Recensione: High Rollers

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I Bad Bones tornano sul mercato con la loro quinta fatica in studio, "High Rollers", un disco di puro e genuino hard rock anni Ottanta, come nella migliore tradizione della band piemontese, che ha sempre avuto un debole per i grandi nomi del genere come AC/DC, Motorhead, Scorpions, Motley Crue e Thin Lizzy.

Il primo brano del lotto è la spinta e melodica American Days e il fantasma di Ray Gillen, dei mai dimeticati Badlands, si materializza nell’ugola del bravo Max Bone, che coniuga la potenza dell’hard rock con la melodia dell’AOR americano (tra l’altro dotato anche di una buona pronuncia inglese). Proseguendo nell’ascolto si nota che la qualità dei suoni è di ottima fattura (l’album è stato prodotto da Roberto Tiranti dei Labyrith e Simone Mularoni dei DGM) ed infatti c’è un buon bilanciamento tra tutti gli strumenti, in modo da far risaltare le doti tecniche di tutta la band. Midnight Rider è più cattiva delle precedenti tracce ed è un piacere ascoltare questo riuscito mix tra i Motorhead e i Gotthard, specialmente nella cascata di note durante l’assolo al fulmicotone di SerJoe Bone. I piemontesi sanno il fatto loro e confermano quanto di buono avevano già detto sul precedente Demolition Derby del 2016, dopo il passo falso di Snakes and Bones.

La seguente ballad Solitary Fields risulta un po’ scontata nel ritornello ruffiano e troppo zuccheroso per il mio palato, ma il gruppo si riprende subito con la devastante Blood Trails veemente e che non fa prigionieri, pur non disdegnando un amore incondizionato per la melodia, specialmente nel ritornello aperto ed orecchiabile. Si prosegue con la dinamitarda Wolf Town nella quale i Bad Bones spingono su tutti i cilindri, sfrecciando su un’ipotetica autostrada nel deserto che circonda Los Angeles su una Mustang d’epoca con la cappotta abbassata. "High Rollers" si chiude con Rock'n Me, una tra le migliori tracce del disco, dal momento che ha un tiro assolutamente irresistibile e vi rimarrà in testa per giorni nel suo riuscito mix tra southern rock e hard rock robusto.

Tirando le somme questo quinto sigillo dei Bad Bones è un album di rock and roll genuino e iper-vitaminizzato che colpisce nel segno, non lasciando nulla al caso. "High Rollers" non aggiunge nulla di nuovo a quanto già sapevate sul genere, ma vi farà viaggiare nelle assolate strade californiane senza muovervi da casa. E questo è un pregio non da tutti.

 

 
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