Recensione: Diary Of An Illusion

inserito da

Gli Ananke sono una band milanese nata nel 2002 dai fratelli Minicucci e da Francesco Fazio e Roberto Lamattina, con l’unico scopo di divertirsi: solo quattro anni dopo decidono che è ora di farsi sentire. Così nel 2006, dopo diversi cambi di line-up, registrano Trick Of The Eye, una demo contenente quattro tracce che ebbe un ottimo riscontro sia in campo internazionale che fuori dall’Italia. Dopo aver accumulato un buon quantitativo di esperienza sul palco decidono di registrare il loro primo full-length. Per questo nel 2008 pubblicarono Promo 2008, grazie al quale ottennero il contratto con la Underground Symphony  e conseguentemente riuscirono a pubblicare l’album di cui vi sto per parlare.

Quello proposto dalla band è un Power Metal sinfonico abbastanza in linea con gli schemi del genere: tastiere pompose fanno da contorno ad una base Power dalle tempistiche abbastanza tirate, sulle orme già percorse da Power Quest e dai Secret Sphere.

Diary Of Illusion parte subito con Trick Of The Eye, una canzone che mostra subito le doti vocali del singer Riccardo, capace di toccare note davvero molto alte. Dopo un piccolo stacco la canzone riprende con il ritornello, davvero molto bello, che lascia spazio dopo poco alla doppia cassa sparata a mille. Importante è il ruolo ricoperto dal pianoforte, che compare svariate volte all’interno dell’album, sia per fare da sottofondo sia con funzione di base per i pezzi più calmi, come la mini ballad Rebel Runner o la quarta On Nothingness (che presenta un aumento di velocità impercettibile ma progressivo per tutta la durata della canzone). Particolare anche lo stacco che si trova a circa metà di The Game, che riprende con i riff di chitarra sonorità “militaresche”.

Purtroppo però bisogna fare un discorso parallelo: come tutti avranno avuto modo di notare il Power è ormai diventato uno dei generi più abusati del Metal, e questo ha portato parecchie volte alla creazione di band “copia-incolla”. Gli Ananke non sono assolutamente una di queste band, ma purtroppo durante l’ascolto si ha un sottile ma costante senso di ripetitività e di già sentito. E’ difficile ormai riuscire a scostarsi dagli stilemi di un genere che ormai si sta standardizzando sempre più sulle stesse sonorità, ma gli Ananke sono una band discograficamente giovane, e di ciò bisogna tenere conto.

Diary Of An Illusion mostra in effetti una gran voglia di fare, ma sfortunatamente, proprio perché di band del genere ormai ce ne sono a migliaia, ciò non basta per fare di quest’album un ottimo album. Ovviamente non si tratta nemmeno di un lavoro negativo, anzi: sicuramente consiglio l’acquisto a tutti gli amanti del Power sinfonico, sicuri che comunque gli Ananke possono stupire piacevolmente in parecchie occasioni, forti di una tecnica non indifferente e di episodi musicali davvero belli. Per il resto auguro tutto il meglio ad una band che se riuscirà a prendere la giusta direzione potrà sfornare dei capolavori, perché le premesse, credetemi, ci sono tutte.

Luca Dei Rossi

Discutine sul forum relativo.

Tracklist:
1. Trick Of The Eye * MySpace *
2. Rebel Runner
3. Exile * MySpace *
4. Black Courtains
5. On Nothingness
6. The Game * MySpace *
7. Labyrinth
8. Red Eyes
9. Anathema * MySpace *
10. Return To Life * MySpace *
11. Forever (Bonus Track)
12. Excalibur (Ghost Track)

 
70