Recensione: The Sticky Fingers Ltd.

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Fortissime radici southern blues per i The Sticky Fingers Ltd., band modenese di buona esperienza che arriva solo oggi, dopo quasi un ventennio di militanza, alla pubblicazione del primo album “ufficiale” in carriera.

L’abilità nel maneggiare la materia si vede e si ascolta tutta sin dai primi passaggi di questo omonimo debutto edito da logic(il)logic records: le cadenze hard rock settantiane rappresentano l’anima di uno scenario dalle fortissime connotazioni sudiste, in cui riconoscere uno stile cantautoriale di buona personalità ed un modo di elaborare i brani che tradisce un certo ascendente bluesy, tipico di molte delle band a stelle e strisce cui il fondatore Lorenzo Mocali ed i suoi sodali vogliono riferirsi con lampante chiarezza.
Il disco, pur nella sua assoluta e lineare semplicità, si dimostra ascolto piacevole e di discreto livello grazie a composizioni dall’approccio vagamente vintage e dal sapore deliziosamente “rurale”. Nessuna pesantezza ed eccesso di distorsione: le chitarre escono “pulite” e le melodie cantilenano ritornelli presi in prestito da Lynyrd Skynyrd, Outlaws ed Humble Pie, lasciando spazio a divagazioni di banjo e slide guitar in pieno revival country southern. Con un pizzico di hard moderno e dalle tendenze “alternative”, spruzzato qua e là.

Non è ammissibile dubitare quindi, del potenziale live di brani quali “In The Night”, “Jailhouse Tonight” e “Serial Killer”, pezzi che paiono studiati appositamente per rendere al meglio sulle assi di un palco, magari in un classico pub in stile vecchio west, come visto tante volte nei film.
Meglio di tutte però, “You’re Wrong” riesce nella miscela dei due versanti stilistici dei The Sticky Fingers Ltd., quello radicato nella tradizione della musica “confederata” e quello più tipicamente hard n’heavy. Saltellante, sincopata, diretta e con un ritornello facile da riconoscere: ecco la canzone che meglio di altre può rappresentare un gruppo non più giovanissimo che ha, tuttavia, qualche ottima carta da giocare in termini di piacere d’ascolto e divertimento.
Con suoni, per una volta, del tutto dignitosi e ben calibrati sul tipo d’atmosfera ricercata quale contorno ideale del disco.

Non un capolavoro o un’uscita imperdibile. Eppure il classico dischetto che, più lo ascolti, più ti trovi a pensarne cose buone: la voce dello stesso Mocali regge bene, i brani scivolano piacevolmente, alternando parti veloci e scattanti con attimi più meditati (niente male pure “Standing On The Ruin Of Your Life”) mentre il resto della band segue con attenzione il canovaccio proposto dal proprio leader, offrendo una prestazione professionale e senza sbavature.

Non siamo su panorami vertiginosi da “ottovolante”.
Tuttavia, l’esordio dei The Sticky Fingers Ltd. - ancorché arrivato in grande ritardo temporale – può senz'altro dirsi riuscito.

 
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