Fabio Vellata
Scheff, Tolle e Adriaens firmano un esordio che mantiene le promesse senza rivoluzionare nulla, ma dimostrando di essere un trio con una visione chiara, una forte consapevolezza dei propri riferimenti e uno spazio già ben definito nel panorama del melodic rock contemporaneo.
Disco consigliato ai fedelissimi del progetto e agli irriducibili dell’AOR, meno a chi in casa Pride of Lions cerca ancora il brivido della sorpresa.
Non è un disco perfetto - qualche spigolo resta da limare - ma la combinazione di attitudine, romanticismo e consapevolezza dei propri limiti rende i Romeo una band su cui vale la pena tenere gli occhi – e le orecchie – puntati.
"AcCult II" dimostra nuovamente che i Vanden Plas sanno tradurre le loro corde progressive in ambienti acustici con consapevolezza e senza patetismi o momenti stucchevoli.
Nati a Porto Rico alla fine degli anni ’80, i Mattador sono stati una delle voci più particolari del melodic rock latino, capaci di incrociare l’hard rock statunitense con una sensibilità melodica tutta caraibica.
Gli Spread Eagle ci sono, sanno ancora scrivere e suonare hard rock credibile, e in diversi passaggi lo ricordano con dignità. Ma se l’aspettativa è quella di un ritorno capace di sparigliare le carte o di restituire la stessa urgenza degli esordi, The Brutal Divine rischia di suscitare più rispetto che vero entusiasmo.
“Chapter V” è un disco che forse non cambierà le gerarchie della scena melodica, ma conferma gli Acacia Avenue come una realtà tutto sommato affidabile per chi vive di melodic hard rock e AOR di matrice scandinava.
Un disco onesto, suonato con polso e con un’identità abbastanza riconoscibile, che mostra Jared James Nichols come un musicista forse non troppo noto (e nemmeno originalissimo) ma assolutamente verace, pronto per diventare un compagno di viaggio grintoso e testardo quanto basta
“Bad Bones”, a dispetto di quanto riferito da più parti, non è un capolavoro definitivo ed epocale. Né pretende di esserlo; la sua forza sta piuttosto nella coerenza e nell’onestà con cui Grönwall affronta un linguaggio che conosce a memoria, ma che riesce ancora a far suo senza scadere nell’autoparodia.
Comeback discografico a distanza di circa un anno per i Fatal Vision: “Four Sides to […]
“This Is Where The Show Begins” è un esordio solido, convincente e molto consapevole, che centra l’obiettivo di presentare Dan Byrne come una nuova voce credibile nel panorama hard rock melodico contemporaneo.
“The Wanderer” è un album che farà la gioia dei cultori dell’AOR classico, dei suoni levigati e delle melodie a presa rapida, e che conferma i Boys From Heaven come una band ormai matura, consapevole dei propri mezzi e del proprio posizionamento stilistico.
"Released" non è un capolavoro, né pretende di esserlo. È un album che guarda al passato con onestà e consapevolezza, offrendo ai fan di Lou Gramm un'occasione preziosa per ascoltare materiale inedito di qualità
“Rebirth” dei Frontline è, in definitiva, un comeback riuscito sul piano dell’ascoltabilità. Scorre veloce, non annoia, offre una manciata di pezzi destinati a entrare senza sforzo nelle playlist degli appassionati, e rimette in pista un nome storico con una veste sonora attuale ma rispettosa del passato.
“Metalmorphosis” è un lavoro solido, centrato e pensato per consolidare la posizione dei Confess più che per spaccare il tavolo.
“Born to Rock” è un comeback vero, non "cosmetico", che restituisce i Von Groove esattamente per ciò che sono sempre stati: una band di melodic hard rock capace di confezionare brani solidi, ottimi chorus e una manciata di momenti in cui la scintilla scocca davvero.
“JÄSTified” suona come una base solida su cui i JÄST possono costruire in futuro un carattere ancora più definito, lasciando intravedere margini interessanti di crescita artistica senza tradire ciò che, già oggi, rappresenta il cuore della loro proposta.



















