come ti dicevo non ho avuto grandi difficoltà nel reperire materiale anche se il disinteresse e la conseguente poca voglia di voler riesumare un periodo storico e importante, non per tutti è stato un valido incentivo alla collaborazione.

 

Random (demo)

 

Ci sono stati gruppi che hanno declinato la loro partecipazione all’opera?

Nessuno si è tirato indietro, anche se, senza voler far nomi, più di una band si è fatta viva solo quando ho annunciato la data di presentazione del libro, temendo, a lavoro ultimato, di restare esclusa. 

 

Hai vissuto delle delusioni cocenti durante le fasi di costruzione del libro?

Ero troppo coinvolto dall’entusiasmo e dalla voglia di fare che neanche la totale assenza di considerazione di alcuni personaggi mi ha minimamente scoraggiato. Sai, se questo disinteresse fosse scaturito da band che sin dagli anni 80 si sono affermate e che ancora oggi suonano e godono di una stima incondizionata, forse l’avrei anche capito. Ma essere ignorato da chi è stato fautore del nulla che oltre a incidere un demo, per giunta nemmeno memorabile, e del quale nessuno ha memoria, continua a fare la star scocciandosi che tu debba chiedergli notizie sulla sua band dell’epoca e meravigliandosi che tu non conosca la sua storia come si stesse parlando dei Led Zeppelin, allora la cosa non può che darmi al cazzo!!!!  

 

A livello personale come collochi l’HM di Roma e dintorni nei confronti di quello nazionale?

A mio modesto parere, il metal romano ha poco da invidiare alle altre scene italiane. Quello che è mancato non è stato il movimento ma un insieme di fattori che ne hanno occultato grandi e piccoli tesori. Non ricordo di agenzie promozionali degne di questo nome, ma non posso dimenticare piccoli squali che dopo averti promesso l’impossibile ti presentavano il conto delle sessioni in studio e ti rimandavano a casa più povero di prima e senza alcuna prospettiva futura. Solamente Al Festa con la sua compilation Metallo Italia è riuscito a dare una vetrina importante anche a gruppi capitolini a livello nazionale. Un plauso va anche a Beppe Riva che con Heavy Metal Eruption non ha escluso la scena romana da una delle più importanti uscite discografiche d’Italia in ambito metal.

 

Demo Schwartz: In the name of War

 

Cos’è mancato, secondo te, alle band romane, per poter competere con i vari Strana Officina, Vanadium, Sabotage, Death SS, Skanners, Bulldozer (solo per citarne sei)?   

Quella che è sicuramente mancata è stata la voglia di rischiare, magari con una semplice autoproduzione. Acquisto dischi da anni e l’America in questo è stata pioniera. Se centinaia di band, pur non suscitando l’interesse di alcuna etichetta discografica, non si fossero autoprodotte i propri dischi, oggi avremmo perso un patrimonio musicale importante, oltre ad avere più soldi in tasca, vista l’impossibilità di acquistare certi prodotti se non con l’esborso di cifre alla portata di pochi collezionisti. Avendo evitato questo passaggio, alla scena romana è mancato l’intuito di far arrivare la propria musica e suscitare l’interesse anche al di fuori di un esiguo gruppo di estimatori locali.

 

Sempre a livello personale, quindi di mero gusto tuo, riesci a stilate una top ten degli album piuttosto che demo dell’HM targato SPQR?

Caro Steven, qui mi spiazzi, ma mi intriga molto questa domanda. Allora dopo aver passato mesi in compagnia del metal capitolino anni 80, ora le mie preferenze si orientano in questo modo, ma non ti nascondo che avrei potuto aggiungere molto di più:

  1. TALIA demo tape
  2. SKOOLDAZE demo tape
  3. YOGURT registrazione di un disco mai uscito
  4. MISS DAISY Lp Pizza Connection
  5. ALTER EGO Ep Poker
  6. LINE OUT demo tape 7/8
  7. LUNAR SEX Lp
  8. STIFF demo tape Madame Claude
  9. CHILDHOOD demo tape
  10.  RAFF Ep

 

Jailbait

 

C’è qualche reliquia per il libro che sei riuscito a stanare e che ti ha dato più soddisfazione che altre?

Ho avuto un’immensa soddisfazione quando sono venuto in possesso del nastro datato 1982 degli Zelloffen. Alla voce di queste canzoni troviamo l’indimenticabile Baffo e mi è sembrato il minimo omaggiare questo storico personaggio inserendo come brano d’apertura del  CD che è stato allegato al libro, la canzone Metallik Kids.

 

Il libro si accompagna ad un Cd di ben diciannove pezzi… vai avanti tu, Andrea, grazie… 

Stilare la scaletta dei gruppi che sarebbero stai inseriti nel Cd non è stato semplice. Prima di tutto ho voluto trovare brani che rispettassero criteri compositivi validi e che fossero accettabili a livello sonoro. Si è trattato di estrapolare canzoni da nastri vecchi anche più di 30 anni e, portati in uno studio di incisione, grazie a un fonico competente, si è tentato di renderli ascoltabili meglio che si poteva. Le vere ‘chicche’ di questo Cd, oltre ai succitati Zelloffen, sono gli inediti dei Raff con Gates Of Fortune e quello dei Fingernails Fuck And Delight. Quest’ultimo, oltre a non apparire su nessun lavoro ufficiale, riporta l’ultima esibizione on stage di Riccardo Lipparini prima della sua prematura scomparsa avvenuta nel 1996. Importanti sono i contributi dei Tanatos e degli Astaroth ma credo che tutte le band che hanno trovato spazio su questo supporto, abbiano in qualche modo segnato la storia del metal capitolino.  

 

I Messerschmitt, presenti nel Cd con il pezzo "Heavy Metal Fighters"

 

Oggi come oggi è ancora sostenibile parlare di scena heavy metal all’interno della Capitale?

Sai, anche oggi si è testimoni di una scena attiva e, con mia grande sorpresa, c’è una grande voglia di scrivere canzoni che non facciano solo casino ma che contengano nella propria ossatura parti cantate ben studiate e una ricerca melodica a volte sorprendente. Passata la noia dell’ascoltare solo tribute band, si è riscoperto il piacere di mettersi in gioco con le proprie idee e il proprio talento. E’ bello sapere che gruppi con più di 30 anni di attività sulle spalle, trovino ancora ampi consensi, nonostante la loro proposta musicale non si sia adeguata agli stili che il metal sembra voler imporre. Un plauso ai SOS, ai Raff, ai Tir e ai Messerschmitt, che, pur non essendo cambiati nell’arco di decenni, hanno sempre un pubblico che li sostiene. Anche con i miei Graal le cose non vanno affatto male, anzi, pur proponendo un hard rock d’annata, riusciamo sempre a catalizzare l’attenzione di molti defenders, anche giovanissimi.    

 

Anni di Metallo è stato presentato ufficialmente all’interno di un concerto organizzato proprio da te, sulle assi del Jailbreak, il 18 aprile 2013 a Roma, forte di una scaletta che ha visto esibirsi T.I.R., Raff, SOS e Graal. Com’è andata la serata e su che basi l’hai allestita?

Dire che è andata alla grande sarebbe riduttivo. L’accoglienza che il pubblico ha decretato alle band coinvolte è stata sbalorditiva e il successo del libro mi ha completamente preso di sorpresa. Esaurire quasi tutta la tiratura (vendute 123 copie su 150 stampate) in un colpo solo è stato fantastico e il tamtam che si è sviluppato in rete nei giorni a seguire, è stato ancora più inaspettato. Sarà stato l’aver riunito quasi 250 persone che hanno militato nell’ambiente metal, anche e solo decenni fa, a rendere il tutto ancora più esaltante. Incontri inaspettati, litigi mai chiariti che in un colpo solo sono stati buttati alle spalle, l’occasione giusta per riesumare vecchie magliette dei Saxon o Motorhead e riportare aneddoti esilaranti, ha trasformato la serata Anni Di Metallo in una ‘carrambata’ durata un’intera notte.    

 

Come stanno procedendo del vendite del libro? E’ prevista un seconda tiratura in futuro?

Visto il successo di questa iniziativa e visto che ho esaurito in 8 giorni le 150 copie stampate, credo che una seconda tiratura potrebbe essere presa in considerazione. Vedremo. 

 

Cosa sta bollendo in pentola a livello della tua band, ossia i Graal?   

Al momento stiamo registrando il quarto album, e entro breve sarà messa in commercio la ristampa del primo disco Realm Of Fantasy contenente degli inediti, una copertina diversa e la preziosa presenza di Rodolfo Maltese e Pierluigi Calderoni del Banco Del Mutuo Soccorso. Il disco verrà distribuito sempre dalla BloodRock Records e sarà disponibile solo nel formato vinile. 

 

Graal: copertina dell'album Legends Never Die

 

E’ sfuggita qualche band oppure pensi ci siano tutte quelle che dovevano esserci all’interno del libro?

Al momento nessuno si è fatto avanti lamentando la propria esclusione. Ma aspettiamo prima di definire questo libro ‘completo’.

 

Se magicamente potessi tornare indietro nel tempo cosa aggiungeresti/modificheresti del libro?

A livello di grafica nulla, ma rileggendolo oggi avrei cambiato qualche frase e forse evitato alcuni errori che mi sono sfuggiti.   

 

Baffo Jorg (vero nome Giuseppe Zappimbulso). Scrivi quello che vuoi riguardo questo splendido personaggio…

Baffo manca alla scena metal romana come Maradona al calcio. E’ stato un personaggio aggregante e pieno di iniziative. Ogni settimana, per decenni, ha organizzato concerti di band sia esordienti che affermate. Ha dato un palco e un pubblico alla maggior parte dei musicisti metal italiani e credo che la sua dipartita sia un’immensa perdita per l’ambiente a livello nazionale. Ancora oggi si celebrano concerti in suo onore e sentire band quali Rain, Tarchon Fist, Dark Quarterer, Strana Officina dedicare le loro date romane a Giuseppe non può che riempirci di orgoglio e rendere il giusto tributo a un grande amico/organizzatore/metallaro.

 

Lemmy e Baffo Jorg

 

Spazio a disposizione per chiudere come vuoi, grazie.    

Grazie a tutti per il supporto datomi per questa iniziativa Anni Di Metallo. Spero che questo libro possa dare lo spunto per altre uscite editoriali simili. Perché non parlare della scena metal ‘under-underground’ di Milano, Firenze, Napoli, Bari e magari corredarla di foto mai viste e una gustosa compilation che metta in risalto quello che in pochi hanno sentito? Fatevi avanti e state pur certi che da parte mia una copia venduta è assicurata. Grazie a te, Steven, per le belle parole spese sui Graal e per l’immediato sostegno al libro.

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti