Intervista Amon Amarth : Johan Söderberg

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Intervista Amon Amarth : Johan Söderberg

Qualche giorno fa abbiamo avuto la fortuna di intervistare il chitarrista degli Amon Amarth Johan Söderberg in merito alla prossima uscita della band. Una conversazione piacevole e dai toni pacati, che non fa altro che confermare il buono stato di salute mentale e musicale della band, forte di un album che sorprenderà molte persone. Jomsviking è il primo concept album da parte del gruppo Svedese e segna un nuovo traguardo, noi di Truemetal non potevamo lasciarci scappare l’occasione per farci raccontare tutto. Buona lettura.

 

 

Ciao è un piacere conoscerti Johan sono Andrea di Truemetal, spero tu stia bene.

Si sto abbastanza bene, è un piacere per me.

Vorrei partire in quarta iniziando a parlare subito del nuovo album, cosa puoi raccontarci in merito al titolo, la cover, i colori che sono abbastanza inusuali e sopratutto al concept che c’è dietro le tracce che avete composto.

Il titolo, Jomsviking, si riferisce a un gruppo di mercenari vichinghi, la storia tratta di un ragazzo che vaga per delle terre fredde e inospitali quando ad un certo punto incontra questo gruppo di mercenari, chiamati appunto Jomsviking, e ne diventa parte. La cover mostra proprio il personaggio principale durante una battaglia e abbiamo voluto rappresentarlo al meglio.

Perfetto, ora è tutto più chiaro. Se non vado errato questo è anche il primo album nel quale sviluppate una storia dall’inizio alla fine. Il vostro primo Concept, mi chiedevo se è stato più difficile o più facile, o come vi siete rapportati a questa nuova avventura.

Si è il primo disco nel quale cerchiamo di far seguire alle canzoni una storia vera e propria. Per quanto riguarda la composizione dell’album è sempre difficile dare un senso ad ogni canzone che componiamo perché alla fine faccia parte di un grande progetto; in questo caso specifico non è stato differente dalle altre volte, anche se abbiamo dovuto ragione maggiormente su come muoverci lungo la tracklist per farla adattare alle strutture liriche e compositive.

Quindi questo è stato il momento giusto per provare a raggiungere nuovi obiettivi con il gruppo. Siete cambiati molto musicalmente negli anni e questo è stato il passaggio naturale per fare qualcosa di completamente nuovo.

Non credo che il nostro approccio sia cambiato molto negli anni, suoniamo sempre heavy metal e anche questa volta abbiamo cercato di fare il meglio che riuscivamo a creare.

Come vedi la band negli anni, da Twilight of the Gods passando per Surtur Rising e Deceiver of The Gods senti di essere cambiati proprio come gruppo, parlo a livello prettamente umano e personale.

Penso sia stato un processo naturale, crescere e cambiare qualche aspetto personale e musicale credo sia normale per tutti. non sapevamo come sarebbe stato il disco successivo anni addietro e ora non riesco a dirti se un giorno suoneranno più incazzati o andremo verso canzoni più melodiche. Tutto può accadere e non abbiamo mai fatto piani, se suoneremo brutali o atmosferici lo sapremo solo nel prossimo album.

Il non avere punti fissi, idee da raggiungere forzatamente e obblighi musicali vi ha portato questa volta ad avere un album molto più vario che in passato. Ho potuto sentire il disco solo qualche volta ad oggi (l’intervista è stata fatta l’11 di Marzo NdR) e ho notato come siete riusciti a immette parti epiche con suoni della scuola heavy inglese e parti più dure. Mi sembra che abbiate fatto un enorme passo in avanti.

Hai perfettamente ragione, il nostro unico desiderio era quello di poter espandere le nostre influenze e variare molto le canzoni. la NWOBHM è stata fondamentale per noi in questo caso perché desideravamo suonare più “classici” rispetto al passato.

Ho sentito Doro in una traccia nell’album (A Dream That Cannot Be NdR). Mi chiedevo come avevate fatto a convincerla e organizzare la sua parte cantata nell’album?

Avevamo bisogno in un personaggio femminile nell’album con una forte personalità, volevamo che ci fosse una cantante che potesse rispecchiarla al meglio. Dopo che ci abbiamo rifletto un po' di tempo abbiamo deciso che Doro sarebbe stata quella che avrebbe potuto dare la voce più heavy a questo personaggio. Quando glielo abbiamo proposto si è dimostrata subito interessata ed è venuto in Inghilterra dove stavamo registrando senza alcun problema.

Se non sbaglio infatti avete registrato in un luogo abbastanza remoto e fuori dalla civiltà.

Le registrazioni vere e proprie le abbiamo fatte in Inghilterra, è stato il periodo prima delle registrazioni, quello della preparazione e della stesura della struttura delle canzoni che abbiamo svolto in una casa in campagna. Non avendo più una sala nostra personale abbiamo affittato per una settimana questo lodge, in modo da rimanere insieme e concentrarci l’uno con l’altro. Solo dopo che abbiamo finito tutto siamo volati negli studi di registrazione, sperando che tutto quello che avevamo fatto prima fosse possibile realizzarlo al meglio, dato che c’era abbastanza freddo dove abbiamo soggiornato (ride NdR).

Ora parliamo un pò di Tobias (Gustaffoson, batterista stabile dei Vomitory NdR), ha fatto parte della sessione di registrazione ma ancora non fa parte a tutti gli effetti della band. State ancora cercando il batterista migliore per gli Amon Amarth oppure sarà proprio lui il nuovo membro ufficiale?

Abbiamo scelto Tobias perché non era completamente fuori dal gruppo essendo che ci conosciamo e siamo amici da diverso tempo. Lui però non può affrontare i tour che ci vedranno impegnati, per cui ora stiamo provando un nuovo batterista col quale ci troviamo bene che ci seguirà per i prossimi impegni live. Abbiamo solo bisogno di provare insieme un pò di tempo perché non abbiamo ancora tutta la confidenza che potevamo avere con Fredrik (Andersson, batterista della band sino al 2014 quando ha abbondato in pianta stabile) nel passato.

Siete ancora in buoni rapporti con Fredrik oppure non vi sentite più e le strade si sono separate in maniera definitiva?

Non ci sentiamo più come un tempo a dire il vero, ha altri impegni e priorità tra cui la sua fidanzata e il suo lavoro. Diciamo che ha una vita che no riesce più a combaciare con la band.

Capisco, può succede nella vita. Ora vorrei chiederti del vostro nuovo contratto discografico. Non siete più sotto contratto solamente con la Metal Blade ma siete entrati nel Rooster della Sony per il mercato internazionale; vi sentite a vostro agio con questa casa discografica? avete pressioni maggiori rispetto ad un tempo?

Si ci troviamo molto a nostro agio con la Sony, la Metal Blade dal canto suo ha un bacino d’utenza molto potente negli Stati uniti ma non ha un grande riscontro a livello Europeo. Sony ci permette di essere più forti e potere raggiungere un audience sempre maggiore qui a casa nostra.

Non credi dunque che ad oggi gli Amon Amarth siano arrivati al punto più alto della loro carriera? Oppure pensi che si possano raggiungere nuove vette e nuovi obbiettivi continuando a crescere?

Penso che stiamo continuando a crescere e possiamo ancora fare di meglio, sopratutto per quello che riguarda l’aspetto live. Vorremmo riuscire a dare e creare ancora di più sui palchi, riuscendo a raggiungere audience sempre maggiori.

Al di fuori dell’Europa e degli Stati Uniti come vedi i fans? Pensate di avere una buona base oppure avete necessità di costruire ancora molto su dei mercati che vedete deboli rispetto a questi due?

Credo che un grande bacino d’utenza sia il Sud America, li abbiamo grandi responsi sempre; direi che il Giappone sia il luogo dove ancora dobbiamo costruire molto rispetto agli altri mercati, li non abbiamo molto seguito. Lavorare proprio sui Giapponesi, sulle persone che vivono lì offrendogli un vero e proprio tour dedicato. Credo che anche l’Australia sia un luogo dove dobbiamo ancora dimostrare molto e sul quale dovremo concentrarci maggiormente in futuro. Siamo stati diverse volte e l’ultima durante il Soundvawe Festival; desideriamo tornarci da headliner per vedere se siamo riusciti a crescere come utenza.

Lo spero per voi, tutto può accadere e il mercato è pazzo negli ultimi anni. Ora avrei una domanda alquanto particolare da porti; ho notato come negli album, specialmente gli ultimi due, molti fans si sono schierati contro e altri invece ne sono rimasti entusiasti. Come se non foste proprio riusciti a raggiungere lo scopo che volevate far sperare, senza mai evolvere, rimanendo su canzoni e strutture che ricalcavano sempre le strette strade, mantenendo Twilight of the Gods come vostro migliore risultato degli ultimi anni senza mai surclassarlo. Tu cosa ne pensi?

Non so davvero che dirti, sopratutto perché mi sento molto contento di entrambi gli ultimi due dischi che abbiamo scritto. Twilight al suo interno ha canzoni che fanno più breccia in sede live probabilmente come Guardians of Asgaard e la Titletrack. Alcune volte certi risultati sono difficili da riuscire a raggiungere nuovamente altre volte proprio non ci si riesce mai. Penso però che con questo nuovo album ci siano grandi possibilità di portare nuovi classici al pubblico, con canzoni che ricalcano proprio le due che ti ho appena detto.

Infatti sono rimasto molto impressionato dalle nuove canzoni, due nello specifico hanno colpito nel segno. Wanderer e Raise Your Horns sono due canzoni strutturate benissimo, come se abbiate raggiunto un nuovo livello  dove prima non eravate riusciti ad andare. Anche le parti parlate, che non sono solite per voi, risaltano alla perfezione.

Sono contento di sentirtelo dire, condivido con te che queste tracce sono uscite molto bene e credo che faranno contenti molti nostri fans.

Davvero ero rimasto senza parole l’altra sera mentre le ascoltavo.

Ti ringrazio veramente, mi fa molto piacere sentire questo da parte tua.

I prossimi piani futuri invece quali sono? come avete intenzione di promuovere il nuovo album?

Prima di tutto andremo in qualche città Europea come Londra, Parigi e in Olanda ma con show molto piccoli e intimi. Gli Stati Uniti sono il prossimo passo, dove faremo un vero e proprio tour da headliner per poi venire in Europa a fare i Festival Estivi.

Quindi il tour Europeo sarà per l’autunno con shows molti più grandi rispetto al passato e con una teatralità sempre maggiore.

Si direi che in autunno saremo sicuramente in giro per l’Europa e non vediamo l’ora di ingrandire sempre di più questi show, vogliamo diventare sempre più teatrali e far in modo che le persone siano parte dello show in un maniera come mai prima d’ora. 

Bene, non vedo l’ora di potervi rivedere dal vivo dato che oramai sono passati diversi anni. Tutto ciò che volevo chiederti sei riuscito a darmi una risposta per cui non mi rimane che salutarti e ringraziarti per la disponibilità concessa. 

Grazie a te e buona giornata, ci vediamo presto. 

 

Intervista a cura di Andrea Poletti.