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Intervista Nightwish (Floor Jansen)

Di Luca Montini - 10 Dicembre 2016 - 13:00
Intervista Nightwish (Floor Jansen)

Ciao Floor e benvenuta su Truemetal.it! Nell’ultimo anno avete suonato in tantissime date, tre delle quali in Italia: a Bologna a fine 2015, al Postepay Rock in Roma a giugno ed infine al Palabam di Mantova. Hai ricordi particolari dell’ultima data?

Abbiamo suonato in molti luoghi, dell’ultima data ricordo un adorabile meeting con il nostro fanclub [i ragazzi di Nightwishers Italy n.d.M.]. Gente da tutta Italia è venuta per incontrarci e portarci dei dolcissimi regali dalle varie regioni di provenienza, principalmente cose da mangiare ma non solo. Il pubblico italiano, sia stavolta che nelle precedenti date è stato folgorante, super rumoroso, hanno cantato tutto con noi, molto appassionati e caldi… insomma è stato uno show molto divertente.

Il tour è filato liscio o avete avuto problemi?

Nono, tutto ok, è stato un bellissimo tour. Non abbiamo avuto nessun problema importante, certo piccoli inconvenienti accadono sempre ma niente di grave, è stato veramente un tour mondiale fantastico!

Veniamo al vostro nuovo live-DVD; domanda un po’ scontata ma… perché avete scelto come titolo “Vehicle of Spirit”?

…è una citazione di un amico di Troy che ha visto la band parecchi anni fa, che non conosceva ancora la nostra musica, è una bella espressione poetica, al termine dello show disse che questa band è un “veicolo dello spirito che sfida le categorizzazioni”. Abbiamo pensato che era una bellissima descrizione dei Nightwish in quanto tali, e così ci è sembrato il giusto titolo, mentre eravamo al lavoro su questo DVD che mostra ciò che sono i Nightwish oggi; me mostra la totalità: mostra il tour mondiale da non solo uno ma ben due show completi, più materiale addizionale registrato da tutto il mondo, che ti rende l’impressione di ciò che siamo ovunque. Quindi questa è l’origine di “Vehicle of Spirit”.

Come mai questo stile anni retrò dell’artwork?

È venuto fuori un po’ lungo la strada. Abbiamo visionato diverse foto di allora e foto moderne con quello stile, ci piaceva. Ci ha ispirato per darci un volto più divertente, un po’ anni ’40 un po’ teatrale, per mostrare delle sfaccettature diverse della band, un modo teatrale per dire: accomodati e noi ti forniremo ore ed ore di divertimento!
 

nightwish vehicle

 

Quante date avete registrato? In particolare nel terzo disco ci sono diverse date da palchi importanti ad altri molto più modesti… li avrete mica registrati tutti?

Certo che no, costerebbe tantissimo. Abbiamo investito molto però  su parecchie date, come dici, abbiamo riflettuto molto sul dove, sul cosa e sul quando, per avere tutto quel materiale. Siamo super-orgogliosi del lavoro fatto, l’idea era quella di mostrare realmente questo tour mondiale, come esso sia diverso in luoghi diversi, quindi non abbiamo preso solo location enormi, abbiamo voluto mostrare che i Nightwish possono fare grandi spettacoli anche senza maxischermi. Quel che conta è la band e la sua musica. Negli altri due dischi invece mostriamo quello che possiamo fare in un contesto più grande, specialmente a Tampere dove abbiamo avuto la produzione più grande di sempre. Ma i Nightwish possono essere Nightwish anche in piccoli live club con solo il fondale alle spalle e qualche buona luce.

Da Tampere al leggendario Wembley: quando hai incontrato Richard Dawkins per la prima volta e cosa hai provato nel suonare di fronte a lui, e addirittura averlo sul palco alla fine del concerto?

È stato fantastico! Nel mio caso l’ho incontrato per la prima volta il giorno stesso dello show. Alcuni tra i ragazzi l’avevano già conosciuto durante le registrazioni dell’album, Tuomas è stato con lui durante tutta la promozione che è seguita, ma per me a Wembley è stata davvero la prima volta… un vero gentiluomo! È stato come un confronto tra mondi diversi, lui era completamente lontano dal nostro mondo, ed io per prima non mi sento così familiare col suo mondo: puoi leggere i suoi libri, guardare i documentari che fa, ma cosa puoi davvero fare quando ti trovi a cena con lui, cosa dire? È stato un momento davvero speciale. Certo poi c’è stato anche lo show ma la cosa che mi ha colpito di più è stato incontrarlo di persona. Ricordo che vedendolo sul palco mi sono immedesimata in lui, ho pensato a cosa potesse provare, come potesse viverla uno scienziato certo abituato a parlare al pubblico dal vivo, un pubblico che non è mai così numeroso, certo in TV sono molti di più, ma avere una folla dal vivo di oltre dodicimila persone alla Wembley Arena è un’altra cosa. Quando metti qualcuno in quella situazione potrebbe avere qualsiasi reazione, ed è stato bellissimo vedere l’apertura mentale di così tante persone nel nostro pubblico mentre ascoltavano la bellezza delle sue parole, si vede molto bene attraverso le immagini del disco anche la loro emozione… davvero bello!

… è vero che avete autografato molti libri di Richard Dawkins dopo questo disco?

Certo! (ride) L’abbiamo dovuto fare un po’ in tutto il mondo! Fantastico!

L’opener nei vostri ultimi live-show è sempre la medesima: “Shudder Before the Beautiful”. Mi sembra un ottimo brano per scaldare il pubblico: veloce, energica… sei d’accordo?

Esattamente!

Come vi gestite dal vivo “The Greatest Show on Earth”… la suonate sempre con gli stessi tagli?

Negli show più lunghi la suoniamo per intero, a Wembley e Tampere abbiamo suonato la versione lunga: la canzone è composta da tre capitoli, e quando dobbiamo tagliare facciamo solo la parte due e tre, lasciando fuori la lunga parte di piano e vocalizzi…

Chi ha realizzato i video in background?

Un team dalla Finlandia, in cooperazione con noi… abbiamo deciso tutti assieme le immagini.

Come mai avete deciso di suonare proprio in casa, a Tampere lo show più grande della vostra carriera?

È stato il nostro primo show in uno stadio. Era il luogo ideale per registrare, sembrava ancora più grande con il palcoscenico gigante che avevamo, la band chiaramente è finlandese, quindi vien da sé che era bello farlo nel proprio paese. Non va però dimenticato che la Finlandia ha solo cinque milioni di abitanti, riuscire ad avere ventitremila persone è qualcosa di davvero unico, è un momento che andava assolutamente catturato e filmato.

Mi è sembrata molto divertente la versione acustica di “Edema Ruh”, come mai avete deciso di proporla?

Si, è un brano facile che si prestava molto agilmente ad essere arrangiata in chiave acustica, quindi l’abbiamo proposta. Non ci sono state riflessioni particolari, l’abbiamo pensato e l’abbiamo fatto.

Floor Jansen incarna la terza era della band: trovi generalmente più difficile cantare i brani della prima o della seconda era dei Nightwish?

Per me è tutto Nightwish. Non ha niente a che vedere con chi ha cantato prima di me, e non mi concentro affatto su come sono state cantate prima di me. Faccio tutto a modo mio, non mi sento in competizione per come canto i pezzi di Tarja o di Anette, sulla difficoltà di proporle ci sono solo brani più facili o più difficili, poco conta chi li cantasse prima di me.
 


 

Qual è secondo te il contributo di Troy Donockley come membro permanente della band?

Uuuh, beh… da un punto di vista personale lui completa assolutamente il gruppo. È un essere umano fantastico e gioioso, è sempre su di giri, non l’ho mai visto arrabbiato, anche quando è di cattivo umore non si nota, è una persona gioiosa ed è bello averlo con noi. Sa un sacco di cose, è un tipo estremamente intelligente e divertente. Un caro amico di Tuomas, in particolare. Dal punto di vista musicale aggiunge un aspetto folk, che è sempre stato parte dei Nightwish ma che ora dimostra appieno le sue potenzialità, è un polistrumentista straordinario: pensa molto, sente molto nel suo modo unico e lo porta alla nostra musica. Questa è una delle ragioni per le quali “Endless Forms Most Beautiful” suona così: io, lui e Marco abbiamo lavorato assieme alle armonie vocali dei backing vocals, come armonizzare tutti e tre: lui continuava ad aggiungere strumenti, prima un altro flauto, poi la cornamusa, e così via. La cornamusa poi è uno strumento difficile da suonare, e sono in pochi al mondo capaci di farlo a quel modo… insomma è un vero valore aggiunto alla band: un pazzo ma anche un musicista fantastico.

Cosa puoi dirci del buon Jukka Nevalainen e della sua insonnia?

Per quello che so, sta benissimo quando non è in tour. L’insonnia è un problema che insorge quando è on the road. Quando non lo è non si presenta il problema… speriamo che la cosa si risolva per il futuro.

Possiamo aspettarci un 2018 con Jukka di nuovo alla batteria, quindi?

Purtroppo non possiamo ancora saperlo, ad oggi.

Nel terzo DVD abbiamo anche una “Last Ride of the Day” con Mr. Tony Kakko al microfono. Com’è stato suonare con lui? Lo conoscevi già?

L’avevo incontrato altre volte ma non lo conosco di persona… al Rock in Rio devi portare un ospite con te, è una regola, quindi gli abbiamo chiesto di accompagnarci.

Come sarà il 2017 per la band? Immagino che per te sarà un anno importante, la tua prima maternità…

Si, per quanto mi riguarda dedicherò quest’anno quasi esclusivamente alla vita familiare. Troy e Marco stanno lavorando al loro album solista. Tuomas sta scrivendo… ma non della musica: sta scrivendo un libro! Non ha particolari pressioni sulla release, lo voleva fare e ci sta lavorando con calma. So che Emppu si sta vedendo coi suoi Brother Firetribe, mentre Kai è un insegnante di batteria bravissimo e fa parecchie lezioni, non so se riuscirà a fare qualcosa coi suoi Wintersun ma di sicuro lavorerà molto. 
 

wembley

Torniamo a Richard Dawkins. Cosa pensi del suo ateismo razionale? Lui scrive che l’evoluzionismo darwiniano è una prova logica della non-esistenza di Dio… sei d’accordo?

Assolutamente si! Mi dispiace molto per quegli illusi là fuori che credono in qualcosa che non esiste… so che c’è un sacco di gente in Italia legata al cristianesimo, al cattolicesimo, la chiesa… sarebbe così bello se la gente potesse aprire gli occhi allo splendore del mondo reale, c’è del divino anche nella tua stanza anche solo nella pianta che con acqua e luce solare produce ossigeno, o se osservi il volo degli uccelli dalla finestra e studi le ragioni per le quali riescono a volare, tutta la scienza che c’è dietro… già solo questo dovrebbe sconvolgere le nostre menti. Molto più di un libro scritto duemilaqualcosa anni fa su un tizio che faceva cose. Non capisco le persone che non riescono a riconoscere l’evoluzionismo come qualcosa di vero, pensandolo solo come una tra tante teorie. È un fatto provato.

Un po’ come la teoria newtoniana della gravitazione, divenuta poi legge…

Certo, e se pensi che la relatività di Einstein la rende non valida in spazi più grandi e relativistici… insomma, magari tra cinquanta’anni gli uomini siguarderanno indietro e penseremo “ricordi quando credevamo a quelle cose?”. Ma questa è la scienza.

Torniamo alla musica: hai sentito il disco di Tuomas su Paperon de’Paperoni? Cosa ne pensi?

L’ho amato! È una storia di fantasia e bellezza, un viaggio attraverso la musica, amo il songwriting di Tuomas. Amo il metal ma non è di certo l’unica musica che ascolto… e poi puoi fare metal anche senza chitarre elettriche o doppio pedale… ci sono un sacco di compositori classici che mentre li ascolti esclami “questo è metal”! (ride)

Cambiamo completamente argomento: cosa ne pensi delle presidenziali americane e nuovo presidente, Donald Trump?

Penso di non saper dire nulla che non sia stato già detto in proposito, penso certamente che avevano due candidati terribili! In entrambi i casi insomma sarebbe andata male. Forse può avere anche i suoi lati positivi, il fatto che c’è un uomo d’affari alla Casa Bianca: l’America ha mostrato così il suo volto. Sono gli americani che hanno scelto, e se questo è quello che l’America può produrre, se questo è il meglio che hanno, non posso che dir loro “buona fortuna”! Quello che accadrà poi non è sarà tanto colpa del presidente ma delle scelte dell’intero paese, forse è necessario anche questo prima che qualcosa cambi… ma il mio è solo il punto di vista di un’europea arrogante. (ride) Che continiuino a mangiare patatine e bere litri e litri di coca-cola!

McDonald Trump, insomma!

Esatto! È il risultato della di questa generazione di transizione. (ride)

Grazie Floor della tua disponibilità, ultima domanda: il tuo messaggio personale ai nostri lettori!

Beh, a differenza degli americani voi ragazzi avete un cibo fantastico… certo che anche gli americani sono convinti che le loro pizze siano buone, ma lasciamoglielo credere… tornando seri ho conosciuto delle ragazze fantastiche in Italia, amo venire a visitare il vostro paese, suonare da voi e mi dispiacerà molto non poterlo fare nel 2017. Anche se prenderemo una pausa, stiamo già pianificando per cosa avverrà nel 2018, stiamo progettando cose che sono sicura piaceranno molto ai nostri fan, quindi spero di rivedervi tutti presto! Voglio anche esprimere la mia vicinanza a tutti quelli tra voi che sono stati colpiti dal terribile terremoto degli scorsi mesi, un dolore che posso solo immaginare… passate nel migliore dei modi questo periodo e vi auguro un meraviglioso 2017! 
 

Intervista a cura di Luca “Montsteen” Montini