Intervista Ensiferum (Sami Hinkka)

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Intervista Ensiferum (Sami Hinkka)

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In occasione del concerto di Stoccolma degli Ensiferum, uno dei primi del tour che passerà dall'Italia il 26 aprile a Trezzo Sull'Adda ed il 27 aprile a Torino, abbiamo incontrato il bassista Sami Hinkka.
Con lui abbiamo parlato del nuovo album "Two Paths", degli ultimi cambi di line-up, dei prossimi progetti della band e del suo pensiero sui meet and greet a pagamento.

Intervista a cura di Davide Sciaky

Ciao Sami, come stai?

Sto alla grande!
Il tour è appena iniziato e, be’, tutti quanti sono ancora pieni di energie, nessuno si è ancora ammalato, quindi tutto è perfetto!

 

Sono passati alcuni mesi dall’uscita di “Two Paths”, ora che ne sei un po’ più distante, e dopo che hai potuto vedere la risposta di fan e critica, come ti senti a proposito dell’album?

Sono davvero orgoglioso dell’album ed è sempre che…in particolare quando sei in una band vecchia, come gli Ensiferum, non puoi fare tutti contenti, ci saranno sempre dei fan hardcore che diranno, “Il primo demo era il migliore”, ma ti fai sempre anche tanti fan nuovi e penso ci sia una cosa che unisce i fan degli Ensiferum: l’apertura mentale, sembrano capire il nostro essere fuori di testa quando componiamo.
Molte band hanno fanno una cosa sola, e la fanno molto bene, non mi fraintendere, ma per gli Ensiferum non cambiare mai dal punto di vista musicale non funzionerebbe, e immagino che questo per qualcuno sia eccessivo [ride].
Ma comunque, il feedback è stato davvero buono e l’album è entrato in classifica in un ottima posizione, ed il feedback migliore è sempre quando la gente canta le nuove canzoni, e questo è anche il motivo per cui abbiamo fatto passare qualche mese tra la pubblicazione ed il tour, per dare il tempo alla gente di ascoltare l’album, imparare i testi e capire se il disco gli piace davvero.

 

Immagino che il titolo si riferisca a quando nella vita devi scegliere tra due strade, due decisioni, giusto? C’è un riferimento a qualcosa di particolare?

Lo puoi interpretare in molti modi, per me si riferisce al fatto che in ogni momento prendiamo decisioni, facciamo, o non facciamo, cose e questa è una strada che avrà delle conseguenze a seconda di come scegliamo.
Una cosa può sembrare davvero insignificante ma, alla fine, potrà avere degli effetti davvero grandi.
Immagino che abbia qualcosa a che fare con l’invecchiare e il poter vedere in retrospettiva scelte del passato, 20 anni fa ho preso questa decisione, fatto questa cosa, andato lì, parlato con quella persona e questo mi ha portato a questa e quella conseguenza, quindi questa era l’idea, almeno per me [ride].

 

Stavo guardando l’elenco dei vostri concerti dell’anno scorso e non avete mai fatto grandi pause, quando avete lavorato all’album e quanto ci avete messo?

È impossibile rispondere perché non abbiamo un periodo in cui ci dedichiamo esclusivamente a comporre da zero, abbiamo sempre tante idee che non sono mai complete, poi ci lavoriamo per un album e quando lo pubblichiamo abbiamo ancora tante idee rimaste incomplete.
Ovviamente col passare del tempo, ad esempio in tour, ti possono venire delle idee che poi provi in sala prove.
Quindi direi…ovviamente il processo è iniziato appena “One Man Army” è stato pubblicato, c’erano delle canzoni che sapevamo, “Ok, questa sarà una buona canzone ma non è pronta, quindi per ora non sarà sull’album”.
I Will Not Kneel”, la prima idea di quella canzone ha quasi 10 anni, sicuramente almeno 8, ma era solo due melodie, le ho fatte sentire a Marcus che ha detto, “Sì, questa è buona”, quindi l’abbiamo tenuta insieme alle canzoni acerbe che abbiamo, ma non l’abbiamo mai completata fino a questo album, e ne sono molto felice.

 

Avete altre idee da parte, in attesa di essere finite per un prossimo album?

Sì, sì, a dirla tutta una delle canzoni più belle, la volevo per questo album ma non l’abbiamo finita, siamo molto duri con noi stessi, abbiamo alcune parti della canzone pronte ma alla fine ci siamo detti, “Nah, non è ancora abbastanza buona”, quindi abbiamo tenuto i pezzi migliore e abbiamo detto, “Okay, questa va nel prossimo album”.
Quindi, sì, ci sono già tante idee ma nessuna canzone completa.
Questo è il bello, a volte come compositore ti puoi disperare, “Cazzo, non abbiamo idee, non sta succedendo niente”, e poi può esserci una sessione sola in cui tutto funziona perfettamente, quindi questo è il motivo per cui non sono preoccupato, ma comunque “Two Paths” è appena uscito e penso che cominceremo a lavorare alle nuove canzoni solo dopo l’estate…già, il circolo della vita [ride].

 

Gli Ensiferum si sono sempre evoluti un po’, pur mantenendo una forte identità che ti permette di riconoscere subito chi è il gruppo che sta suonando; dal tuo punto di vista cosa rende “Two Paths” diverso da “One Man Army”?

Direi che “One Man Army” era più aggressivo, anche se “Two Paths” dà un po’ la sensazione di un ritorno alle radici, ma “One Man Army” è decisamente più aggressivo.
Forse “Two Paths” è un po’ più, per così dire, coraggioso perché ci piace cazzeggiare quando componiamo, se qualcosa suona bene lo teniamo, non facciamo calcoli, “Non possiamo pubblicare questa cosa col nome Ensiferum, sarebbe un suicidio commerciale” e via dicendo, non è il nostro modo di lavorare, se qualcosa suona bene lo pubblichiamo e lasciamo che siano i fan a giudicare [ride].

 

Se non sbaglio avete scelto un approccio old school e avete registrato l’album su nastro, come mai?

È una cosa che era già un po’ iniziata durante la registrazione di “One Man Army”, Anssi Kippo, la persona che ha registrato e prodotto quell’album, è molto appassionato di analogico e vinile, quindi già per “One Man Army” avevamo fatto un po’ di confronti per vedere come suonava su nastro ed in digitale; io penso di essere quello più scettico nella band, so che probabilmente suonerà più caldo ma non pensavo potesse essere tutta questa differenza.
Mi ha davvero fatto cambiare idea poter sentire una canzone e cambiare la fonte da digitale a nastro semplicemente premendo un tasto, mi son detto, “Wow, questa è una differenza enorme”, in particolare del cantato.
Quindi abbiamo pensato, “Ehi, questo è il tipo di calore e dinamica che vogliamo nella nostra musica”, quindi abbiamo fatto la batteria, il basso e la chitarra elettrica…perché poi abbiamo finito le tracce [ride] ci sono solo 24 tracce disponibile, quindi questo è quello che abbiamo registrato su nastro, poi l’abbiamo trasferito sul computer e registrato il resto lì.
Quando Anssi ha mixato l’album ha usato sia il nastro che le cose registrate sul computer, le ha sincronizzate in modo che la musica su nastro non ha mai lasciato il nastro in fase di missaggio, per questo c’è un suono così buono sull’album.
Anssi è davvero appassionato di queste cose, penso che ora comprerà un’altra di quelle macchine in modo da poter arrivare a 48 tracce, quello ci dovrebbe bastare, quindi vediamo un po’ cosa succederà col prossimo album.

“For Those About to Fight for Metal” ha uno dei testi più stucchevoli di sempre…

Certamente, sì [ride].

…sembra quasi uscito da un album dei Manowar; da dove arriva l’ispirazione per quel testo?

Avevamo quella canzone…no, in realtà avevo solo delle melodie in mente, ero seduto in sala prove da solo dopo delle prove, leggevo le notizie, chitarra in mano, e vidi che il cantante degli AC/DC aveva avuto dei problemi di udito; pensai, “Cazzo, la band è finita”, perché all’epoca ovviamente non si sapeva che Axl Rose sarebbe arrivato, quindi mi dissi che avremmo dovuto fare una sorta di tributo perché sono una delle band con cui sono cresciuto.
Quindi pensai, “Ehi, ho questa melodia, cosa succede se la suono in stile AC/DC?”, e subito, “Oh cazzo, è fantastico!”; abbiamo iniziato a lavorare alla canzone e poche settimane dopo, stessa situazione, sono in sala prove con una chitarra, gli altri se ne sono già andati, leggo le notizie e vedo che i Manowar hanno annunciato un tour di addio, “Cazzo, davvero?!”.
I Manowar sono stati così importanti per la band quando gli Ensiferum stavano iniziando, quindi ho pensato che avremmo dovuto tributare anche loro in qualche modo, poi ho pensato, “Ehi, ma se combinassimo le due cose?” e così è nata la canzone.
E’ un peccato che debba essere un tributo, ma è una canzone molto da “comunità Metal” [ride].

 

In quasi tutti i vostri album c’è una canzone in finlandese, ma sul nuovo ne avete due, 'Ajattomasta unesta' e 'Unettomaan aikaan'. È qualcosa che dovremmo aspettarci di vedere più spesso in futuro?

Non lo so, è molto difficile da dire perché gli Ensiferum usano il finlandese da tempo nei testi, ma solo quando funziona bene.
Ovviamente quando si tratta della tua lingua natale puoi scrivere molto di più, c’è una rapporto molto diverso, e per questo motivo sono sempre un po’ preoccupato quando scrivo in inglese, ho paura di finire a ripetermi troppo spesso e di non riuscire a rendere bene l’idea, di non trovare le metafore giuste e via dicendo; per questo chiedo sempre ad un mio amico inglese, “Va bene se dico questo e questo?”, mi controlla sempre i testi…grazie Andy! [Ride]
Avremo sempre dei testi in inglese, questo non cambierà, ma penso sia forte aggiungere anche altre lingue, su “One Man Army” avevamo il norreno antico, quindi vediamo cosa mi viene in mente per il prossimo album [ride].

 

Parlando di copertine, avete sempre avuto un vecchio guerriero in copertina, in “One Man Army” è diventato giovane, ora è diventato una statua, cosa gli è successo?

In realtà in “One Man Army” è nel cielo, sta benedicendo il giovane guerriero [ride].
È il nostro Eddie, siamo grandi fan degli Iron Maiden [ride], quando saremo schifosamente ricchi avremo il nostro robot di lui sul palco [ride].

 

Ha un nome?

No, è solo la caricatura di un vecchio guerriero saggio…nessun nome per lui.

 

L’ultima volta che abbiamo parlato Netta era un membro live, parlammo della possibilità che entrasse nella band ufficialmente, e da allora è entrata e pure uscita degli Ensiferum…

Nooo! [Ride]

…cosa è successo?

Non c’è stata nessuna tragedia, semplicemente…sai, ovviamente lei aveva molta esperienza dal vivo, è venuta in tour con noi per un paio di anni.
È solo che è un lavoro molto duro, anche se è molto divertente è duro e non la posso giudicare per la sua scelta, è difficile andare in tour con un gruppo di hippy [ride], di vecchiacci come noi.
Non è successo niente di drammatico, è solo che…facciamo questo lavoro da molto tempo, Marcus lo fa da più di 20 anni, questo è il suo bambino, io sono qui da 2004, quindi abbiamo fatto molti sacrifici per la band ed è una delle cose più importanti che ci siano per noi; questo è quello che presupponiamo succeda anche per tutti gli altri membri, che tutti siano disposti a dare il 100%, ma la vita cambia, le circostanze cambiano e questo non è un culto religioso, non è obbligatorio rimanere nella band, a volte è meglio dire semplicemente, “Ehi, c’est la vie”.
Siamo ancora buoni amici, lo siamo con tutti gli ex-membri, e questo è un altro motivo per cui sono felice che non ci sia mai stata una separazione violenta da un membro della band ma, sì, al momento siamo senza tastierista.
Vediamo cosa ci porterà il futuro, ci sono alcune idee, ma…

 

State cercando qualcuno?

Non in modo attivo, al momento, ci stiamo concentrando su questo tour e sui festival.
È uscita l’idea di prendere qualcuno davvero molto bravo come cantante, qualcuno che possa cantare come Marco Hietala (Nightwish) in modo da poter usare bene il cantato pulito.
Questo è qualcosa di cui parliamo da tanti, tanti anni, ma non abbiamo mai voluto avere una grande band con 10 persone sul palco.

 

Si tratterebbe di un tastierista, non un fisarmonicista di nuovo?

Netta suonava la fisarmonica digitale, quindi era la stessa cosa di una tastiera, aveva un’interfaccia diversa ma era sostanzialmente la stessa cosa.
Aveva tutti gli stessi suoni che usava Emmi quindi…non ci interessa [ride], ma vediamo, questo è qualcosa che decideremo in futuro, al momento non stiamo attivamente cercando qualcuno.

 

Due anni fa ti chiesi della possibilità che realizzaste un album acustico e mi dicesti che forse avreste fatto un EP. Ci sono novità a riguardo?

Ne abbiamo parlato con l’etichetta, be’, in realtà gli abbiamo solo avvisati, “Guardate…faremo questa cosa” [ride].

Come l’hanno presa?

Bene, si fidano di noi, sono pazzi [ride].
Vedremo cosa succederà quando saremo in sala prove dopo l’estate, ovviamente se ci vengono molte idee acustiche è meglio continuare su quella strada, ma se ci vengono molte idee Metal…
Vedremo, ma è sicuramente una cosa che faremo, è così divertente.

 

Al giorno d’oggi molte band offrono biglietti VIP e meet and greet a pagamento, voi siete andati nella direzione opposta e durante questo tour fate meet and greet gratis prima degli show. Come mai avete scelto di farlo?

La cosa è che, capisco le band che lo fanno, nessuno costringe nessuno ad andarci, ma in un certo senso…personalmente mi sentirei un truffatore a chiedere soldi a chi vuole semplicemente parlare con me, stingermi la mano o chiedermi un autografo, non è una cosa che fa per me.
In tour è strano, hai molto tempo libero ma prima di uno show è anche tutto molto frenetico, quindi abbiamo pensato, “Ehi, quello è qualcosa che faremmo anche per noi stessi”, anzi che leggere email e riscaldarci uscire ad incontrare la gente, anche per…non truffare la gente, se qualcuno vuole venire a dire “ciao” che lo faccia.
Come ho detto, lo capisco…nah, in realtà non lo capisco [ride].
La cosa è che capisco che uno abbia bisogno di guadagnare ma, per me, quello è il modo più sbagliato possibile di farlo, davvero.
E’ semplicemente…aaah [ride].
Non lo farei per nessuno, gli Iron Maiden, sai, sono i miei più grandi idoli ma alla fine siamo tutti esseri umani; poi la cosa è che mi può piacere l’arte realizzata da qualcuno, non necessariamente la musica, anche un attore, un regista, un pittore, quello che vuoi, ma poi lui potrebbe essere uno stronzo nel privato.
In un certo senso potrebbe essere un bene non incontrarlo [ride] in modo da non spezzare l’illusione.
Mi ricordo che Flea (Red Hot Chili Peppers) disse in un’intervista che non voleva incontrare i L.A. Lakers perché era un grande fan e non voleva rovinare l’illusione che fosse dei semi-dei, non so, ora probabilmente ha tanti soldi che si potrebbe comprare la squadra [ride].

 

Sono curioso della scena finlandese, ci sono così tante belle band che sembra che chiunque sia un musicista. Voi siete di Helsinki come i Moonsorrow, i Finntroll e tanti altri, siete amici, uscite insieme con altre band?

Sì, siamo decisamente amici, in particolare nella scena Folk, è un circolo molto piccolo.
La cosa è che molti musicisti suonano in tante band, quindi è un circolo ristretto in cui siamo tutti buoni amici [ride].
Andiamo negli stessi bar e via dicendo.

 

Fantastico, questa era la mia ultima domanda, ti lascio questo spazio finale per salutare i fan.

In caso non l’aveste ancora sentito andate a dare un ascolto a “Two Paths”, vi auguro una grande primavera ed un eccellente stagione dei festival!