Recensione: Hammer Of The North

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Non un nome nuovissimo alle orecchie degli affezionati al genere, quello dei Grand Magus. Nata nel corso del 1999, la band guidata da Janne ''JB'' Christoffersson (ex singer degli Spiritual Beggars di Michael Amott) è partita da coordinate stilistiche più stoner/doom oriented con i primi due dischi, per poi spostarsi gradualmente verso territori heavy/doom con Wolf's Return ed Iron Will. Una evoluzione, quindi, che arriva forse al termine della corsa giusto con Hammer Of The North, quinto full-length ufficiale edito da Roadrunner Records.

Siamo quindi ad un punto di svolta definitivo per quanto riguarda le soluzioni stilistiche adottate: lo stoner sabbathiano degli esordi è ormai dimenticato del tutto, forse un po' meno le influenze dei "padri" Candlemass, le quali fanno ancora capolino qua e là, in una tracklist che comunque è nella sua gran parte votata ad un heavy metal vecchio stampo. Soluzioni che, indubbiamente, riescono a rendere immediato ogni singolo pezzo presente, il tutto confezionato con una certa cura, nonostante una semplicità (soprattutto a livello di ritmiche) che comunque non intacca più di tanto la qualità complessiva delle composizioni. Qualità che, ancora una volta, si attesta su livelli decisamente alti, grazie soprattutto ad un songwriting che, senza comunque far gridare al miracolo, risulta essere sempre e comunque molto personale.
In primo piano, come sempre, troviamo le ritmiche rocciose di chitarra e la voce calda e, in alcuni tratti, decisamente evocativa di JB, aggressiva al punto giusto quando i brani si fanno più dirompenti (come l'opener I, The Jury), senza comunque mai dimenticare la melodia, altro fattore che vale come punto di forza aggiuntivo di Hammer Of The North. Linee melodiche che, in alcuni tratti, raggiungono anche livelli accostabili all'heavy di fattura più epica, come nel caso dei cori magniloquenti di The Lord Of Lies. Una componente epica che, è giusto sottolinearlo, non è mai mancata del tutto nelle composizioni dei Grand Magus, soprattutto per quanto riguarda le tematiche trattate nei testi. In una tracklist che, in ogni caso, offre tanti pezzi vincenti e poche, pochissime ombre, a fare la loro bella figura sono soprattutto brani come la rocciosa e diretta At Midnight They'll Get Wise (highlight assoluto dell'intero lavoro), l'epica Black Sails o la stessa title-track, quest'ultima condita da soluzioni ritmiche di gran lunga più vicine all'heavy/rock.

Non una novità, ma forse una conferma. Una conferma di quello che è l'ottimo stato di forma attuale del trio svedese, ovviamente, visto che la consacrazione effettiva era già avvenuta con la pubblicazione dello splendido Wolf's Return (datato 2005). Ed è proprio a questo disco che, inevitabilmente, si accosta di più Hammer Of The North, risultando essere nel complesso una sua versione maggiormente votata all'heavy roccioso degli 80's. Un disco semplice, diretto e, è veramente il caso di sottolinearlo, piuttosto longevo, capace ancora una volta di dimostrare che i Grand Magus raramente riescono a deludere le aspettative.

Angelo 'KK' D'Acunto

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Tracklist:

01 I, The Jury
02 Hammer Of The North
03 Black Sails
04 Mountains Be My Throne
05 Northern Star
06 The Lord Of Lies
07 At Midnight They'll Get Wise
08 Bond Of Blood
09 Savage Tales
10 Ravens Guide Our Way

 
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