Recensione: May, Shower And The Third Bed [EP]

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Formatisi tra i banchi di scuola nel 2009 con l’intento di suonare fin dall’inizio materiale proprio libero da schemi preconcetti, i romani Finest Black esordiscono nel 2011 con il qui presente EP “May, Shower And The Third Bed”. Il lavoro, che colpisce per la registrazione molto ben curata ed incisiva, viene prima autoprodotto dalla band, poi accasatasi sotto Revalve Records per la successiva distribuzione.
A primo ascolto subito si può intuire la direzione stilistica perseguita dalla band: post-grunge misto a potente hard rock con venature blues, in un connubio hard moderno che potrebbe richiamare gli Alter Bridge su tutti.
 
La sonorità del malinconico inizio di chitarra e voce del brano d’apertura “All I Ever Wanted To Say” rimanda immediatamente alla parte più rock del grunge novantiano, tipo Pearl Jam e Soundgarden, con una vena più marcatamente hard rock nel proseguio della canzone. Il pezzo appare ben strutturato, seppur non originalissimo come proposta e presenta un bell’assolo melodico e bluesy e una buona prova vocale di Lorenzo Pagani. Forse solo i quasi sette minuti di durata risultano eccessivi e nella parte finale aleggia un po’ di ripetitività.

La seguente “Finest Black”, aperta da un buon riff veloce, si sviluppa come pezzo diretto dall’intenzione rock’n’roll e appare il brano più riuscito dell’EP grazie a un sound più personale a livello stilistico in cui le influenze presenti appaiono maggiormente rielaborate in maniera propria. Un plauso particolare va alla sezione ritmica, batteria soprattutto, che infonde groove e dinamicità ai brani per tutta la durata del disco.
 
La terza traccia, “Lands Of Nowhere”, una semi-ballata fortemente southern, risulta molto gradevole nello scorrere di suggestivi arpeggi acustici e parti distorte, richiamando l’immagine di un lungo viaggio verso terre sconosciute. Le linee di voce appaiono a metà tra gli episodi più soft dei Metallica del periodo “Load”/ “Reload” con una spruzzata di grunge: il tutto risulta molto piacevole ma riporta alla mente qualcosa di già sentito. Mentre il secondo solo di chitarra appare convincente nell’economia della canzone, il primo poteva essere meglio strutturato.
 
Chiude il lavoro “Purple Monster”, che, seppur nella somiglianza del riff iniziale e di qualche altra struttura ai Metallica già citati, risulta coinvolgente coi suoi diretti riff hard-blues. Dopo uno stacco di solo basso effettato e voce, parte il finale in crescendo a velocità maggiorata.  
 
La proposta dei Finest Black appare positiva nel suo complesso per la buona struttura e qualità dei quattro brani proposti; l’unica cosa da ricercare maggiormente è una più sviluppata personalità stilistica, in questo EP presente solo a tratti.

Le potenzialità per fare ancora meglio ci sono tutte, quindi attendiamo fiduciosi la prova completa di un intero album.
 
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Tracklist:

01.    All I Ever Wanted To Say
02.    Finest Black
03.    Lands Of Nowhere
04.    Purple Monster

Line-Up:

Lorenzo Pagani: Voce
Edoardo Mancini: Chitarra
Enrico Orlandi: Chitarra
Dario Iocca: Basso
Fabio Luongo: Batteria

 

 
70