Recensione: Snakes and Bones

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Terzo capitolo discografico per i cuneesi Bad Bones, gruppo fra i più promettenti dell’Hard tricolore, anticipatore in tempi non sospetti del trend anti bamoboccionesco in ambito musicale. I Nostri, riposti armi e bagagli in valigia, hanno infatti tentato l’avventura americana in quel di Los Angeles, partendo già sapendo nel profondo del cuore che quello che importava davvero era immagazzinare ogni secondo di vita vissuta nello scrigno delle esperienze personali e di gruppo, lasciando i sogni di gloria ai sentimentaloidi da quattro soldi.

I ‘Bones non diverranno mai i nuovi Guns N’ Roses o Motley Crue ma oggi come oggi è davvero dura trovare una band a livello nazionale più o meno della stessa loro milizia attiva in termini di anni che abbia accumulato così tante stimmate on the road. Già, perché Steve Bone e soci hanno rischiato il deretano più di una volta, provando sulla loro pelle anche i morsi delle fame, quelli veri, che ti fanno barcollare per mancanza di zuccheri, ma di certo non sono mancate le grandi soddisfazioni, mezzore che ti ripagano dei sacrifici – e delle follie - di una vita.  

I Bad Bones 2012 portano una ventata di novità al loro interno con l’innesto del singer Max Bone, che va ad affiancarsi a Meku Bone, ora solamente dedicato alla chitarra e non più alla voce, Steve Bone al basso e Lele Bone alla batteria. Copertina del disco affidata a Enzo Rizzi e booklet di otto pagine con i testi delle canzoni e una bella foto in bianco e nero dell’ensemble. 

L’opener  Don’ Stop Me rappresenta il segno della continuità con il passato del gruppo: rock’n’roll sporco il giusto, senza esagerare, ed energia a volontà. Le chitarre aperte di Gasoline Rock sono ficcanti quanto basta e la responsabilità del brano viene affidata al bridge, sufficientemente azzeccato. Un bel basso marcio che sa di RNR vecchio stampo dà il via alla title track, episodio intrigante dal tocco alcolico con l’ascia di Meku Bone sugli scudi. Passa l’ordinaria Am I Walking Alone? e si cambia decisamente registro con il blues’n’ fucking roll di Desert Star Blues, della serie Lemmy & Motorhead l’hanno sdoganato con Whorehouse Blues su Inferno del 2004 e perché mai dei agli sporchi rocker italiani che si sono fatti il mazzo in quel di Wilmington - periferia di Los Angeles - non dovrebbero provarci, con successo? Uno dei momenti migliori di Snakes and Bones, senza dubbio, per lo scrivente.

Rebel Radio riporta alle chitarre dell’Hair Metal Californiano senza scimmiottarne però l’enfasi, Jumping White Devil è una decisa risposta ai Gunners quando ancora ci sapevano fare allineati e coperti all’interno della loro invincibile classic line-up. Segue Follow The Rain, suadente velluto dopo tanto whiskey tradotto in note, episodio di grande impatto ove i ‘Bones danno prova della loro classe, roba da accendini accesi e lacrima facile, tanto per intenderci…

Nowhere Girl propone riffoni d’annata di marca Usa, Bugs Lane ricorda al mondo che i piemontesi quando c’è da menare sulle basi dell’HM classico ci sanno fare, eccome, e speriamo che nel futuro altri episodi prendano esempio da questa traccia numero dieci. Ipnotica, intrigante, lisergica… questa è l’essenza di Indian Medicine Man, mosaico caleidoscopico dalle tonalità liquide che fa il verso a pesi massimi del calibro di David Bowie e The Doors, il tutto intinto nella bagna càuda, ovviamente. L’highlight del disco, senza dubbio alcuno.

Snakes and Bones è una assoluta conferma, mostra una band in forma, coesa, ma l’impressione è che i quattro rock’n’roller non riescano ancora a mettere a terra tutti i cavalli di cui dispongono e che sanno viceversa vomitare sulle assi dei palchi nei quali si esibiscono sempre senza puzza sotto il naso. I Bad Bones targati 2012 sono un gruppo che sfrutta appieno solo il 70% del proprio potenziale. Il 30% restante attendiamolo per le prossime uscite.

Stefano “Steven Rich” Ricetti

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Tracklist:
1. Don't Stop Me   
2. Gasoline Rock   
3. Snakes & Bones   
4. Am I Walking Alone   
5. Desert Star Blues   
6. Rebel Radio   
7. Jumping White Devil   
8. Follow The Rain   
9. Nowhere Girl   
10. Bugs Lane  
11. Indian Medicine Man  

Line-up:
Max Bone – vocals
Lele Bone – drums
Steve Bone – bass
Meku Bone - guitar



 

 
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