Recensione: Past&Present

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Esplodeva nel 1977 tra le montagne Canadesi la gloriosa furia dell'Incudine, forgiata dal grande Lips Kudlow, voce e chitarrista della band e dal batterista Robb Reiner. Volevate heavy metal allo stato puro? Beh eccovelo allora!
Il suono grezzo e tagliente degli Anvil, con rumori di sottofondo solo vagamente filtrati, assoli di chitarra che sembrano insinuarsi nel vostro cervello come lunghi spilloni d'acciaio risalta nella sua purezza in questo ottimo live realizzato nell'89 con pezzi tratti dai primi due splenditi lp, “Metal On Metal” e “Forged on Fire”. Forse il movimento femminista sarà felice di non ritrovare qui titoli tratti dal primo spettacolare album, “Hard ‘n' Heavy”, contraddistinto da testi apertamente a sfondo sessuale e maschilista (tipo Bedroom Game, Bondage, I Want You Both (With Me) e diversi altri che lasciavano ben poco spazio ai doppi sensi) ma noi fedeli headbangers non possiamo non sentire la mancanza di quei frammenti di metallo violentissimi e senza compromessi. Nonostante la qualità della registrazione non sia a mio parere delle migliori, è impossibile comunque, dalla prima canzone fino all'ultima non apprezzare la potenza del suono e la grinta degli Anvil.
Concrete Jungle
, che apre l'album sembra volerci presentare uno alla volta gli strumenti musicali, aprendo con un drumming spietato di Reiner sul quale le acute note della chitarra di Lips incidono graffianti melodie fino ad un esplosione strumentale di chitarre in cui la voce, ruggente sul palco ci massacra e ci avvolge senza alcuna pietà. I suoni non vogliono essere orecchiabili, vogliono colpire, ferire e distruggere, ed è questa la segreta potenza del metal che lo rende o un amico fedele o, come per molti, un rumoroso nemico.
Classicamente americano l'inizio di Toe Jam, assolo countryeggiante accompagnato subito dopo da una batteria che non cessa un attimo di rullare, mentre Lips canta ad altissima velocità senza quasi fermarsi a respirare, lasciando solo ogni tanto spazio a giri di chitarra heavy e potenti.
Molto manowariano l'inizio di Motormount, riff taglienti ed un drumming che non lascia tregua anche se quando si inserisce la voce sembra essere lievemente sottovolume, anche se riesce ugualmente a diffondersi in ogni poro della pelle in pochi secondi, chiudete gli occhi e vedetevi correre sul vostro destriero metallico su lunghe strade americane mentre il sole tramonta all'orizzonte e pregustate già il sapore della vostra birra e della vostra donna! La chitarra di Lips che non ha nulla da invidiare alla sua voce, ancora una volta ci schiaccia sotto il suo peso, ci massacra, ci tagliuzza e ci innonda di adrenalina pura.
Grandiosa Forged In Fire, forse uno dei migliori pezzi realizzati dall'Incudine, heavy fino all'osso, riff e voci cadenzati, un opprimente suono ripetuto all'infinito fino al crescendo del chorus che sembra per un attimo volerci illudere di cambiare e diventare un suono orecchiabile e melodico ma che, dopo pochi secondi schiaccia sotto il suo tallone la melodia nascente per tornare alla cupezza di alcuni attimi prima. L'assolo non delude la canzone, un lamento lugubre di corde metalliche perforante e accompagnato dall'incessante cadenza di sottofondo.
L'atmosfera tetra non sembra volersi dissolvere quando potete vedere il vostro sangue sul ghiaccio, suoni impietosi e una voce accompagnata dalle migliaia di teste che ritmicamente, sotto il palco si agitano avanti ed indietro ci annuncia la venuta di Blood On The Ice. Se volete un esempio di riff di chitarra heavy ogni secondo di questa traccia può facilmente mostrarvelo.
Non abbiamo ancora avuto il tempo di prendere il respiro dopo che il pesante incudine si è abbattuto su di noi che la voce di Lips ci annuncia The March Of The Crabs, drumming cadenzato, ritmo di marcia incessante, credo che pochissimi gruppi metal non abbiano fatto pezzi che si chiamino March… di qualche tipo (esempi famosi? Armored Saint : March Of The Saints, Running Wild : Marching To Die, Amon Amarth : Victorious March e molti altri…). Spessissimo nella seconda parte della canzone il lungo assolo di batteria, anche se forse un po' opprimente e noisetto, ma perfettamente adatto ad un live con un pubblico come quello degli Anvil. Senza abbandonare la sesta traccia veniamo trascinati allora in JackHammer, come sempre suono heavy all'ennesima potenza, voce forse più acuta del solito ma che non abbandona mai quell'effetto cartavetro sul nostro udito.
L'ultimo assalto metallico costituito dalla settima e dall'ottava traccia è massacrante, quattro canzoni che cominciano con la potentissima Metal On Metal, altro pezzo stupendo della produzione anviliana, passano attraverso Winged Assassins e 666 per finire con la spietata Mothra.
Purtroppo descrivere le canzoni degli Anvil è una cosa quasi impossibile, dal momento che pur assomigliandosi molto tra di loro sono allo stesso tempo completamente differenti, ma di una diversità che non può essere espressa a parole, ogni canzone trasmette sensazioni differenti pur rimanendo perfettamente coerente allo stile del gruppo, abilità non comune a molti, soprattutto in tempi recenti…
E' il primo Cd che mi sono comprato degli Anvil, lo avevo visto tutto solo tra album di musica da discoteca anni '80 in un negozietto dell'usato, l'ho afferrato e ho guardato i volti dei quattro membri della band sul retro, mi sono detto : - Cazzo questi si che sono true metallers!- Ho preso il cd, l'ho portato a casa e quando le casse hanno innondato la mia stanza con una colata di heavy metal rovente sono stato felice di aver speso quei soldi! Se vi piacciono gli Anvil però, come già detto all'inizio, dovete assolutamente procurarvi Hard ‘n' Heavy, un vero capolavoro (ma vi sconsiglio di farlo ascoltare alla vostra donna se questa capisce l'inglese )!!

To All The Fuckin' True Heavy Metal Brothers… HAIL!
Hogan Steel


Tracklist :
1) Concrete Jungle
2) Toe Jam
3) Motormount
4) Forged in Fire
5) Blood on The Ice
6) March Of The Crabs
7) JackHammer
8) Metal on Metal
9) Winged Assassins
10) 666
11) Mothra

 
80