Recensione: Rock ‘N’ Roll Mafia

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Una copertina fumettosa e ben realizzata è il primo biglietto da visita di questo “Rock ‘N” Roll Mafia”, primo tassello discografico incastonato dagli italiani Rockstar Frame, coadiuvati per la promozione e distribuzione dell’album dall’etichetta inglese Musicarchy Media.

La band nostrana si colloca direttamente nel calderone di tutti quei gruppi che hanno fatto dell’Hard Rock sanguigno, stradaiolo e soprattutto anni ’80 la propria Bibbia, confezionando una prima opera energica, divertente e soprattutto non eccessivamente prolissa nonostante le ben quindici tracce proposte.

 

L’album esplode con l’adrenalinica “Guilt”, brano semplice e accattivante in cui a colpire è soprattutto la grintosa voce della bella e rossa Faith Blurry, ben evidenziata da una produzione pulita e old style. La band dimostra fin da subito un’ottima preparazione tecnica, suonando con grande carica riuscendo a far decollare subito un album che si preannuncia davvero dirompente.

Un violento riff chitarristico, sorretto da un drumming preciso e tagliente e condito infine da un perfetto tappeto tastieristico, inaugura le danze per la seguente “She’s Hot”, episodio che conferma senza difficoltà le capacità compositive del gruppo, che si diverte a mietere vittime a colpi di un Rock selvaggio e sempre di piacevole ascolto.

Buona anche la più oscura “Addictions”, in cui la sei corde del bravo Morris Steel risulta l’assoluta protagonista, mentre forse questa volta le melodie vocali della bella cantante avrebbero potuto essere più incisive.

Pochi minuti dopo si torna con grande energia su lande maggiormente convincenti con le travolgenti note dell’alcolica Title Track, in cui la band sembra aver ritrovato la giusta carica, come dimostra anche la rilassante “Song For You”, immancabile ballad impreziosita dai perfetti inserti pianistici curati dal tastierista Ace Wave, i quali fanno da sfondo ad un coro nostalgico ed orecchiabile.

Voce, chitarra e tastiere sono ancora in prima linea nella diretta “This Burning Song”, la quale con la sulfurea “Poison” crea una doppietta devastante, placata dalle irresistibili melodie che contraddistinguono la patinata “Cherry Boobs”, la quale rappresenta probabilmente il miglior momento di questo esordio.

La seguente “Lie” mostra invece nuovamente l’anima più Heavy del combo tricolore, che torna comunque a porre in primo piano la melodia nella piacevole “Years Gone”, inaugurando così l’ultima parte di un disco che poco dopo può proseguire con l’ispirata e orecchiabile “RSF”, alla quale segue la fumosa e divertentissima “I Don’t Give A Fuck”, dominata completamente dall’ottimo lavoro svolto dai già menzionati Morris Steel ed Ace Wave.

“Twisted Double Nature” prosegue con spensieratezza il viaggio dei Rockstar Frame, che inaspettatamente si avvalgono di sonorità malinconiche ed intimiste nella pianistica “Fairytale”, che è forse l’episodio maggiormente particolare proposto dal quintetto nostrano, che successivamente torna a sonorità più classiche e sempre vincenti per la ruvida “Limitless For Life”, la quale (inclusa come Bonus Track esclusivamente nell’edizione in CD dell’album), giunge a concludere con successo un debutto forse stilisticamente non originale, ma che sicuramente sarà in grado di appagare le richieste di, ancora oggi, non può fare a meno di gioire ascoltando il mitico sound dei gloriosi anni ’80.

 
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