Recensione: Carnageslumber

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A volta la semplicità paga ed é spesso la soluzione migliore: i Carnageslumber, formazione tricolore dedita infatti al più semplice e diretto death metal, sono un vero piacere per le orecchie.

Il demo omonimo in oggetto, finora rilasciato unicamente in formato digital download su numerose piattaforme, si pregia della presenza di cinque pezzi schietti e sinceri come il miglior vino d'annata: echeggia qualche leggero influsso moderno nelle parti vocali, che spesso sembrano fare il verso a Burton C. Bell dei Fear Factory o l'intramontabile Max Cavalera, specie nel ritornello dell'iniziale 'Self-Destructive DNA' dove la cosa fa tornare alla mente i Fear Factory della primissima era, quella di "Soul Of A New Machine" o di "Concrete", album postumo al primo scioglimento della Fabbrica Della Paura.

Tolta questa leggerissima parvenza di modernità, tutto il resto aleggia un'aura fortemente old school, di scuola americana in primis, refrattaria all'innovazione: il suono di chitarra é volutamente chiuso, medioso ed ovattato, ricordando alla lontana quello dei primi album dei seminali Morbid Angel, mentre il riffing é quanto di più classico si possa chiedere da una neonata creatura devota al più diretto e sparato death metal.

La produzione é volutamente secca, chiusa, quindi priva di 'orpelli scenici' quali riverberi ed echi, favorendo l'incedere di riff belli sparati in faccia e voce in primissimo piano nel mix: spiace in tal contesto però, contastare come il lavoro del basso sia praticamente inudibile (ammesso che ci sia) ed é un peccato, perché un basso maggiormente in evidenza avrebbe donato maggiore impatto ai pezzi.

Ma alla fine però non ci si dispera mica, dato che parliamo di un demo e perlopiù autoprodotto quindi ci si sollazza beatamente dell'assalto all'arma bianca messo su dai Nostri e, mentre i pezzi scorrono via veloci e, sebbene alla fine siano tutti e cinque vagamente simili, in ognuno di essi vi é sempre qualcosa in grado di distinguerlo dai precedenti: come le già citati parti vocali del pezzo di apertura in grado di rendere il brano quasi catchy, il riff thrashy posto nel bel mezzo di 'Nuclearized in Veins' (dotato di un feeling che ricorda molto i Morbid Angel dell'era Steve Tucker con in mezzo qualche riff nello stile dei primi album dell'Angelo Morboso), il riff principale dall'andamento schizzato e vorticoso (quasi groove) di 'Sokushinbutzu' oppure i cambi di tempo della conclusiva 'Two-Headed', composta sempre nel segno dei bei tempi dell'Angelo Morboso che fu ( - ....che fu appunto, secondo voi il prossimo disco dei Morbosi sarà più techno o death metal? - Nda).

Tali influenze marcatissime non devono tirare indietro però, perché il demo cresce molto con gli ascolti ed alcuni pezzi si rivelano davvero una modesta carneficina....ehm, per la mente, dato che alcuni riff o parti vocali vi rimarranno sicuramente schiantati/e in testa.

Ascoltando questa prima prova insomma, pare chiaro che l'intento dei nostri eroi tricolore non sia certo quello di lasciare alle stampe un prodotto originale e che passi alla storia, quanto piuttosto di fortemente tributario in onore dei tempi che furono, come un sogno vecchia scuola che oscilla a metà tra lo spirito dei Fear Factory e Morbid Angel agli esordi: se cercate originalità insomma, questo non é certo il posto per voi mentre se per godere del metallo vi basta una sana dose di riff ad ampio raggio stesi su partiture della durata massima di tre minuti, qui troverete il Paradiso dell'Acciaio.

Un prodotto a suo modo ben confezionato insomma, che avrebbe anche potuto beneficiare di una produzione leggermente migliore ma di cui comunque non ci si lamenta troppo come già detto poche righe più sopra, perché l'esser dritti al punto sembra essere il punto focale dell'attitudine dei Carnageslumber.

Per ora promossi, nella speranza che nelle prove future riescano a distaccarsi dai modelli qui pesantemente citati.

Ben fatto ragazzi, la carneficina é riuscita!

 
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