Recensione: Alice in Hell

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Il thrash anni '80 non deve essere associato solamente a nomi come “Metallica”, “Slayer” , “Anthrax” e “Megadeth”. Si devono prendere in considerazione anche i degni proseliti che queste quattro band più famose ispirarono e soprattutto non ci si deve dimenticare degli “ Annihilator”, gruppo canadese dalle strabilianti virtù tecniche e compositive capace di sfornare nell'89 un album come “Alice in Hell” : mastodontica celebrazione armoniosa della violenza. I riff sono cattivi , maligni (si sente l'influenza di “Kill ‘em All”) ma la melodia , intesa nei limiti del thrash, non viene affatto trascurata, anzi in canzoni come “Alison Hell” è anche possibile riscontrare un breve intermezzo vocale (al terzo minuto) paragonabile per struttura e ritmica – non per il falsetto però- a re King Diamond in persona. Sono tuttavia l'aggressività e l'impeto che la fanno da padroni in quasi tutte le track dell'album: “Human Insecticide” è una mazzata scritta per far morire nella ressa un bel po' di persone ….e “ Wicked Mystic” non è da meno! . Jeff Waters si avvale di passaggi chitarristici capaci di infondere nell'ascoltatore una sana voglia di pogo , i rallentamenti, le accelerazioni, tutto è studiato alla perfezione. La tecnica raggiunge livelli eccelsi anche negli altri componenti della band,…mostruosi,veramente mostruosi, non cedono di una frazione di secondo, mai! Ma la vera marcia in più qui si chiama precisione : questa ricorda quella dei “Metallica” di “And Justice for All” , il che è tutto dire e specialmente nella coppia chitarra-batteria il feeling è davvero tosto. Discorso a parte per l'acustica “Crystal Ann”: bellissima, delicata, veramente una composizione cristallina e preziosa. Semplicemente stupenda. Ottimo disco dunque questo “Alice in Hell”, capace di massacrarci con stile, come poche volte accade. Sinceramente consigliato a tutti voi. Trust in metal.
 
80