Recensione: All Shall Burn

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Yggdrasil, nella mitologia norrea, è l’albero che sorregge i mondi, l’albero cosmico.  Il progetto musicale Yggdrassil aggiunge un S in più all’appellativo originale (non ne conosciamo realmente il motivo), non arrivando però dalle terre del nord Europa, bensì dalla calda Spagna. 

Affascinati certamente da storie nordiche, ci propongono un sound piuttosto dinamico ed adrenalico. Il lavoro si muove così molto vicino al melodic death metal, con escursioni al concetto di viking. Molte sono le affinità con gli Amon Amarth, per cadenze, approcci vocali, ideale punto di incontro tra i loro primi album e quelli più attuali. Un sound robusto, ricco di crescendo ed armonie. 

Non nascondiamo un certo déjà vu in tutto il full-length.  Strutturalmente, brani come ‘The Horde Above All’ ci regalano qualche emozione in più, se non altro per divagazioni dalle classiche metriche ed alternanze tra melodie ed accelerazioni. Dopo un singolo ed un ep, “All Shall Burn” è la prima pietra di una costruzione che auspichiamo possa brillare di luce propria. Man mano che ci allontaniamo dai primi brani, ci sembra le cose prendano una piega che non ha il totale sentore di derivativo assaporato di primo impatto. Chiariamo che parliamo di accenni, di vaghe escursioni in ritmiche più serrate e di un inaspettato uso delle voci, in contesti che non seguono pedissequamente le linee già tracciate dai sopra citati maestri svedesi. 

Considerando che siamo al primo lavoro, non possiamo che dirci discretamente appagati, se non altro perché l’entusiasmo e la tecnica ci sono e coprono un po’ le lacune relative alla mancanza di idee proprie. Vedremo se il tempo donerà loro quella personalità in grado di far spiccare loro il volo.

Stefano "Thiess" Santamaria

 
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