Recensione: Indiscreet

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Poche ma buone.
Così si potrebbero indubbiamente definire le band di origini britanniche dedite all’AOR nella sua definizione più pura ed incontaminata. Presenze di prestigio come Magnum, Shy e, in particolar modo, i magici FM, hanno contribuito alla conquista degli eighties da parte di uno dei generi più amati e seguiti della scena rock.
La band dei fratelli Steve (voce e seconda chitarra) e Chris Overland (chitarra solista), si formò nel lontano 1984, quando furono arruolati anche il tastierista Didge Digital, il bassista Merv Goldsworthy (ex Samson) e il batterista Pete Jupp.
Assente nella prima parte della decade, il quintetto londinese si affermò come una delle principali realtà della scena a partire dal 1986, anno d’uscita del debutto, il bellissimo “Indiscreet”.
Il successo conquistato dall’opera, permise agli Overland di seguire in tour artisti di fama internazionale come Europe, Meat Loaf, Foreigner e REO Speedwagon.

“Indiscreet”, figlio del sound del proprio tempo come la maggior parte dei platter pubblicati in quel periodo, si manifesta, infatti, come un concentrato di sconfinata melodia, cullata ed impreziosita in modo elegante dal massiccio, ma non per questo spropositato, uso delle tastiere - immancabili nel genere da noi seguito - ricalcate in maniera altrettanto magistrale dalle chitarre.
Una sapiente formula, che conduce alla creazione di un’atmosfera sognante, a dir poco magica ed onirica.

Così, nei ripetuti ascolti piacevolmente stimolati dalla fresca positività trasmessa dalle gustose trame melodiche, non si può far a meno di venir catturati dalle emozioni espresse in episodi quali “Other Side Of Midnight”, “American Girls” e dalla fantastica “That Girl”.
Quest’ultimo è probabilmente il brano più famoso della band inglese e forse, uno dei più rappresentativi del genere. Senza ombra di dubbio, una delle stelle di maggior splendore dell’intero lavoro, basti pensare che verrà addirittura ripresentata dagli Iron Maiden come b-side nel singolo “Stranger In A Strange Land”.
A rendere particolarmente estasianti le trame melodiche proposte, contribuiscono in maniera decisiva le ispirate tastiere di Didge Digital (pseudonimo di Philip Manchester), le quali, come già ricordato, si ritagliano uno spazio a dir poco importante nell’ottima riuscita del disco.
L’unione vincente delle atmosfere “keyboards-oriented” con le sei corde altrettanto in forma dei fratelli Overland, permette a perle di rara bellezza come “Hot Wired”, “I Belong To The Night”, “Heart Of The Matter” di sprigionare maggiore lucentezza, esaltando (cosa non da poco) l’orecchio dell’ascoltatore in un’estasi di suggestioni e colori.

In grande evidenza il mastermind Steve, protagonista più che per l’accompagnamento alla seconda chitarra, per l’eccellente prova vocale sciorinata in ogni parte del disco, portata a livelli eccelsi in particolar modo negli episodi più ammiccanti e sentimentali.
E’, infatti, in pezzi struggenti quali le zuccherose ballad “Love Lies Dying” e “Frozen Heart”, la più movimentata “Face To Face” e la già ampiamente lodata “That Girl”, che la passionale ed intensa voce di Overland raggiunge il proprio apice interpretativo.

Nessuna esitazione dunque. “Indiscreet”, si afferma come uno dei dischi simbolo della nostra decade prediletta - oramai perduta nelle sabbie del tempo - divenendone caposaldo e pilastro immortale. Melodico fino al midollo e ampiamente orecchiabile in tutte le sue componenti, questo piccolo tesoro non dovrebbe essere assente, per alcuna ragione, dalle vostre collezioni di amanti della classe e dell’eleganza messe in musica .




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Tracklist:

01. That Girl
02. Other Side Of Midnight
03. Love Lies Dying
04. Frozen Heart
05. American Girls
06. Hot Wired
07. Face To Face
08. I Belong To The Night
09. Heart Of The Matter

Line Up:

Steve Overland - Voce / Chitarra
Chris Overland - Chitarra
Merv Goldsworthy - Basso / Back. Voc.
Didge Digital - Tastiere
Pete Jupp - Batteria / Back. Voc.
 

 
90