Recensione: Effigies

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Combo totalmente sconosciuto ai più, i Conan’s First Date sono invece un’icona metal nel loro Paese d’origine, l’Ungheria.
 
Nati soltanto due anni fa, con questo – a loro detta – «double EP», propongono un amalgama formato da così tanti stili che è impossibile inquadrarlo in un genere preciso. Heavy, thrash, death e stoner si passano il testimone con abilità nella corsa delle nove canzoni che compongono “Effigies”.
Non è impresa agevole, in effetti, individuare e fissare un sound composto di numerosi elementi diversi se non addirittura in antitesi. Siccome i Nostri ci riescono, si può dedurre che la loro preparazione tecnica ma soprattutto artistica non sia da sottovalutare. Devono aver quindi masticato molto rock in generale e metal in particolare, Márton & Co., nel riuscire a costruire il background necessario per non perdersi nella miriade di particolari musicali sparsi a piene mani del CD.

Il suono che esce dagli speakers risente, ovviamente, del fatto che si tratta di un’autoproduzione con tutti i congeniti limiti. Basta però una buona dose di furbizia, e il combo magiaro evita di inventarsi un groove raffinato e pulito, impossibile da riprodursi adeguatamente con budget ridotti. La scelta di essere grezzi, ruvidi e brutali, invece, da luogo a un sapore di garage-band piacevole e genuino. Insomma, con pochi a mezzi a disposizione (presumibilmente) e molte idee in testa (evidentemente) il quartetto di Szentendre azzecca la corretta via per creare un sound personale e, sorprendentemente, riconoscibile fra mille.
Ascoltando attentamente il disco, inoltre, si può apprezzare la tecnica individuale dei musicisti, niente affatto di secondo piano. Sicure e decise le linee vocali, corretto e lineare il guitarwork, ottima la sezione ritmica per precisione e varietà dei pattern.

Purtroppo il promo a disposizione e le scarne informazioni reperibili altrove non consentono di inquadrare con esattezza le tematiche affrontate. Tuttavia, basandosi sui titoli dei brani e sull’«odore» della musica si può pensare a un concept-album dedicato a saghe fantasy. Con che non si può sottovalutare, anche, l’ottima capacità di proiettare immagini mentali con il solo ausilio delle note.  

Come si poteva prevedere dall’inquadramento generale, le canzoni sono fra loro eterogenee. In modo marcato ma non scombinato. Anzi. A parere di chi scrive il miglior episodio coincide con “Million Miles From Home”, melodica e matura, così ben congegnata – fra echi di sonar e cori vari – da essere una hit dal teorico potenziale esplosivo (sic!). Anche gli altri brani non sono niente per niente irrilevanti, dal lato prettamente artistico. Lascio a chi riuscirà a recuperare “Effigies” il piacere di scoprirli uno a uno.

Quando si possiede un innato talento compositivo, una tecnica adeguata e (credo) una forte passione, la mancanza di mezzi e appoggi di menagement/label vari non riescono a bloccare la forza dirompente dell’arte musicale. La quale emerge con autorità ed energia nel caso dei Conan’s First Date.
Provare per credere!  

Daniele “dani66” D’Adamo


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Track-list:
1. Effigy 3:34
2. Killing Machine 3:32
3. Million Miles From Home 4:17
4. Swallow The Sea 2:06
5. Punishment 4:16
6. Will Not Remain 3:52
7. Hypochrist 4:07
8. Beyond The Tomb 1:05
9. The Werewolf Rising 2:17

Line-up:
Bencze Márton – Guitar & Vox
Vándor Erik – Guitar
Bossányi Gergely – Bass
Margaritisz Nikosz – Drums

 
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