Intervista Suffocation (Derek Boyer) + Original audio

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Intervista Suffocation (Derek Boyer) + Original audio

You can listen to the original audio recording of the interview at the bottom of the page.

A fine intervista è disponibile la registrazione audio dell'intervista per chi volesse ascoltare l'originale invece che leggerne la trascrizione.

Oggi sono qui con Derek Boyer, il bassista delle icone newyorkesi del Death Metal, I Suffocation!
Ciao Derek, sono Tarja e benvenuto su TrueMetal.it! Come va?

Bene, bene.
Le interviste sono iniziate piuttosto presto, prima mentre ci scambiavamo messaggi ero un po’ confuso sull’orario perché ora sono le 5.30 di mattina qui, ma va benone, non c’è problema.

Il 9 giugno uscirà “…of the Dark Light” per la Nuclear Blast, mentre avete recentemente pubblicato il primo singolo, “Your Last Breath” nella forma di video a 360°, molto bello!
Parliamo dell’album, mi parli del processo di songwriting?

Beh, grazie mille per i complimenti per il singolo, presto ne pubblicheremo un secondo.
Per noi sostanzialmente, è un processo divertente, il nostro chitarrista Terrance se ne esce con delle idee e le arrangiamo quando siamo sicuri che “questo è come ci muoveremo su questi pezzi”.
Poi io scrivo la maggior parte dei testi e metto insieme le composizioni vocali, poi presentiamo il materiale agli altri ragazzi.
E’ stato molto divertente in studio, tutto sono stati molto recettivi con il materiale, mentre con gli album precedenti abbiamo fatto qualcosa di simile, Terrance scriveva le ritmiche, io aiutavo con gli arrangiamenti, io scrivevo altre ritmiche, e io ho anche scritto la maggior parte dei testi almeno negli ultimi due.
Frank ha scritto qualcosa nell’ultimo e va bene, se è occupato o non gli viene quello vorrebbe io dico, “Ehi, ho un po’ di roba, cosa vuoi fare?”, quindi funziona.
Questa volta in studio tutti si sono divertiti, è sembrata andare bene, non che con gli album precedenti non fosse andata bene, ma a volte la gente non è altrettanto recettiva con il materiale degli altri.
Quindi, sì, ha funzionato molto bene, il disco è fottutamente folle quindi non vedo l’ora che il pubblico possa ascoltarlo per intero.
I singoli sono canzoni che ha scelto la label, “Ehi, secondo noi il mondo dovrebbe sentire questo” e noi rispondiamo “Davvero? Come volete, sapete quello di cui state parlando, secondo noi dovreste usare questo pezzo brutale qui” e loro, “No, no, troppo brutale, non è commerciale” [ride] quindi usano le canzoni che vogliono fare ascoltare al pubblico basandosi su quello che pensano che venderà, a noi verrebbe da dire “No, no, usate queste folli”, ma l’album intero è ottimo, quindi quelle che usano vanno bene lo stesso [ride].

L’ho sentito ieri per intero e penso che sia micidiale, si sente davvero la chimica della band e penso che ai fan piacerà molto.

Grazie!
Lo penso anch’io, penso che sia un pacchetto, c’è la batteria aggressiva, il basso tuonante, le chitarre aggressive, gli assoli fulminanti, la voce brutale…penso sia un po’ tutto, tutto è davvero buono.

Come descriveresti l’album dal punto di vista dei testi?

Dal punto di vista dei testi è decisamente un viaggio, sai, qualcuno scrive di ossa rotte e sangue [ride] il diavolo, noi non siamo una band da cliché, volevamo uscirne, i Suffocation non sono mai stati un tipo di band da cliché, [i testi] sono sempre stati contorti e psicologici e cose del genere, quindi li abbiamo portati un passo in avanti in questo album e ce ne siamo usciti col tema del lasciare il corpo qui sulla Terra ed andare in un posto diverso.
La cosa – ed è divertente perché è come scrivere un film, puoi scrivere quello che vuoi e sperare che esca in modo che la gente possa comprenderlo – è che se muori di cause naturali, o in un incidente, sei bloccato in un loop, ti reincarni qui sulla Terra e lo “scherzo” dell’album e che mentre sei sulla Terra sei uno schiavo che deve sottostare ai comandi degli dei mentre sostanzialmente l’unico modo di uscire dal loop è togliendoti la vita.
Non andiamo in giro a dire “Dovete suicidarvi”, è una storia, è intrattenimento, quindi ce ne siamo usciti con questa strategia che uccidendoti puoi sfuggire alla schiavitù e muoverti su un diverso piano dell’esistenza, quindi l’album parla di transizione dimensionale, come lasciare il piano terreno ed andare in un diverso piano dell’esistenza.
Quindi un sacco di gente dirà “Ehi, voi state promuovendo il suicidio” [ride].

Non è così siamo gente allegra e felice, non ci sediamo insieme a parlare di suicidarci.

È intrattenimento e c’è una piega che secondo me è interessante, c’è molta trascendenza, proiezioni astrali, lasciare il nostro involucro terreno, e puoi vederlo anche nella copertina, l’essenza che lascia il corpo, c’è una confezione verticale del CD davvero unica dove vedi la trasformazione e l’abbandono del corpo.

Cosa mi puoi dire del titolo, lo stesso della sesta canzone dell’album, perché questa scelta? Riflette il contenuto dell’album?

È così ed è arrivato molto tardi, avevamo molta musica e molti testi pronti e non avevamo ancora un titolo!
Ed è divertente perché per l’ultimo album Terrance ha avuto quest’intuizione, “Pinnacle of Badlam”, e tutti abbiamo detto “Wow, è perfetto, descrive l’altezza del caos” bla bla bla, usiamolo!
Questa volta di nuovo era a casa di Terrance, stavamo lavorando all’album, e lui dice “Of the Dark Light” e io gli ho detto “che stai dicendo?” e mi dice “per il titolo” e ho pensato “Oh, è fottutamente perfetto, è esattamente quello di cui sto parlando”.
Con questo immaginario, il titolo, è tutto legato insieme a quello di cui parlo nei testi quindi c’è questa sensazione artistica, come se si rigirasse su se stesso, luce ed oscurità che sono agli opposti, funziona davvero bene, gli ho detto “Sai cosa? Funzionerà, se mettiamo la giusta immagine dovrebbe funzionare” e siamo andati avanti con quello ed è così divertente [ride] abbiamo riso molto di questa cosa, vedi tutti questi ragazzini su YouTube che dicono “Oh, è il peggiore titolo di sempre”, “Oh, la copertina è così gay”, “Oh, la musica è così” ed è divertente per noi, ci fa letteralmente ridere.
Se hai qualcosa di positivo da dire, dillo, ma se hai solo cose negative da dire è un tale spreco della TUA energia, è divertente per noi.
Ma pensiamo che tutto funzioni bene, l’artwork, il titolo, le canzoni, e, sai, non puoi soddisfare tutti, quindi ci va bene così.

Sì, anch’io penso che quando ascolti un album, che sia di un gruppo che conosci o meno, devi ascoltarlo per intero, non ti puoi fare un’idea ascoltando una canzone sola.

Esatto, noi non abbiamo mai fatto così ma le etichette, o almeno la Nuclear Blast, sta facendo così e non so se è promozione, non so se funziona, ma ci sono anche un sacco di cose negative che vengono dette e noi ne ridiamo sempre perché diciamo, “Questi stanno giudicando UNA canzone, che l’etichetta ha scelto”.
Se io dovessi scegliere una canzone da far ascoltare a qualcuno non sarebbe quella che hanno scelto loro, che va bene, mi piace quella canzone, ma non rappresenta l’album per intero quindi è divertente, come dicevo ne ridiamo.

Ma sono sicura che verrà valutato diversamente una volta che i fan potranno ascoltarlo per bene.

Non siamo preoccupati, ma è divertente però che la gente spari sentenze basandosi su una sola cosa, non sanno…pensano che ogni canzone suonerà uguale?
“Oh, quest’album non è bello, questa canzone è noiosa” [ride].
Ma in realtà ogni canzone è così diversa, è divertente che diano giudizi basati su così poco, vedono un angolo di un quadro e dicono “Non mi piace questo quadro”, ehi, devi vedere tutto il quadro per decidere se ti piace o meno.
E’ ok per me se dicono che non gli piace, ma se lo dicono così mi fa solo ridere.

La copertina è decisamente notevole, disegnata da Colin Marks (Origin, Fleshgod Apocalypse, Kataklysm), me ne puoi parlare?

Sì, Colin è un artista incredibile, aveva disegnato una maglietta per noi per l’album “Pinnacle of Bedlam”, aveva fatto la maglietta di “The Purgatory of Punishment”.
Quando stavamo pensando a cosa fare per la copertina ho detto “Ehi, aspettate un secondo, il tipo che aveva fatto quella maglietta per noi era fantastico, proviamo a sentirlo e vedere cosa può fare”; l’ho sentito subito e noi due ci siamo scambiati molte idee ed è stato molto interessante, come dicevo c’è questo concept verticale che è una cosa che volevo fare, lui ha detto “Wow, ottimo, non ho mai fatto niente di simile prima” ed è un’opera d’arte continua, è come avere sei copertine che poi ripieghi e diventano lo sfondo.
Apri l’album verticalmente invece che orizzontalmente, è davvero un bel concept; è stato ottimo come ci siamo scambiati le idee ed il suo lavoro è davvero personale, quindi il risultato è molto energico questa volta.
Beh, anche l’ultimo era energico con quei colori, questo invece è un po’ più monocromatico.
Comunque è stato fantastico lavorare con lui, una bravissima persona, molto professionale, un ottimo lavoro e questo è quanto, siamo molto contenti, è stata una bella esperienza.

Non ti chiedo perché ci sono voluti quattro anni dall’ultimo album, so che siete stati molto in tour e immagino che abbiate bisogno di concentrarvi completamente su songwriting e quindi non potete farlo in tour…
Questo è esattamente come funziona.
Se non avessimo fatto tutti quei concerti l’album sarebbe uscito molto tempo fa; alcune di queste canzoni sono state scritte ancora prima che Pinnacle uscisse, stavamo registrando Pinnacle e già scrivendo nuova musica.
Per esempio, questo nuovo album non è ancora uscito e io ho già cominciato a scrivere per il prossimo.
Quindi è solo una questione di…beh, abbiamo dovuto affrontare i cambi nella lineup, quindi quando ci hanno raggiunto Charlie ed Eric abbiamo rallentato un po’, non volevamo buttarci subito in studio con gente appena arrivata, abbiamo fatto 3 o 4 tour con Charlie e 1 o 2 con Eric prima di dire “Ok, questi ragazzi sono a posto, facciamolo”.
Sai, con gli altri, a Guy sono morti i genitori e ha lasciato la band, Dave si è allontanato perché voleva uno stile di vita diverso anche perché ha un figlio, e all’improvviso ci siamo ritrovati con nuovi membri a pensare “Dobbiamo fare un nuovo album, abbiamo già il materiale, come facciamo?”.
Quindi dopo il Summer Slaughter Tour con i Cannibal Corpse ed i Nile qui negli Stati Uniti ci siamo detti “Facciamolo, andiamo in studio” e l’abbiamo fatto.

Il 19 maggio inizierà il tour del Nord America, poi ad agosto arriverete in Europa: purtroppo non ci sono date italiane in programma, pensi che ne aggiungerete, riusciremo a vedervi in Italia?

È quello che speriamo, amiamo i fan italiani, bellissima gente, bellissima terra e sono sorpreso che non abbiamo concerti in programma lì, mi aspetterei di suonare in Italia quando siamo in Europa.

So che è strano ma molti non sanno che le band non hanno niente a che fare con la programmazione dei loro concerti

Esatto, verissimo.

E i fan chiedono “Perché non venite a suonare qui?”

E noi rispondiamo, “Chiederemo all’agenzia” [ride] perché noi vogliamo venire lì ma, sì, non ne abbiamo idea.

Quindi dovrete andare dall’agenzia a dire “Ehi, vogliamo suonare in Italia”

Probabilmente il concerto più intenso della nostra carriera è stato lì, in Sud Italia; l’intero pubblico partecipava con noi, la melodia della chitarra faceva “tudu tudu tu” e tutto il pubblico “ohoh ohoh ohohoh” è stato incredibile, nessuno di noi aveva mai…tutti noi avevamo i brividi e la pelle d’oca perché non abbiamo MAI trovato una tale partecipazione del pubblico, vediamo gente che salta, che si diverte, ma l’intero locale stava cantando, cantavano le melodie della chitarra mentre suonavamo, abbiamo suonato insieme al pubblico, è stato fantastico.

Hai nominato Frank Mullen prima, pensi che in questo tour suonerà con voi?

Non penso che riuscirà a farcela per il tour europeo, nella mia ultima intervista stavo spiegando la stessa cosa: Frank ha uno stile di vita diverso, ha una figlia, ha un ottimo lavoro, ha un’assicurazione sanitaria, uno stipendio stabile, una pensione…quando suoni va bene, puoi guadagnare dei soldi, si può fare, ci puoi vivere, ma per guidare una macchina nuova, comprare una casa nuova, avere moglie e figli è costoso.
Il problema è che potresti guadagnare abbastanza da poter condurre quel tipo di vita, ma non saresti MAI a casa a godertela, dovresti essere costantemente in Giappone, in Sud America, in Canada, negli Stati Uniti, in Europa, dovresti essere dappertutto e quando ti fermi…con il suo lavoro quando si fermerà avrà una pensione e avrà ancora delle entrate, con la musica quando smetti di suonare smetti di guadagnare.
Sì, ci sono le royalties ma non sono abbastanza per viverci, sono una bella cosa ma non ci compri una macchina o una casa con le royalties.
Lo fai perché lo ami ma purtroppo per Frank andare in tour e il suo lavoro non sono cose compatibili; lui ama suonare, ogni volta che ci vediamo tutti insieme ama suonare, ma quando gli chiediamo “Ehi, vuoi venire a suonare in Europa?” lui subito ci dice “Per quanto? Eh, non posso prendermi così tanto tempo”.
Potrebbe fare qualche comparsata ad alcuni festival, ma non penso che riuscirebbe a fare un tour intero.

Quindi verrà Kevin Muller con voi?

Sì, Kevin è fantastico, è sempre una nuova come Eric e Charlie e Kevin canta in molte parti del nuovo album; la cosa divertente è che molti che hanno ascoltato il nuovo album non se ne sono neanche accorti, non si sono accorti che c’era qualcun altro che cantava.
E’ fantastico quanto suoni simile a Frank, ci ricorda un po’ il Frank degli inizi perché è un po’ più giovane ma comunque è molto, molto bravo, viene dai Pyrexia e ha una sia band, i The Merciless Concept, insieme al nostro chitarrista Charlie.
Un’ottima persona, simpatico, gentile, intelligente, ambizioso, giovane, praticamente siamo un paio di giovani ed un paio di più vecchi e sta funzionando molto bene.

Conosci delle band Death Metal italiane? Se sì, quali ti piacciono di più?

Le band italiane sono molto, molto aggressive e molto fighe; quando eravamo più giovani, forse addirittura una ventina di anni fa, la mia prima esperienza con una band italiana è stata con i Natron, i Natron sono fantastici ed è molto divertente perché recentemente abbiamo lavorato con Max, il batterista dei Natron, e siamo ancora amici: lui è fantastico, amiamo Max, amiamo i Natron ed è fantastico vedere qualcosa di Brutal venire dall’Italia .
Poi ovviamente più recentemente ci sono i Fleshgod Apocalypse, fantastici ragazzi, li abbiamo conosciuti quando erano una band da maglietta e jeans, prima del make-up e delle divise ed erano micidiali, all’epoca di “Oracles”, “Mafia”, una grande band e quello che fanno ora secondo me è più nello stile dei Behemoth con i costumi…sono grandi musicisti, amiamo questa band, questi ragazzi, Cristiano, Francesco, Paolo, tutti quanti, non vediamo l’ora di rivederli.
Decisamente amiamo il Death Metal italiano.

Derek, grazie per questa intervista! E adesso a te la parola…qual è il tuo messaggio per i tuoi fan e per i lettori di TrueMetal?

È stato un piacere, grazie di cuore, il messaggio direi che è goditi la tua vita, tratta con rispetto chi ti ama, divertiti e continua ad ascoltare il Metal e se riesci scrivi la tua stessa musica [ride].

Fantastico, ti saluto e ci vediamo, spero, ad un vostro concerto in Italia.

Non vediamo l’ora di essere lì presto, amiamo gli italiani, non vediamo l’ora di venire lì e di divertirci con voi!

Intervista a cura di Tarja Virmakari, Davide Sciaky, Orso Comellini e Stefano Santamaria