Recensione: Alive Or Just Breathing

Di Alessandro Di Clemente - 1 Settembre 2003 - 0:00
Alive Or Just Breathing
Etichetta:
Genere: Metalcore 
Anno: 2002
Nazione:
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85

I Killswitch Engage sono una band  nata dalle ceneri degli Overcast ed Aftershock. Importante fu, per la loro emersione dall’underground, la serie di date che fecero di supporto agli In Flames durante il loro tour del 2000. E proprio da In Flames e swedish sound in toto che bisogna partire per capire il genere proposto dai Nostri, molto particolari nel modo di interpretare la materia metallica. Il loro è un mix tra death metal melodico di stampo svedese e una sana dose di hardcore americano; in più, una voce che in alcuni frangenti può essere catalogata come post rock alternativo, in altri è puro screaming.
A breve scopriremo l’importanza di questo ensemble che, insieme a gente come Poison The Well, sta tentando una nuova via del metallo, una nuova concezione del thrash metal (inteso in senso lato).
Il loro primo album, “Killswitch Engage” del 2000, in Europa è praticamente passato inosservato, fatta eccezione per l’Inghilterra sempre disponibile nei confronti di trends ormai consolidati, ma anche quelli che stanno per sbocciare. Lì vi sono elementi che verranno poi ripresi e sostanzialmente migliorati in questo “Alive or Just Breathing”. Brutali, melodici, al limite del malinconico, incazzati, sofferenti, questi sono i Killswitch Engage, emotivi ma tecnicamente ineccepibili, alcune ritmiche sembrano prese da “Destroy Erase Improve” dei Meshuggah. Non vi è una sola canzone sotto tono, non c’è tregua all’interno di quest’album; vi sono sì momenti di riflessione, stacchi all’interno di singole canzoni, che servono solo ad aumentare la brutalità del riff che li segue.
La produzione, affidata al famosissimo Andy Sneap, è spettacolare: tipico stile hardcore, scarna, pulita e senza effetti, se non quelli per la voce.
Sono mesi, ormai, che ho nel lettore cd quasi esclusivamente “Alive Or Just Breathing” e devo dire che, pur apprezzando tutte e dodici le canzoni, ritengo migliori “Self Revolution”, “My Last Serenade” e “Just Barely Breathing” per la giusta misura tra la componente hardcore, quella death melodico e quella post rock, “To The Sons Of Man” perchè in poco più di due minuti riescono a creare il loro capolavoro.
Sono stato colpito positivamente da questa novità, purtroppo sono sconosciuti ai più, anche se sto notando un certo interesse solo ora, che è passato un anno dalla pubblicazione: emittenti radio specializzate che passano il singolo “My Last Serenade”, discoteche rock che azzardano un paio di songs (“My Last Serenade” e Just Barely Breathing”), giovani che, almeno di nome conoscono la band.
I ragazzi si meritano il successo annunciato che sto prospettando e spero che il mio contributo qui su Trumetal sia, seppur minimo, tale da spingere qualcuno ad avvicinarsi a tale proposta. Ritengo, d’altra parte, che la proposta dei Killswitch Engage non sia di facile assimilazione per il metallaro medio (almeno di primo acchitto), potrebbe perdersi nei vari cambi d’atmosfera, nello strizzare l’occhio più di una volta ad un certo Nu Metal…ma non etichettateli assolutamente come tali, sarebbe un grave errore. L’unico consiglio che posso dare è quello di ascoltarli senza pregiudizi, ricordando che non sono delicati, patinati, sensuali e neanche freddi, cinici, chirurgici, sono violenti, incazzati e sofferenti.

Tracklist:

1.   Numbered Days
2.   Self Revolution
3.   Fixation on the Darkness
4.   My Last Serenade
5.   Life to Lifeless
6.   Just Barely Breathing
7.   To the Sons of Man
8.   Temple from the Within
9.   The Element of One
10.   Vide Infra
11.   Without a Name
12.   Rise Inside

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