Recensione: Heaven shall burn-When we are gathered.

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Heaven shall burn…when we are gathered, ennesimo capolavoro del four -piece svedese, destinato ad essere e a fare storia.
Con quest'album non solo i Marduk si consacrano come gruppo Black metal del momento, ma con lo stravolgimento di line-up che vede Legion, mouth of Satan, al posto dell'osannato Joakim Av Graf, Fredrik Andersson alla batteria, B War al basso e Morgan Steinmeyer Hakansson come unico chitarrista, riescono ad aumentare la loro potenza e persino il loro approccio sembra essere più violento ed impressionante.
Dopo "Summon The Darkness", una sorta di intro, inizia la prima vera e propria traccia di questo album che è "Beyond The Grace Of God ", una song nella quale si denota il perfetto e brutale lavoro di Fredrik dietro le sue pelli, nonché la sempre più istrionica e apocalittica voce di Legion ,che a detta dello stesso Morgan, (il primo fondatore della band ), è a dir poco demoniaca e rispetta perfettamente il nome del cantante, poiché "ogni suono che ne proviene è simile ai lamenti di un orda infuriata di demoni, una legione per l' appunto" .
Poi è la volta di "Infernal Eternal" e di "Glorification Of The Black God"
Probabilmente questo è il brano più lontano dallo stile tipico e caratteristico dei Marduk, dato che usa come base un opera classica ,più precisamente "una notte sul monte calvo " di Mussorgsky.
La composizione di questa canzone, se cosi la si puo definire, è stata per i Marduk uno dei compiti più ardui, tuttavia , sono riusciti in modo ineccepibile a integrare la melodia principale del brano classico con il loro high-speed-Black Metal.
"Darkness It Shall Be" e "The Black Tormentor Of Satan" scorrono via violente finché le orecchie non odono la magnifica e decadente traccia 7, "Dracul Va Domni Din Nou In Transilvania", il brano con il quale si apre la prima parte dedicata a Dracula, Vlad Tepes , l' Impalatore , inteso e visto come un guerriero sanguinario e non come il vampiro dell' immaginario collettivo, che continuerà in seguito con l album Nightwing.
Il cd termina con Legion , dedicata almeno cosi si dice a Lucifero,una sorta di inno per spronare le anime dei vivi a difendere il suo regno.
Per quanto riguarda la registrazione possiamo dire che sia ben fatta,
si distinguono perfettamente tutti gli strumenti, e soprattutto la voce di Legion, è chiara e ben impostata, Fredrik ha fatto un ottimo lavoro, la doppia grancassa è eccellente e si fonde perfettamente con lo stile del gruppo, le chitarre appaiono sempre più potenti e violente di traccia in traccia.
Insomma questo è un album degno di far parte della collezione di ogni buon intenditore di black metal e se state cercando un gruppo, che vi trasmetta solo piacevoli sensazioni e messaggi di pace, questa non è certo la scelta migliore.
 
80