Recensione: The Violent Hour
Dietro il nome dei The Violent Hour si cela la cantante americana Carla Harvey, ex-vocalist delle Butcher Babies, nonché ex-coniglietta di Playboy. Nel progetto c’è anche il compagno della Harvey, quel Charlie Benante (10 minuti di vergogna per chi non lo conosce!) che suona la batteria negli Anthrax e che, in questo disco, si è sostanzialmente occupato di tutti gli strumenti e della produzione. Assieme a loro alcuni ospiti, fra cui spicca un certo Zakk Wylde, che non ha bisogno di presentazioni. Un artwork colorato con le ombre della sempre bella Harvey ci introduce a questo EP omonimo con cui la band debutta sulla scena internazionale, forte di un contratto con la storica label americana Megaforce (la stessa degli Anthrax, guarda caso). Il genere suonato è un hard’n’heavy alquanto canonico, molto stradaiolo, come da sempre gli americani sanno suonare come si deve; niente di impegnativo quindi, ma qualcosa di impatto e di facile assimilazione, in grado di farci trascorrere circa 24 minuti in spensieratezza attraverso questi 5 brani che fanno parte del disco. Si parte con “Sick Ones”, il pezzo più duro ed heavy del lotto, furbamente posto in apertura, con la batteria di Charlie sparata a velocità elevate e l’affascinante Carla protagonista assoluta del video che è stato girato per il brano, in cui annotiamo la presenza dell’ospite John5 (attualmente chitarrista dei Motley Crue ed ex di Marilyn Manson e Rob Zombie).
La seguente “Hell Or Hollywood” è una canzone tipicamente street made in USA, decisamente orecchiabile, molto più hard rock che heavy metal. “Portland Oregon” è quasi blueseggiante ed è forse la più lontana dai lidi heavy metal, pur ricordando alquanto le vecchie produzioni dei Guns’n’Roses; decisamente azzeccato il duetto tra la voce della Harvey con quella dell’ospite Brandon Yeagley (vocalist degli hard rockers Crobot). “Sex And Cigarettes” è estremamente orecchiabile, decisamente easy ed anche ammiccante come lo è la stessa Harvey nel video che è stato girato con una all-female band… chissà che questa non sia la prossima veste della band!
Si chiude con l’autocelebrativa e title-track “The Violent Hour”, canzone quasi pop rock, dall’incedere decisamente soft ed alquanto orecchiabile… non sorprendetevi quindi se già al secondo ascolto vi troverete a tambureggiare con le dita sul tavolo seguendo la musica o a fischiettarla sotto la doccia. Tirando le somme, non ci troviamo davanti ad un disco epocale, questo mi sembra abbastanza chiaro, ma “The Violent Hour” è un EP godibile, che ci consente di trascorrere un po’ del tempo della nostra vita ascoltando della musica piacevole ed, in fin dei conti, è quello che chiediamo un po’ tutti quando ci accingiamo a premere il fatidico tasto “play”.
