Recensione: Nightside Emanations

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A distanza di quattro anni dal precedente full-length “My Soul for His Glory”, intervallato soltanto da uno split coi connazionali Satanic Warmaster, uscito sempre nel 2008, tornano i black metallers finnici Behexen.
Molti loro fan non avevano gradito il parziale mutamento messo in atto con succitato full-length, nel quale la band proponeva un sound maggiormente curato e una evoluzione verso nuovi lidi; un approccio sostanzialmente diverso dalle produzioni passate, ma dove rimaneva saldo l’attaccamento a tutti gli stilemi del black metal più ortodosso.

Infatti è proprio col precedente album che i Nostri si sono, per certi versi, accodati al cosiddetto filone del “religious black metal”, ovvero una specie di “sotto-genere” che negli ultimi anni ha dato alla luce molte band diventate ormai dei pilastri, come ad esempio Watain, Deathspell Omega, Ondskapt e altri ancora. In realtà il “religious BM” non ha dei tratti realmente distintivi, non fosse per una cura maggiore della parte musicale e di quella lirica devota al Maligno, messa in primo piano e affrontata con maturità e consapevolezza dai musicisti che se ne son fatti messaggeri, tralasciando quindi quell’immaginario satanista approssimativo e infantile tipico del 90% delle black metal bands in circolazione. Che poi il tutto sia solo una facciata, è lecito chiederselo…

Questa premessa era d’obbligo per affrontare una recensione sul nuovo parto dei Behexen, perché pur non essendo mai stati menzionati come appartenenti a questa corrente, si capisce subito che sia a livello musicale che lirico, tale movimento ha pesantemente influenzato la band degli ultimi due dischi. Questo “Nightside Emanations” è una naturale prosecuzione del discorso iniziato quattro anni fa, per cui se avete amato il precedente platter amerete anche questo. Gli altri ne rimarranno delusi.
Ormai la formazione non è più solo ferocia e “grezzume” come nei primi anni di carriera, ma è diventata una lama ben affilata che sa colpire a dovere, ma con stile. Le atmosfere luciferine sono quindi presenti in gran quantità, ma accanto a queste troverete uno spiccato senso della melodia, che sfocia in una maestosità sinistra. I pezzi sono spesso sorretti da mid-tempo che creano un feeling avvolgente, demoniaco. Nulla è lasciato al caso anzi, sembra anche che i Behexen siano diventati un po’ troppo calcolatori. Non vi è più traccia della rabbia sincera e perché no, un po’ banale, presente in dischi come “Rituale Satanum” o “By the Blessing of Satan”. Qui tutto è curato al dettaglio, anche Satana sembra vestito di tutto punto per fare bella figura. E’ per questo che, se il disco sotto un aspetto formale risulta molto buono e riuscito, sotto l’aspetto emozionale lascia un po’ a desiderare. La formazione infatti riesce a convincere maggiormente quando mostra ancora i denti in maniera decisa, come in “Wrathful Dragon Hau-Hra” e nella seguente, devastante “Death's Black Light”, due tra gli episodi più riusciti del lotto. In mezzo poi tanta classe acquisita, e per questo bisogna fare un plauso ai Behexen, perché hanno dimostrato di aver voglia di evolversi e di migliorarsi come musicisti. Ma è anche vero che quando i Nostri rallentano col fine di creare maggiore atmosfera falliscono almeno parzialmente (“Circle Me...”), sparando a salve o persino a vuoto.
Per fortuna ci sono almeno altri due episodi di alto livello da citare, ovvero “We Burn with Serpent Fire”, brutale, tetra e deviata, con la seconda parte da vera goduria, tra blast beat e ripartenze a tratti killer e rallentamenti finalmente convincenti, e “Temple of the Silent Curses”, che si apre tra riff dissonanti e plettrate che percuotono le corde tirando fuori paesaggi sulfurei e maledetti. Ottima comunque la prova di tutta la band, soprattutto la parte chitarristica è sugli scudi, sempre attenta nello svolgere un ruolo di prim’ordine nella tessitura e rifinitura di arrangiamenti sempre azzeccati.

In generale questo è un disco che risulta riuscito, ma nel quale si riscontra un po’ troppo l’influsso delle band che negli ultimi tempi, come si diceva in apertura, hanno dominato la scena black metal, Watain su tutti. Fortunatamente i Behexen non sono dei novellini e risultano credibili, e in molti frangenti non devono pagare dazio proprio a nessuno. Rimane comunque l’impressione che l’album in questione sarebbe potuto essere migliore se la band avesse dimostrato più spontaneità, come accade in alcuni brani, e avesse badato meno alla forma e alla parte “intellettuale” del verbo oscuro che portano avanti da sempre. Un bel disco in definitiva, solo troppo levigato e a tratti macchinoso, ma dipende dal tipo di black metal che prediligete.
In ogni caso una delle migliori uscite estreme dell'anno che sta andando in chiusura. Consigliato.

Sergio Vinci

Tracklist:
01- Intro
02-  Wrathful Dragon Hau-Hra
03- Death's Black Light
04- Circle Me...
05- We Burn Serpent Fire
06- Luciferian Will
07- Awaken Tiamat
08- Temple of the Silent Curses
09- Shining Death
10- Kiss of Our Dark Mother

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