Recensione: Live insurrection

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Esce, dopo l'acclamato ritorno sulle scene dell'eterno screamers dei Judas Priest, questo doppio platter dal vivo. Il Rob Halford dei tempi migliori è ancora qui con noi e ce lo dimostra questa raccolta di canzoni che attinge a piene mani da tutta la discografia di Rob. Il lavoro nel complesso è molto potente e la band,benchè non eguagliabile a quella dei Priest, svolge un lavoro pulito e di supporto alle ancora violentissime acrobazie vocali del Metal God per antonomasia. Le canzoni contenute in questa raccolta sono tutte registrate dal vivo tranne le 3 tracce inedite poste alla fine del secondo cd che fanno ben sperare per il futuro. Si parte con canzoni come "Resurrection" e "Made in Hell" che hanno fatto la loro bella figura sul primo studio album di Rob. Seguono due canzoni dei sottovalutati Fight (band in cui Rob ha militato dopo la dipartita dai Judas Priest) e sono "Into the pit" e "Nailed to the gun". Ma la vera chicca arriva sentendo alcune tra le più gloriose canzoni dei Priest come "Running Wild","Jawbreaker" e "Breaking The law" riproposte, come non le sentivamo da tempo e con un pubblico coinvoltissimo nell'esecuzione. Da notare all'interno del disco e più precisamente nella traccia "The one you love to hate" la presenza di un altro tra i mostri sacri dell'heavy metal: Bruce Dickinson che duetta con Rob in questo pezzo. Le composizioni sono sicuramente all'altezza del nome che rappresentano, ma la sua bella figura la fa anche la veste grafica composta per lo più da foto on-stage che trasportano mentalmente l'ascoltatore sotto il palco. Anche l'interno del booklet è farcito con foto prese dal backstage di cui alcune proprio demenziali. Nel complesso una gradita conferma delle condizioni dell'intramontabile singer che già, io aspetto impaziente sul suo prossimo album!!
 
80