Fabio Vellata
“Chapter V” è un disco che forse non cambierà le gerarchie della scena melodica, ma conferma gli Acacia Avenue come una realtà tutto sommato affidabile per chi vive di melodic hard rock e AOR di matrice scandinava.
Un disco onesto, suonato con polso e con un’identità abbastanza riconoscibile, che mostra Jared James Nichols come un musicista forse non troppo noto (e nemmeno originalissimo) ma assolutamente verace, pronto per diventare un compagno di viaggio grintoso e testardo quanto basta
“Bad Bones”, a dispetto di quanto riferito da più parti, non è un capolavoro definitivo ed epocale. Né pretende di esserlo; la sua forza sta piuttosto nella coerenza e nell’onestà con cui Grönwall affronta un linguaggio che conosce a memoria, ma che riesce ancora a far suo senza scadere nell’autoparodia.
Comeback discografico a distanza di circa un anno per i Fatal Vision: “Four Sides to […]
“This Is Where The Show Begins” è un esordio solido, convincente e molto consapevole, che centra l’obiettivo di presentare Dan Byrne come una nuova voce credibile nel panorama hard rock melodico contemporaneo.
“The Wanderer” è un album che farà la gioia dei cultori dell’AOR classico, dei suoni levigati e delle melodie a presa rapida, e che conferma i Boys From Heaven come una band ormai matura, consapevole dei propri mezzi e del proprio posizionamento stilistico.
"Released" non è un capolavoro, né pretende di esserlo. È un album che guarda al passato con onestà e consapevolezza, offrendo ai fan di Lou Gramm un'occasione preziosa per ascoltare materiale inedito di qualità
“Rebirth” dei Frontline è, in definitiva, un comeback riuscito sul piano dell’ascoltabilità. Scorre veloce, non annoia, offre una manciata di pezzi destinati a entrare senza sforzo nelle playlist degli appassionati, e rimette in pista un nome storico con una veste sonora attuale ma rispettosa del passato.
“Metalmorphosis” è un lavoro solido, centrato e pensato per consolidare la posizione dei Confess più che per spaccare il tavolo.
“Born to Rock” è un comeback vero, non "cosmetico", che restituisce i Von Groove esattamente per ciò che sono sempre stati: una band di melodic hard rock capace di confezionare brani solidi, ottimi chorus e una manciata di momenti in cui la scintilla scocca davvero.
“JÄSTified” suona come una base solida su cui i JÄST possono costruire in futuro un carattere ancora più definito, lasciando intravedere margini interessanti di crescita artistica senza tradire ciò che, già oggi, rappresenta il cuore della loro proposta.
I Kissing Kaos centrano ampiamente l’obiettivo, offrendo un album solido, ben prodotto e onesto, che non promette traguardi estremi ma garantisce mezz’ora abbondante di hard rock energico, suonato con mestiere e sufficiente personalità.
I The Order con "Empires" non inseguono rivoluzioni o follie avulse dal loro genere di appartenenza. Piuttosto confezionano un lavoro onesto, ben suonato, con idee chiare e una produzione adeguata.
Gli Alicate affondano le radici nella seconda metà degli anni ottanta, quando il cantante e […]
Dentro la produzione melodica di questi mesi, il disco dei Creye si staglia come una delle uscite più centrate e compiute nel campo del melodic rock, ed è più che lecito considerarlo fin da ora un serio candidato per una top list di fine anno in tali ambiti.
Il nuovo album dei Dark Heart è un disco che fotografa bene dove si trova oggi il gruppo britannico. Una band di estrazione NWOBHM che ha scelto di stabilizzarsi su un terreno di hard rock/melodic metal abbastanza codificato, lavorando più sulla rifinitura che sulla sorpresa.
“The Underworld” dei Kaasin è un album onesto, ben suonato e ben prodotto, che parla in modo diretto a chi cerca hard rock classico con chitarre protagoniste e strutture tradizionali. Non offre particolari elementi di novità, ma all’interno del proprio segmento mantiene un livello costante e professionale.



















