Intervista Witchunter (Federico "Ace" Iustini)

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Intervista Witchunter (Federico "Ace" Iustini)

A volte le occasioni son ghiotte, e quando capitano vanno prese al volo. Quindi non appena abbiamo avuto la possibilità di mettere 'sotto torchio' Federico "Ace" Iustini, chitarrista e fondatore degli heavy-metallers nostrani Witchunter, non ci siamo certo tirati indietro. La band tricolore ha rilasciato verso la fine dell'anno appena passato il suo ultimo lavoro intitolato "Back on the Hunt", un buon mix di attitudine stradaiola e sonorità vecchio stampo che non può che far breccia nei cuori dei defenders più accaniti, pertanto gli spunti interessanti su cui discutere non sono mancati di certo...ecco il risultato della nostra piacevole chiacchierata, buona lettura!

Intervista a cura di Giuseppe Casafina

 

Ciao ragazzi,

innanzitutto benvenuti sulle pagine di TrueMetal e complimenti per il disco!

Dato che è la prima volta che siete presenti sulle nostre pagine, che ne dite di introdurvi ai nostri lettori come meglio credete?

Siamo una band Heavy Metal giunta al decimo anno di attività, che con passione, coerenza ,maniacalità e soddisfazione, porta avanti un’idea ben precisa di musica, legata alle sonorità e all’approccio tradizionalmente riscontrabile nelle metal band degli anni ‘80. Partendo dal nostro omonimo Demo autoprodotto nel 2008, ristampato l’anno seguente in LP dalla tedesca Heavy Forces Records, abbiamo dato alla luce il nostro primo Full-Lenght “Crystal Demons” nel 2010, in CD, tramite l’italiana  Mygraveyard Productions ed in LP grazie alla tedesca High Roller Records. A seguito di un tour europeo nel 2011 con i Baphomet’s Blood abbiamo inoltre stampato, grazie alla Blasphemous Art Records, “Alive in Europe”, 7” live tratto da uno degli show europei. E’ la stessa Blasphemous Art Records che si è occupata della produzione del nostro ultimo album “BACK ON THE HUNT”,  uscito a Settembre 2017, ora disponibile in entrambe le versioni, in CD e Vinile.

 

Ascoltando “Back on the Hunt“, vostro ultimo lavoro in studio, percepisco un’attitudine decisamente vecchia scuola, figlia delle prime sonorità hard n’ heavy stradaiole: quanto siete affezionati a certi suoni ormai così lontani dal tempo che voi tutt’oggi difendete con fierezza?

Non siamo semplicemente affezionati a queste sonorità, ma indissolubilmente legati ad esse. Insieme alla band, mi ritengo in qualche modo artisticamente privilegiato, poiché abbiamo la fortuna di suonare con spontaneità e passione ciò che amiamo ottenendo ottimi risultati. La nostra passione verso le band legate alla N.W.O.BH.M., all’Hard Rock degli anni ’70 o più generalmente a gran parte della scena Heavy-Speed Metal anni ’80, influenza in maniera netta e naturale i nostri brani che con molta probabilità non trasmetterebbero le stesse sensazioni o emozioni con un diverso approccio legato alla composizione, alla produzione o alla ricerca di queste sonorità. Ciò non significa che non amiamo sperimentare o metterci alla prova con brani dal diverso approccio o con influenze diverse o che non curiamo le registrazioni, alle quali in realtà dedichiamo veramente molte attenzioni. Riteniamo semplicemente sterile inoltrarci in sperimentazioni forzate e sonorità moderne che dal mio punto di vista hanno spesso contribuito ad omologare e rendere prive di personalità molte band. Tutto ciò non fa artisticamente parte dei Witchunter. Credo fermamente nella ricerca di un proprio sound che, se pur derivativo, sia nel bene e nel maledistintivo e personale. Una condizione dal mio punto di vista fondamentale e necessaria per ogni band. 

 

Una foto della band

 

Parlateci della produzione del vostro ultimo disco, perché siamo qui soprattutto per questo: parlando da ingegnere del suono (- o presunto tale - Nda) trovo sia ottimamente prodotto, con un suono potente quanto basta senza mai ricorrere all’eccessiva compressione che oggi potenzia il contenuto sonoro originale a dispetto della reale resa naturale del materiale registrato. Avete lavorato interamente tramite l’uso di strumentazione analogica oppure vi siete affidati anche voi alla comodità del mondo digitale rappresentato da Cubase, Pro Tools e compagnia software affine?

Parlateci un po’ di come avete lavorato durante la registrazioni.

Ti ringrazio per i complimenti relativi alla produzione. Premetto subito che le registrazioni e la produzione sono state curate da Manuele Marani, che per quanto riguarda la mia esperienza personale rappresenta senza ombra di dubbio uno dei migliori in questo campo. Non a caso collaboriamo con lui fin dal primo album.. Manuele è un grande artista, musicista ed esperto di musica che oltre alla sua competenza tecnica, ha avuto il grande pregio di saper interpretare al meglio le nostre idee rendendole concrete. A differenza del primo album, abbiamo deciso di effettuare le registrazioni di “Back On The Hunt” all’interno della nostra sala prove. Ciò è stato possibile grazie alla preparazionedel nostro chitarrista Silvio “Chuck” Verdecchia, che sotto l’attenta supervisione di Manuele e i suoi preziosi consigli, ha portato avanti il lavoro relativo alle registrazioni in maniera eccellente. Abbiamo preso questa decisione al fine di poter trascorrere più tempo possibile insieme in studio, nel quale siamo riusciti a migliorare arrangiamenti, curare maggiormente alcuni dettagli ed ampliare alcune parti a livello compositivo. Come di consueto ci siamo anche divertiti molto in quel periodo.. le nottate trascorse insieme a discutere del disco si sono rivelate più che produttive.. anche se alla fine delle registrazioni le bottiglie vuote avevano ormai occupato gran parte dello spazio disponibile!  Nella seconda fase, le registrazioni, effettuate in digitale, sono passate nelle mani di Manuele che presso il “Mara’s Cave” ha compiuto il lavoro di mixaggio e mastering, confrontandosi con noi della band. Questo modo di lavorare si è rivelato per noi ideale e ci ha permesso di ottenere un lavoro di grande valore, che rispecchia il nostro sound reale.Un grande lavoro del quale andiamo veramente fieri, caratterizzato dall’assenza di un suono estremamente compresso, nel quale, come hai giustamente sottolineato nella domanda, nonostante la presenza di un suono di per sé potente, il sound generale appare naturale, chiaro, particolare… e squisitamente vecchia scuola: da sparare al massimo volume nello stereo “In The Best Tradition”!!! 

 

Personalmente parlando, posso affermare senza problemi che tra tutti i pezzi del disco ‘VulturesStalking’ è di gran lunga il mio preferito..non che gli altri mi dispiacciano, sia chiaro.

E voi, che il disco lo avete composto, avete qualche pezzo in particolare che preferite, parlando strettamente da autori e musicisti?

Non è facile soffermarsi su un unico brano.. posso però generalmente affermare che tutta la band è particolarmente legata a “Lucifer’s Blade”. Sono particolarmente fiero di questo pezzo che rappresenta un lato non sempre presente nelle nostre composizioni, dove sonorità e tematiche “oscure” sono protagoniste. Legato alla grande influenza che esercitano su di noi band come Black Sabbath e Mercyfull Fate, questo brano è dal mio punto di vista pesante, cattivo, a tratti “claustrofobico”. Un brano completo,grazie al connubio tra la ripetizione ossessiva di un unico riff principale e repentini cambi di tempo. Abbiamo scelto proprio questa traccia per il nostro nuovo videoclip, nel quale abbiamo cercato di far affiorare sullo schermo quelle che sono le  tematiche e le sensazioni che avevamo intenzione di trasmettere e suscitare tramite la musica.“There is no light priest... that can defeat the Darkness”!!!

 

Sono trascorsi ben 6 anni di distanza  tra il vostro debutto “Crystal Demons” e l’ultimo disco in studio, uscito lo scorso anno. E’ cambiato qualcosa nel frattempo? Formazione, metodologie di songwriting o qualcos’altro?

Nel periodo trascorso dall’uscita del nostro primo album “Crystal Demons” e il nostro ultimo lavoro “Back On The Hunt” la band è sempre rimasta attiva. Negli ultimi anni, però, precedenti all’uscita del nuovo album,  a causa di particolari impegni da parte di alcuni membri della band, lavorativi e personali, la band se pur attiva è stata costretta a limitare l’attività live e a rimandare l’uscita di una nuova, fin troppo attesa, release. Rispetto al nucleo originale la band ha avuto un cambio di formazione. Una delle novità è stato il rientro nella band di Silvio “Chuck” Verdecchia, bassista originale presente su tutte le nostre uscite, nel ruolo di chitarrista. La band è passata dunque da una formazione a quattro elementi ad un’impostazione a cinque, che vede la presenza di due chitarre. Il ruolo di bassista è rimasto nelle mani di Bastià “Bloodoildrinker”, che aveva sostituito Silvio nel periodo di assenza, mentre alla batteria è subentrato Luca “The Filter” Cetroni, un vero “Rock N Roll Man” e soprattutto un batterista di grande esperienza e dal talento davvero fuori dal comune. Per quanto riguarda le metodologie di songwriting esse sono rimaste invariate. Solitamente io mi occupo della stesura del brano dal punto di vista musicale mentre Steve Di Leo, cantante della band, si occupa dei testi; è comunque la band nel suo insieme che da vita ai brani dei Witchunter grazie a un comune e grande lavoro di arrangiamento. Un lavoro possibile grazie alla grande unione che vige all’interno della band.. come espresso anche nel titolo dell’album.. siamo finalmente e definitivamente “tornati a caccia”.

 

La copertina di "Back on the Hunt" è ad opera del famoso artista Paolo Girardi

 

Thin Lizzy e Led Zeppelin…gruppi storici che avete entrambi coverizzato (rispettivamente con ‘Achilles Last Stand’ e ‘Are You Ready’). Devo ammettere che prima di aver ascoltato questo disco non vi conoscevo, eppure quelli sono i due nomi principali che mi erano venuti in mente ascoltando il vostro disco, soprattutto i Thin Lizzy! Come mai proprio quei pezzi…lo so, è la classica domanda ehehe!

E’ banale dire che Thin Lizzy e Led Zeppelin rappresentano una grande influenza per noi.. sono parte integrante della storia del Rock, che hanno indelebilmente contribuito a scrivere e plasmare. Sono band da idolatrare in eterno,  assolutamente imprescindibili per chi ama o suona questo genere di musica. Detto questo, in realtà, è bene distinguere la scelta delle due cover all’interno dell’album. Nonostante la chiara ammirazione che abbiamo verso i Led Zeppelin, la scelta di “Achilles Last Stand” è stata animata, non troppo da un tributo rivolto alla band, ma al brano in sé. Mi spiego meglio. Amo molto l’album Presence, ed in particolare adoro follemente il brano “Achilles Last Stand”, che ho in fondo sempre percepito come un brano “Heavy Metal”. Inoltre la concreta difficoltà di esecuzione e la rischiosa voglia di interpretare con il nostro sound un brano già di per sé perfetto, ci ha spinto ad affrontare questo brano come una sfida. Il risultato è stato ottimo e devo ammettere che è stata una grandissima soddisfazione.. conquistata con molto lavoro, legato all’aspetto tecnico del brano, all’arrangiamento e alle particolari sonorità presenti. Per quanto riguarda “Are You Ready” che dire… i Thin Lizzy sono uno dei nostri gruppi preferiti e per noi Phil Lynott rappresenta uno dei più grandi rocker di tutti i tempi.. questo brano è un tributo a Lui. Phil Lynott forever!!!     

 

Parlateci del vostro aspetto live, che immagino sia molto importante per una band che vive di sonorità ‘di strada’ come la vostra: prossime date importanti? Com’è il vostro approccio dal vivo? Siete molto fisici, o preferite un approccio più racchiuso all’interno della nostra musica?

La sfera live rappresenta senza dubbio uno degli aspetti del lavoro della band che amiamo di più. Dal vivo riusciamo ad esprimere ancor più l’energia e la grinta che da sempre caratterizza la band e a confermare, da musicisti, il livello espresso su disco. Amiamo gli alti volumi, il calore delle persone sotto il palco e l’adrenalina che solo un’esibizione live può regalarti. Per quanto riguarda il nostro approccio, noi prepariamo lo show nei minimi dettagli, musicalmente e scenograficamente. Non amo l’ironia sul palco, le scalette improvvisate 5 minuti prima dello show e l’impreparazione… trovo tutto ciò, in molti casi, una mancanza di rispetto verso chi si reca a vedere un concerto. Nonostante alcune parti dello show possano assumere una propria ed irripetibile identità, che nasce proprio sul palco, in quel preciso istante, come nell’approccio che avevano le band negli anni ‘70, la maggior parte del nostro show è studiato, provato e perfezionato nel tempo. Preparare nel dettaglio chiusure, pause, intro, movimenti etc.. comporta chiaramente un grande lavoro alla base.. ma ritengo che rappresenti il giusto modo di lavorare, o almeno, quello che alla fine ci da più soddisfazioni. E’ nostra ferma intenzione portare progressivamente lo show a livelli sempre più alti, non solo dal punto di vista musicale ma anche scenico (non a caso i Kiss per me rappresentano la Legge.. ahahahahahah..). If It’s Too Loud You are Too Old!!!

Per quanto riguarda le prossime date, posso anticiparti che, oltre a continuare con la promozione del disco in Italia, stiamo programmando un mini-tour in Germania tra Ottobre e Novembre, ed un tour europeo di circa venti date che avrà luogo nella prima metà del prossimo anno. Saremo inoltre presenti come ogni anno, all’Heavy Metal Night festival di Martinsicuro, in Abruzzo, ormai un’eccellenza nel panorama dei festival underground italiani, quest’anno giunto alla decima edizione, non mancate!!!

 

La band al completo...più special guest!

 

Cambio di label: il precedente “Crystal Demons” usciva per My Graveyard Productions mentre “Back on the Hunt” esce per Blasphemous Art Productions (su CD e Vinile), Label tipicamente specializzata in Release più improntate al lato più old-school e tradizionalista della nostra musica preferita. Come sono i vostri rapporti con l’etichetta?

Come hai anticipato nella domanda il nostro nuovo album “Back On The Hunt” è stato prodotto dalla Blasphemous Art Productions. Dinamiche, scelte e valutazioni da parte della band ci hanno indirizzato verso questa collaborazione che si sta rivelando sempre di più come la scelta giusta. Abbiamo con la Label un rapporto straordinario. Professionalità, una “maniacale” cura dei dettagli,  attenzione ed  entusiasmo. Queste caratteristiche, costantemente dimostrate da Tony Urso e dalla Blasphemous Art Productions contribuiscono fortemente a valorizzare il nostro lavoro. La comunicazione tra band e Label è inoltre eccellente e prolifica su tutti i punti di vista.  Vorrei anche sottolineare che oltre alla sfera della professionalità, questa collaborazione sta funzionando e funzionerà perché c’è alla base una visione comune della musica, dell’underground, del rispetto reciproco e di molti degli aspetti legati alla vita di tutti i giorni. Abbiamo un rapporto armonioso ed efficace con la nostra Label e siamo fieri ed entusiasti di tutto ciò.

(Siamo ancora in buoni rapporti la My Graveyard Productions, come anche con le tedesche High Roller Records, che si è occupata della release del nostro primo album “Crystal Demons” in LP ed Heavy Forces Records, che si è occupata nel 2010 dell’uscita dello split in LP “Defenders of the Past” con i greci Witchcurse).

 

Il logo della Blasphemous Art Productions, nuova etichetta della band

 

“Back to the Hunt” presenta una copertina realizzata da un personaggio di assoluto rilievo per il mondo del metal come Paolo Girardi, un artista dal tocco decisamente particolare: come siete riusciti ad arrivare fino a lui?

Sono estremamente affascinato dalla pittura di Paolo Girardi. I suoi dipinti, nei quali emergono con forza la sua particolare visione del reale ed il suo talento, mi emozionano profondamente. Conoscevamo Paolo e appena abbiamo avuto l’occasione, anche in pieno accordo con Tony Urso della Blasphemous  Art Records, abbiamo affidato a lui la realizzazione della copertina di Back On The Hunt. Ho esternato poche idee di base a Paolo poiché era mia ferma intenzione avere un dipinto nel quale si potessero riflettere il più possibilesensazioni, istinto, emozioni e  idee del suo autore. Credo che lavorare avvertendo verso di se rispetto e fiducia contribuisca a far esprimere al meglio qualunque artista ed è quello che volevo da Paolo, che ritengo dotato di una sensibilità artistica fuori dal comune. Il risultato? Ancora oggi ricordo molto bene la prima volta che ho visto il dipinto insieme alla band.. un’emozione davvero unica. Un quadro dall’atmosfera romantica ed eccitante, dove una luce suggestiva illumina una delle numerose donne, nude, presenti. Lei è meravigliosa ed esprime una bellezza ideale, in un ambiente che in antitesi si mostra tetro, marcio ed inquietante. E’stupendo. Paolo non ha semplicemente interpretato le nostre idee.. le ha valorizzate dando vita a qualcosa di straordinario. Un Dio dell’arte dei giorni nostri.. presente inoltre come protagonista nel nostro nuovo videoclip.

 

Il videoclip di 'Lucifer's Blade' citato nell'intervista

 

Parlateci di qualcosa che non avete mai raccontato a nessuno!

Sarà un segreto in esclusiva tra voi ed i lettori di TrueMetal…

Mi hai messo in difficoltà onestamente… non abbiamo molti segreti… potrei dirti che il nostro cantante durante le riprese del videoclip è stato seppellito vivo da noi, a Dicembre e a petto nudo nelle campagne adiacenti alla nostra sala prove, per poi essere riesumato al chiaro di luna sotto l’ombra di una croce rovesciata presa in un cimitero..???!!! ahahahahahahahah!

 

…purtroppo siamo arrivati alla fine ragazzi, un saluto da parte mia e tutta la redazione.

Complimenti ancora per il disco e non fermatevi mai!

Saluti.

Ti ringrazio per questa piacevole ed interessante intervista, è stato davvero un piacere. Un saluto inoltre a tutta la redazione di TrueMetal, complimenti per il vostro lavoro!!! HELL FOR LEATHER!!!