Recensione: Yesterday, Today and Tomorrow

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"Yesterday, Today & Tomorrow", oltre ad esser il titolo del terzo disco della carriera dei rocker irlandesi Glyder, rappresenta un manifesto del nuovo corso della band oltre che un motivo di riflessione per giudicare qualche perplessità.

Fino al 2008, anno di uscita del secondo full-length "Playground for Life", quanto composto dai quattro lasciava presagire un roseo futuro. Le loro ”colonne sonore” erano, infatti, contraddistinte da un sound corposo e brillante, pregno di quello spirito che aveva reso il rock anni settanta prima, e il rock melodico 80's poi, correnti riconosciute come alcune delle più significative, interessanti ed accattivanti dell'intera storia della musica 'dura' moderna.
Ma, ancor prima di imbattersi nella critica del disco in esame, è d'obbligo ricordare quanto piacevoli fossero le invitanti melodie che permeavano il songwriting del capitolo precedente. Capitolo che fu un ulteriore passo in avanti se comparato all'omonimo e derivativo esordio di carriera uscito nel 2006, appena due anni dopo la nascita del quartetto.
Esito? Nei Glyder, la critica vedeva la genesi d'una band in grado di segnare un nuovo corso per il rock che, da una parte prospettava freschezza compositiva, dall'altra stimava la smisurata qualità dei grandi maestri del passato. Cosa voler di più?
Invece, al punto arrivati, verrebbe da domandarsi: abbiamo avuto troppe aspettative? A parer di chi scrive la risposta è: sì!
E, a dirla tutta, il loro concetto di 'Tomorrow', espresso a fine titolo, appare dubbioso.

“Yesterday, Today And Tomorrow” è, di fatto, un disco privo di mordente; il sound è assai spigoloso se messo a confronto con i dolci lineamenti che lo personalizzavano nel precedente capitolo. Dietro a questi ritornelli è percepibile una forzatura priva d'ogni ispirazione, meramente atta a renderli ben riconoscibili l'uno dall'altro, ma con uno speculativo metodo didattico.
Quella che viene percepita è una musica priva di anima e scialba. I soli tintinnano chirurgicamente, ma profumano di sterile, la voce di Tony Cullen è priva di slanci e non soffre di passione sebbene gli si riconosca una buona timbrica. Le sezioni ritmiche si trascinano costantemente e, mentre i primi brani riescono a catturare un po' d'attenzione, man mano che la tracklist avanza, viene a rivelarsi un costante calo di qualità, sotto tutti i punti di vista.

La produzione, fiore all'occhiello del disco, in quanto limpida, pulita e frizzante, diventa quindi un'arma a doppio taglio per un songwriting così saturo di limiti e di lacune, nell'occasione ancor più messe in evidenza dalla ricerca, via mixer, di un'evidente brillantezza e pulizia dei suoni.
La band ha impiegato quasi un anno per dare alla luce “Yesterday, Today And Tomorrow”, s'è collocata presso SPV/Steamhammer, etichetta notevolmente più blasonata della piccola precedente Bad Reputation, ed ha anche voluto ospitare (nella title track) un grande musicista come Dave Meniketti, mainman degli storici Y&T (a cui i Glyder si son da sempre ispirati).

Il quesito sorge quindi spontaneo: volevano davvero produrre un disco personale oppure seguire un percorso pianificato? Forse volevano autoproclamarsi come gli Y&T del domani? Le intenzioni sembrano palesi, ma quando si suona rock non si scherza.
È un genere troppo diretto perché gli ascoltatori, più o meno ferrati, possano cascarci, fermo restando, ovviamente, il gusto personale d'ognuno.
Ma se consideriamo il fatto che l'acronimo della storica band statunitense Y&T è proprio Yesterday & Today, mentre il titolo dell'album appena uscito è “Yesterday, Today And Tomorrow”, allora qualche dubbio deve esser concesso, senza per questo aver timore d'essere additati come insensati inquisitori...

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Tracklist:

01. That Line
02. Knockout
03. Jack Strong
04. Innocent Eyes
05. Make A Change
06. Back To The Water
07. The Bitter End
08. One Of Us
09. Always The Loser
10. Yesterday, Today and Tomorrow

Formazione:

Tony Cullen: voce e basso
Bat Kinane: chitarra e backing vocals
Pete Fisher: chitarra
Davy Ryan: batteria
 

 
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