Recensione: Hard Times

inserito da

“This album is dedicated to all the victims of this dirty, sick and cannibal society...”

Una dedica, quella riportata a grandi lettere sul cd promozionale di “Hard Times” - nuovo album del singer italo-canadese Max Navarro - che evidenzia come la difficile e travagliata situazione socio-economica attuale sia divenuta materiale di frequente trattazione, fenomeno di costume ed argomento di assoluto rilievo, tanto da prefigurarsi come possibile tema portante nella composizione di brani dediti a suoni solitamente più “leggeri” come quelli dell’hard rock e dell’AOR.

Del resto, va detto, Navarro, non è mai stato un artista insensibile al richiamo del sociale e delle tematiche vicine al bene della collettività.
Attivo sin dal 2002 in ambiti melodici, il musicista italiano d’adozione si è, infatti, più volte imbarcato in progetti dal respiro filantropico ed ambientalista conciliando la carriera di artista rock con quella di militante, proprio come dimostrato con la partecipazione al significativo ed encomiabile movimento Hydrogen f(or) Life in compagnia, tra gli altri, di Sting, Serj Tankian e Val Kilmer.
Buoni inoltre, gli esiti ottenuti in sede prettamente musicale, impreziositi da un discreto successo di pubblico e critica ottenuti in particolar modo nel vasto e settorializzato mercato del lontano oriente.

Un curriculum vitae di massimo rispetto - da artista vero, protagonista della contemporaneità - che si rispecchia anche in questa nuova uscita dall’emblematico titolo, in cui, ancora una volta, tutti i modelli principali adusi e sin qui conosciuti nello stile di Navarro emergono in modo inequivocabile e diretto.

Un profilo cantautoriale che si pone in modo equidistante tra hard rock e blues, da luogo ad una serie di composizioni spesso ammorbidite nei toni e votate in molti casi ad un velato easy listening che tuttavia, lasciano spesso emergere un certo manierismo nella forma, tanto da non apparire quasi mai improntate verso idee fuori da canoni consolidati o di particolare originalità.
Una collezione di brani di facile ascolto e di qualità accettabile che, come spesso accaduto nella produzione passata, passa in rassegna echi di Tom Petty, Bryan Adams e Bruce Springsteen, mescolati ad accenti southern blues, a qualche spunto del Bon Jovi più “rurale” ed alle necessarie svisate elettriche dal chiaro sapore hard n’roll.

I punti deboli di un disco dal concept intenso ma dalle tonalità musicali talvolta scorrevoli, si riverberano invece proprio in quelli che sono stati, sinora, i motivi di critica ascrivibili alle uscite di Max Navarro. Una produzione dei suoni dignitosa ma non sufficientemente profonda e la prestazione vocale dello stesso frontman, elemento che, pure dopo ripetuti ascolti, non siamo riusciti a definire convincente.
L’artista italo-canadese ci prova in tutti i modi, ma i risultati sono troppo spesso deludenti: la voce, spiace dirlo, appare anonima e priva di mordente. Estensione e timbrica non sono dotate delle caratteristiche adatte nel marchiare i brani, le incertezze si susseguono e la personalità – elemento di cui un singer di livello dovrebbe potersi fregiare in senso assoluto – latita per lunghi tratti.
“Hard Times” appare così un album di qualità discreta, poggiato su di un songwriting di buona fattura ma purtroppo un po’ troppo “canticchiato” per poter ambire a posizioni di riguardo nella contemporaneità musicale tricolore ed internazionale.

Brani di certo interessanti quali “You Can Rely On” e "Poison Girl” sono paradigmatici e mettono in luce tutti i limiti di questa release. Nulla da eccepire sulla prestazione dei musicisti e sulla bontà dei testi, tuttavia - non ce ne voglia il comunque encomiabile mr. Navarro - con una produzione di maggior consistenza, un’interpretazione più sicura ed incisiva e magari, un artwork diverso, ne siamo certi, gli esiti avrebbero potuto essere di efficacia nettamente superiore.

Discutine sul forum nella sezione Hard Rock/Aor!

Tracklist:

01.    You Can Rely On
02.    Out Of Bounds
03.    The Wrong Side
04.    Nothing’s Guranteed
05.    Cryin’
06.    Winter In Chicago
07.    Beyond The Silence
08.    Poison Girl
09.    End Of Universe

Line Up:

Max Navarro – Voce
John Paul Bellucci – Chitarre
Nick Mayer – Chitarre
Jack Novell – Basso
Simone Morettin - Batteria

 

 
61