Recensione: Cascade Into Chaos

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I Leader Of Down sono nati nel 2008 da un’idea di Michael ‘Wurzel’ Burston e Tim Atkinson. Il 9 luglio 2011 ‘Wurzel’ morì per un attacco cardiaco, ma non il suo progetto. Tim Atkinson portò avanti le loro idee unito ai compagni di squadra Matt Baker (voce), Steve Clarke (batteria) e Alex Ward (chitarra) portando a conclusione il loro primo album, ‘Cascade Into Chaos’, alla riuscita del quale hanno dato il loro contributo anche molti amici musicisti, tra cui Lemmy e Fast Eddie Clarke, scomparsi anch’essi rispettivamente nel 2015 e nel 2018.

Ed è così che 'Cascade Into Chaos' è diventato anche un tributo ai Motorhead, un'occasione per ascoltare ancora una volta questi musicisti suonare assieme quel fottuto Rock 'N' Roll elettrico, dinamico e sfacciato del quale hanno innalzato la bandiera per tutta una vita senza scendere a compromessi.

Partecipano inoltre all'album Phil Campbell, un altro Motorhead, Whitfield Crane degli Ugly Kid Joe, Lee Richards dei Godsmack, Bruce Foxton dei The Jam e Cliff Evans dei Tank, tutti artisti appartenenti alla scena Rock più o meno dura, che va dal Punk/New Wave di metà anni '70, passa per l'Heavy Metal degli anni '80 ed arriva all'Alternative di fine anni '90.

Il risultato è una cascata rovente di note scandite in rapida esecuzione, un vero martello elettrico che batte senza sosta, un ‘non fermarsi mai’. Certo, non si trova nulla di nuovo in ‘Cascade Into Chaos’, non ci sono sperimentazioni o sensazioni che stupiscono: è tutto grezzo, impertinente, immediato. Non si può che essere ripetitivi nel descriverlo: è ‘solo’ Rock’N’Roll ruvido e ribelle, suonato nel modo più diretto, semplice ma vivace. In completa contrapposizione al sound espresso, mette tanta tristezza e malinconia sapere che ‘Wurzel’, Lemmy ed Eddie non sono più tra noi per brindare al risultato del loro lavoro e, nell’inviare un saluto ai tre Motorhead sempre troppo prematuramente scomparsi, non possiamo non ricordarne un quarto a cui questo disco sarebbe senz’altro piaciuto: “Ciao Philty (R.I.P. 11 novembre 2015), la tua influenza nell’album si sente e come!!!”

Non commettiamo però l’errore di considerare ‘Cascade Into Chaos’ solo un modo per ricordare i Motorhead. Per quanto il loro spirito aleggi un po’ ovunque è comunque l’album d’esordio di una nuova band, che si spera continui il proprio lavoro nonostante le avversità, per ricordarci che il Rock ‘N’ Roll, in ogni sua forma, non morirà mai.

Le dieci canzoni che lo compongono sono eseguite in rapida sequenza, senza fronzoli, con un buon tiro dovuto allo sferragliare delle chitarre ‘indisciplinate’, un po’ Punk, un po’ Metal a seconda di chi le suona e ad una batteria che ha lo stesso effetto di un temporale di stagione. Buona la voce di Matt Baker, giuste le linee di basso, incisivi gli interventi degli ospiti, insomma, la ricetta è completa.

Tra i brani meritano menzione il primo, ‘Paradise Turned Into Dust’ e l’ultimo ‘Laugh at the Devil’, cantate entrambe da Lemmy, sprigionano adrenalina pura.

The Killing Rain’ è l’ultima canzone scritta da ‘Wurzel’, quasi un epitaffio diversificandosi dal resto del disco per ritmo e cupezza, con un assolo del compianto chitarrista lungo ed emozionante.

Per il resto, viaggia tutto sulla stessa linea, con assoli ruvidi ed incalzanti. Particolari sono quelli eseguiti da Phil Campbell in ‘Children of Disease’, allucinogeno e potente allo stesso tempo e da Cliff Evans in ‘Feel Good’, una buona cavalcata sonora.

Concludendo, ‘Cascade Into Chaos’ non rientra tra le categorie dei dischi imperdibili, se non fosse per la presenza di tanti illustri ospiti forse passerebbe inosservato tra i tanti. Racchiude comunque l’essenza del Rock ‘N’ Roll indisciplinato e sovversivo, quello che ti dice ‘… mai arrendersi …’ e che ti stacca le spalle dal muro scuotendoti l’anima.

Speriamo che i Leader od Down non si fermino a questa importante esperienza, ma vadano avanti, evolvendosi secondo la loro linea artistica per regalarci ancora tante emozioni

 

 

 

 

 
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