Recensione: Iconoclast

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Vero e proprio punto di riferimento a livello mondiale per quanto riguarda il progressive metal di matrice neoclassica, i Symphony X sono uno dei pochi big della scena musicale odierna – almeno per quanto concerne il genere in questione – a non aver mai tradito le attese, confermandosi di volta in volta come un nome su cui poter puntare praticamente ad occhi chiusi: dall'alto di una discografia giunta ormai all'ottavo capitolo in studio, la band guidata dal chitarrista Michael Romeo è infatti sempre riuscita nel corso degli anni ad assestarsi su standard qualitativi estremamente alti – con la sola eccezione, se vogliamo, dell'eponimo, acerbo disco di debutto – , distinguendosi per una proposta musicale magari non sempre varia, ma in ogni caso assolutamente valida e personale. Una qualità che in fin dei conti non è venuta a mancare nemmeno nell'ultimo – piuttosto discusso, a onor del vero – Paradise Lost (2007), platter orientato verso sonorità decisamente più pesanti e meno intricate rispetto al passato, che ha fatto segnare l'inizio di una nuova era per il combo statunitense. E' quindi un gruppo reduce da un trend ampiamente positivo quello che, dopo quattro lunghi anni di silenzio, da alle stampe questo Iconoclast, ottavo full length targato Symphony X, pubblicato nel giugno 2011 tramite Nuclear Blast Records.

Poche, pochissime cose sono cambiate in questi quattro anni successivi all'uscita di Paradise Lost. Da un punto di vista prettamente stilistico infatti, questo Iconoclast rimane grossomodo legato alle medesime coordinate stilistiche del full length precedente, per un disco sempre orientato su sonorità prog/power metal – sebbene la componente neoclassica in questa occasione sia stata quasi completamente azzerata –, magari addirittura più roccioso e oscuro rispetto al recente passato, ma ugualmente caratterizzato da brani piuttosto compatti, lineari e semplici a livello di strutture. Nessuna novità invece per quanto riguarda la formazione, assolutamente stabile ormai dai tempi di V: The New Mythology Suite: a farla da padrone, qualora ci fossero dubbi a riguardo, è ancora una volta l'accoppiata Russell Allen e Michael Romeo, autentica garanzia a livello vocale il primo, infaticabile macchina macina riff il secondo. Ottimo inoltre il lavoro svolto dal tastierista Michael Pinnella, autore di una prestazione oltremodo varia e priva di qualsivoglia sbavatura, al quale in questa occasione, contrariamente a quanto accaduto nello scorso album, viene lasciato notevole spazio all'interno delle canzoni, mentre invece la sezione ritmica, composta nell'ordine dal batterista Jason Rullo e dal bassista Michael Lepond, si rende protagonista di una prova precisa al millimetro e impeccabile nel sostenere a dovere le composizioni.

Nove sono le tracce che compongono questo Iconoclast, per un minutaggio complessivo che si attesta intorno ai sessantadue primi di durata. Un lavoro che ci offre una manciata di brani di ottima fattura, decisamente avvincenti e supportati inoltre da una produzione che risulta ottima praticamente su tutta la linea. Ad aprire le danze tocca alla title-track Iconoclast, un brano piuttosto solido, assolutamente articolato e davvero travolgente, che si dipana tra riffoni convulsi, ritmiche martellanti e lunghe sezioni strumentali: particolarmente buone inoltre le linee vocali, fatta eccezione solamente per un refrain che, pur risultando tutto sommato gradevole, non riesce purtroppo a lasciare il segno come dovrebbe. Con la seguente The End of Innocence, traccia abbastanza immediata, scelta, non a caso, come singolo apripista, ci si muove su binari più marcatamente melodici e orecchiabili, a cui fanno da contraltare la potenza e la ruvidezza di Dehumanize, pezzo oltremodo roccioso, nonché, a detta di chi scrive, uno degli autentici pilastri di questa uscita. Discretamente riuscita anche Bastards of the Machine, canzone che, a dispetto di un chorus tutt'altro che irresistibile, può contare su delle strofe assolutamente convincenti, oltre che su una sezione strumentale davvero di prim'ordine, mentre invece la successiva Heretic si sposta su coordinate più prettamente thrash-oriented, per un brano decisamente quadrato e roccioso, letteralmente sorretto da una strepitosa prestazione da parte di Russell Allen al microfono. La vera gemma del disco risponde però al nome di When All is Lost, semi-ballad posta in chiusura di tracklist, caratterizzata da atmosfere estremamente intense e struggenti: il brano – destinato, non abbiamo alcun dubbio a riguardo, a diventare in breve tempo un classico della band – si segnala per una serie di melodie di altissimo livello, che sfociano in un ritornello oltremodo toccante e coinvolgente.

Impeccabile sotto il profilo strumentale, ottimo a livello di songwriting, questo nuovo lavoro targato Symphony X può sicuramente essere considerato uno degli highlight assoluti – almeno per quanto riguarda la scena progressive metal – di questo primo scorcio di 2011. Pur non essendo un capolavoro, questo Iconoclast si rivela infatti essere un disco estremamente ispirato, forse in alcuni tratti un po' troppo monolitico, ma in ogni caso prodigo di emozioni e assolutamente piacevole da ascoltare. Insomma, un altro centro per Michael Romeo e soci, che si riconfermano ancora una volta un'autentica garanzia di qualità.

Segnaliamo infine che di Iconoclast è stata pubblicata, oltre alla versione standard qui recensita, anche un'edizione digipack a due dischi con un artwork differente, contenente tre brani completamente inediti (intitolati rispettivamente Light Up the Night, The Lord of Chaos e Reign in Madness).

Lorenzo “KaiHansen85” Bacega

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Tracklist:

01. Iconoclast
02. The End Of Innocence
03. Dehumanized
04. Bastards Of The Machine
05. Heretic
06. Children Of A Faceless God
07. Electric Messiah
08. Prometheus (I Am Alive)
09. When All Is Lost

Tracklist Special Edition:

CD 1:

01. Iconoclast
02. The End Of Innocence
03. Dehumanized
04. Bastards Of The Machine
05. Heretic
06. Children Of A Faceless God
07. When All Is Lost

CD 2:

01. Electric Messiah
02. Prometheus (I Am Alive)
03. Light Up The Night
04. The Lords Of Chaos
05. Reign In Madness

Line Up:
Russell Allen – Vocals
Michael Romeo – Guitars
Michael Lepond – Bass
Michael Pinnella – Keyboards
Jason Rullo – Drums
 

 
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