Recensione: Rising Up From The Ashes

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Graditissimo ritorno sulle scene quello degli americani Norway, piccola leggenda dell'underground AOR di cui si erano smarrite le tracce da parecchio tempo, per la precisione dall'ormai remoto 2000, anno in cui vide la luce il precedente capitolo intitolato ‘Arrival'.

Gli anni trascorsi non sembrano tuttavia essere passati invano: quello che ci è possibile ascoltare in questo nuovo ‘Rising Up From The Ashes' è infatti un esempio cristallino, limpido ed incontaminato di AOR di altissima scuola, realizzato con l'assoluta devozione nei confronti di mostri sacri come gli impareggiabili Journey, Boston e Survivor, più volte omaggiati con motivi di chiara ispirazione, e perfetto nella sua atmosfera volutamente retrò ed ottantiana.

L'intero impianto su cui l'album basa la propria essenza, è infatti una chiara emanazione degli stilemi più tipici risalenti agli anni d'oro del genere, fondati su melodie di grande classe e situazioni cariche di feeling.
Numerosi inoltre i brani degni di nota e di pregevole fattura, graditi quale confortevole accompagnamento, così come interessanti per più erudite disquisizioni tecniche (il leader Jim Santos è infatti un chitarrista di grandissimo talento che non manca di impreziosire ogni traccia con scampoli di bravura).
Come non citare, a tale proposito, il trittico iniziale ‘Save Me', 'Anything At All' e 'Only One I Need', piccolo bignami dell'AOR classico racchiuso nello spazio di sole tre canzoni: un episodio roccioso, un tempo medio ed una ballata che dispensano a piene mani grande eleganza e raffinatezza, lasciando intravedere una efficacissima amalgama sonora ed una preparazione dei musicisti assolutamente ragguardevole e di ottima qualità.
Impossibile non apprezzare poi il voluto omaggio agli immensi Journey messo in atto con la frizzante ‘American Girl', dove il singer Dave Baldwin (ex Departure), recente acquisto del gruppo, non sfigura affatto nei confronti di Steve Perry, ed altrettanto piacevoli la “Bostoniana” ‘The Power Of Gold', brano che sembra estrapolato da un vecchio vinile e soprattutto ‘Since You've Been Gone', pezzo dall'incedere inequivocabilmente affine al binomio Boston/Survivor.
Non risparmiano buone melodie e ritornelli di facile presa nemmeno le successive ‘Tell Me' e la ballatona ‘Won't Let You Down', mentre l'onore della chiusura è riservato a ‘Haunted', brano che ancora una volta mette in campo l'intero campionario a cui la band di Jim Santos è devota, con trame ricercate (sebbene estremamente di facile ascolto), buon gusto e molta melodia, così come da tempo insegnato a tutto l'universo rock dai grandi numi tutelari più volte citati.

In buona sostanza un album che agli occhi degli AOR maniacs di vecchia data non presenterà punti deboli al di là di un aspetto - un po' voluto, un po' forzato - riguardante la produzione ed il tipo di suono prescelto, che per questo ‘Rising Up From The Ashes' sono stati frutto di ristrettezze economiche, in prima istanza, e di un preciso tentativo di ricreare una atmosfera eighty-style in seconda battuta, particolare che potrà infastidire qualche purista, ma che sostanzialmente non rovina il fascino innegabile di un buon disco come questo.

Consigliato dunque agli amanti del genere, con tanto di sottolineatura in matita rossa per chi da tempo ha nel proprio cuore un posto per Survivor, Journey e soprattutto Boston.

Tracklist:

01. Save Me
02. Anything At All
03. Only One I Need
04. American Girl
05. The Power Of Gold
06. Since You've Been Gone
07. Tell Me
08. Won't Let You Down
09. Haunted

Line Up:

Dave Baldwin – Voce / Tastiere
Jim Santos – Chitarra / Tastiere / Voce
Joe Slattery – Basso
Marty Brasington – Batteria / Voce
 
80