Recensione: Drilled by Bullet [EP]

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Più di una volta il Sud d'Italia si è dimostrato fucina di band ultra-underground, dotate pur tuttavia di gran talento e irreprensibile professionalità. 

Fra le tante, ci sono i Vilemass, di Bisceglie, formatisi appena un anno fa ma in grado di dare alle stampe un EP di tutto rispetto, intitolato "Drilled by Bullet", rigorosamente autoprodotto. Professionalità, si diceva più su: nel confezionamento del CD, nell'artwork (disegnato da Nobu - The Monkey), nel booklet con i testi e, soprattutto, nel sound, eccellente; prodotto, missato e masterizzato da Marco Fischetti presso i Death Star Studio di Bitritto (Bari). 

Sound brutale, possente, pulito. Che, al momento, può indicarsi come esempio di death metal puro. Scevro, cioè, da contaminazioni spurie tipo old school, melodic, symphonic, blackened, ecc. 

Antonio Cosmai, difatti, propone un'interpretazione vocale stentorea, allineata a quella di coloro che sono immuni a mode e ad ammorbidimenti. À la Vader, tanto per comprendere istantaneamente il concetto.

Impressionante il muro di suono eretto dai riff, a volte un po' thrashy, partoriti dalla chitarra di Pietro Dell'Olio, incessante nonché perfetta esecutrice di ritmiche rocciose e laceranti soli.

Sezione ritmica poderosa grazie al continuo rimbombo del basso dello stesso Cosmai, e del drumming cronometrico di Leo Pizzi, capace di districarsi con pari abilità sia nei tempi umani, sia nel tunnel dei blast-beats. Con quel mood meccanico che rende lo stile dei Vilemass ideale rappresentazione di uno stile moderno, seppure ancorato tenacemente ai dettami che formano lo zoccolo duro del death metal.

Seppur Opera Prima, peraltro giunta poco dopo la nascita dei Vilemass, "Drilled by Bullet" mostra una maturità tecnico/artistica quasi sorprendente.

Se il buongiorno si vede dal mattino, allora, non resta che attendere il debut-album che, con una presentazione di alto livello come questo EP, non può sfuggire, ai Nostri.

Bene così!

Daniele D'Adamo

 
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