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Intervista Darktribe

Di Ninni Cangiano - 20 Febbraio 2026 - 21:35
Intervista Darktribe

Truemetal.it ha incontrato Anthony Agnello, cantante dei francesi Darktribe, dopo l’uscita del loro ultimo album “Forgotten Reveries”; ecco il resoconto della nostra chiacchierata.

Intervista a cura di Ninni Cangiano

 

TM: Ciao Anthony e grazie di essere qui su trumetal.it; dato che è la prima intervista con noi, ci presenti la tua band, i Darktribe?

AA: Ciao a tutti, è un grande piacere essere qui con voi! Darktribe è un progetto di amicizia iniziato nel 2004 e che continua ancora oggi. Siamo i membri originali, Loïc Manuello, chitarrista e uomo chiave per le composizioni, Bruno Caprani al basso e al management, Guillaume Morero, batterista che si è unito più di recente, e io, Anthony Agnello, che sto dietro al microfono.

 

TM: Sbaglio o siete tutti più o meno di origini italiane? Per te e Bruno mi pare evidente, ma anche Manuello e Morero possono essere cognomi originari del nostro paese…

AA: Sì, il gruppo è interamente di origine italiana, da sud a nord. Le nostre famiglie sono ancora molto presenti in Italia.

 

TM: Ci presenti Guillaume Morero, il vostro nuovo batterista, al primo album con voi? Ci puoi inoltre svelare cosa ha portato all’uscita dal gruppo di Julien Agnello (se non erro tuo parente…)?

AA: L’arrivo di Guillaume non è stato casuale: Loïc lo conosceva già da altri progetti musicali. Nel 2018, Guillaume aveva partecipato al nostro tour in Giappone e il suo atteggiamento aveva subito trovato riscontro in tutti. Nel 2023, quando Julien decise di andarsene, Guillaume è stato la nostra prima scelta e gli offrimmo il posto vacante. Julien è mio fratello; è il fondatore dei Darktribe. Quando ha deciso di smettere, una grande tristezza ha avvolto la band, ma la sua decisione è stata rispettata perché è stata una scelta ponderata. Ha iniziato un nuovo percorso professionale al di fuori della musica che gli ha preso molto tempo e non poteva più dedicarsi ai Darktribe. Sai, l’industria musicale è dura e, se non riesci più a dare il 100% della tua energia e passione alla band e al pubblico, ti senti frustrato e ti senti tradito verso chi ti circonda e chi ti ascolta. Julien è una persona sincera e incredibilmente gentile e non tradisce mai. È la sua mentalità fin da bambino, e ha dato tutto ai Darktribe per quasi 20 anni. Oggi, in Darktribe, manteniamo questa mentalità per rispetto nei suoi confronti e per il suo amore per la musica.

 

TM: Veniamo a parlare di “Forgotten Reveries”, il vostro nuovo album; di cosa parlano i testi? C’è forse un concept che li unisce tra loro?

AA: A differenza del nostro album precedente, “Voici l’Homme”, non c’è alcun collegamento tra le canzoni di “Forgotten Reveries”. Ho scritto tutti i testi fin dall’inizio della band e abbiamo un approccio ibrido in ogni album. In “Mysticeti Victoria” e “The Modern Age”, Julien voleva esplorare il confronto tra l’umanità e il pianeta. Così ho scritto testi su questo rapporto. Per “Voici l’Homme” avevamo l’idea generale di scrivere la storia di un profeta, rendendolo un concept album. Per “Forgotten Reveries” ho chiesto alla band di lasciarmi scegliere ogni tema. Quando ho iniziato a scrivere, mi sono subito reso conto che i testi ruotavano attorno alle mie esperienze, ai miei sogni e alle mie convinzioni. Solo nel brano “Ghost Memories” Loïc mi ha chiesto di scrivere dell’aldilà. In questo album troverete i seguenti temi: malattia e amore (I Walk Alone), guerra (The Fallen World), famiglia (Sicilian Danza), irreale (Ghost Memories), viaggio e conquista (Eden & Eclipse), spazio e solitudine (From Star To Dust), coscienza personale (Reality), osservazione delle disuguaglianze (Kings In The Sand), umanità disperata (Mornings of Fear), rimpianti (Son of Illusion).

 

TM: So che l’artwork è stato realizzato dal giovane artista Baptiste Araujo, c’è un legame con i testi dell’album e cosa rappresenta quella specie di portale che viene attraversato da una donna ed un bimbo?

AA: Non è una donna, ma un uomo con suo figlio (ride), ma ognuno lo interpreta come preferisce. Sì, Baptiste aveva accesso a tutti i testi e volevamo che trovasse un tema unificante per tutte le canzoni. Quel tema è il Tempo. Questo orologio aperto alla base ci rappresenta, rappresenta te o me. Il tempo scorre attraverso di noi; è un amico ma anche un nemico. Sulla copertina si trovano molti riferimenti alle canzoni, ovviamente; siamo molto soddisfatti del lavoro di Baptiste.

 

TM: Dove avete registrato l’album e c’è qualche episodio simpatico che ti va di raccontarci sulle sessioni di registrazione?

AA: L’album è stato registrato in studi diversi: Guillaume ha lavorato con Ranko al Studio du Pénitent di Nizza, Loïc e Bruno hanno registrato nei nostri locali con la nostra attrezzatura e io ho fatto tutte le registrazioni agli SoundCore Studios di Nizza con il nostro amico William Morabito. Durante la registrazione succedono sempre cose inaspettate e questa volta non ha fatto eccezione. Proprio nelle fasi finali della registrazione, il computer principale non apriva alcun progetto nel software. Non riesco nemmeno a descrivere la nostra paura e angoscia. Tre mesi di lavoro, bloccati o persi. Rimasero solo i vecchi backup. Fortunatamente Loïc riuscì a riparare alcune sessioni, ma ha lavorato come un matto per recuperare o registrare di nuovo le tracce perse, soprattutto tastiere e chitarre. Complimenti a lui!

 

TM: Avete anche realizzato un video per il brano di “I Walk Alone”, canzone tipicamente power metal che a me piace moltissimo. Come mai avete scelto proprio questo pezzo e cosa ci racconti delle riprese del video?

AA: I walk alone è una canzone potente, che si accende nel suo ritornello e si sposa con il nostro desiderio di offrire qualcosa di vivace fin dall’inizio dell’album. Mi fa piacere che tu lo apprezzi e te ne ringrazio. Un video musicale all’aperto è sempre un’avventura. Scegliere il posto, trovare la giornata giusta, fare riprese video velocemente perché la notte cala in fretta e, dopo una giornata di riprese, si è esausti.

 

TM: Ci puoi svelare se avete in programma di realizzare un altro video ed, in caso positivo, per quale brano? Ci vedrei benissimo, ad esempio, una canzone come “Ghost Memories” che potrebbe essere indicata come un ottimo esempio di come si suona power metal, così come anche la splendida “Eden And Eclipse”…

AA: Sì, pubblicheremo un secondo video e preferisco che sia una sorpresa.

 

TM: In “Son Of Illusion” c’è anche una voce femminile, ci puoi svelare a chi appartiene? C’è solo questa cantante come ospite sull’album o c’è qualcun altro?

AA: E no, non è una voce femminile, è mio figlio, è molto giovane. Nell’album non ci sono altri cantanti, mi occupo solo della parte vocale, sia quella lead che quella del chorus o quella delle backing vocals.

 

TM: Nell’album ci sono anche delle parti electro qua e là, ma anche qualche tocco prog; avete intenzione in futuro di sviluppare ulteriormente queste contaminazioni o sono stati solo degli episodi?

AA: Questi elementi sono sempre stati presenti nelle nostre composizioni. Ci piace creare una musica ibrida che strizza l’occhio al prog, al power e all’heavy metal. A volte la batteria prende vita con ritmi che si ritrovano nel death metal, ma nel complesso, sì, queste sono scelte deliberate che sviluppiamo.

 

TM: Come nasce un brano dei Darktribe? E’ un lavoro di squadra oppure fa tutto uno di voi?

AA: Finora, l’80% delle composizioni era principalmente opera di Loïc. Solo la voce e i testi erano di mia responsabilità. Su “Forgotten Reveries”, Loïc e io abbiamo lavorato in completa armonia, ogni canzone incorpora le nostre idee combinate. Mi ha persino permesso di contribuire con due canzoni (Sicilian Danza e Kings In The Sand). Loïc è un compositore incredibile; riesce a lavorare a fondo su ogni aspetto di una canzone, è capace di ascoltarla centinaia di volte, alla ricerca della nota o della melodia migliore. Senza di lui, non ci sarebbe il sound dei “Darktribe”.

 

TM: Partite prima da un testo, oppure realizzate prima le musiche e poi adattate il testo alle varie atmosfere?

AA: Iniziamo principalmente con la musica, ma potrei chiedere a Loïc di trovare una melodia o un riff per un tema. Per esempio, presto gli chiederò di trovarmi un tema asiatico, ma sto rivelando troppo…

 

TM: Credo che il vostro sound sia accostabile sia al power più melodico italiano (Temperance su tutti), come anche alla scuola scandinava di Stratovarius & C., che ne pensi?

AA: Hai ragione, Loïc è un grande fan degli Stratovarius e io sono un grande fan degli Iron Maiden. Ed entrambi amiamo i Symphony X. Credo che questa combinazione dia origine al sound dei Darktribe.

 

TM: Adesso qualche domanda che mi piace sempre porre alla prima intervista che realizzo con qualcuno. Mi dici il nome di quei musicisti che ti hanno convinto ad imparare a cantare e che hanno influenzato il tuo stile?

AA: Bruce Dickinson mi ha influenzato enormemente, così come Russell Allen e André Matos. Questi tre cantanti sono quelli da cui ho imparato molto. In Francia conosciamo anche un cantante canadese di nome Bruno Pelletier; è un modello per me.

 

TM: Se dovessi indicare tre dischi che non ti stancheresti mai di ascoltare, quali sceglieresti (naturalmente non valgono quelli dei Darktribe)?

AA: Per un fan come me è una domanda semplice: Holy Land (Angra), Rock In Rio (Iron Maiden), Painkiller (Judas Priest).

 

TM: Veniamo al futuro dei Darktribe. Avete in programma qualche data live ed, in caso positivo, avremo modo di vedervi anche in Italia?

AA: Abbiamo in programma delle date in Francia l’anno prossimo e speriamo di poter tornare in Giappone perché il pubblico lì ci apprezza molto. Per quanto riguarda l’Italia, ti svelo un segreto. Ci abbiamo suonato diverse volte in passato e non abbiamo mai trovato un pubblico che apprezzasse la nostra musica. Anche alcune delle critiche che abbiamo ricevuto dall’Italia sono state piuttosto dure, diverse da qualsiasi cosa avessimo mai sperimentato altrove. Non so spiegarlo, ma è così che vanno le cose. La porta non è chiusa e apprezziamo questo Paese che è anche nostro.

 

TM: Praticamente realizzate un album ogni 5 anni. Dovremo aspettare il 2030 per avere il successore di “Forgotten Reveries” o avete già qualcosa in mente?

AA: No, per il prossimo album il ritardo sarà più breve; abbiamo già iniziato a lavorare su nuove canzoni per evitare tempi così lunghi. Questo ritardo di cinque anni è dovuto alle difficoltà organizzative incontrate dal gruppo tra il 2018 e il 2023. Ora tutto va bene.

 

TM: Credo di aver approfittato a lungo della tua pazienza e disponibilità, per cui ti ringrazio e ti saluto, lasciando come mia abitudine uno spazio finale a tua completa disposizione per un tuo messaggio ai fans dei Darktribe ed ai lettori di truemetal.it

AA: Tutta la band vi ringrazia per il vostro interesse. Auguriamo a TrueMetal un futuro lungo e ricco di successi! Infine, un messaggio di amicizia a tutti gli appassionati di metal e musica in tutto il mondo. Ci auguriamo che questo nuovo album vi piaccia e vi auguriamo uno splendido 2026!

 

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Band: Darktribe
Genere: Power 
Anno: 2015