Recensione: Wastelands
‘Wastelands’ è il nuovo album dei greci Shadowmass, Full-Lenght che segue l’EP ‘Oculus Diaboli’ del 2021 e il precedente primo LP omonimo del 2019.
Lineup concreta, è sempre la stessa fin dagli esordi con musicisti di non poca esperienza, contando presenze in band conosciute come Chronosphere, Suicidal Angels, Embrace of Thorn, Necromantia e poi in molte altre appartenenti al mondo underground ellenico.
In ‘Wastelands’ la band dimostra un senso artistico eclettico e multiforme, frullando in un minipimer elementi Thrash, Black e di Heavy Metal classico per poi spararli fuori a tutta velocità in un’emulsione di suoni irosi e anticonvenzionali.
L’esperienza uditiva durante il suo ascolto equivale all’essere improvvisamente colpiti da una tempesta durante la notte: la pioggia scrosciante riempie di brividi e sfuma tutti i contorni, i ripari sembrano angoscianti angoli bui dove si può annidare chissà quale pericolo, i lampi improvvisi rendono inquietante l’agitarsi delle chiome degli alberi. Tutto è nero, tutto è fosco ed il clima, per quanto sia carico di elettricità e tutto ruoti vorticosamente, è pesante e inquietante.

Descrizione un po’ modello “Bernacca” ma che rende l’idea. Gli Shadowmass danno vita a canzoni furiose e concitate quanto teatrali, complicatamente articolate ma che scorrono una dietro l’altra secondo una sequenza che solo in apparenza sembra caotica ma che, nella realtà, ha il suo ordine.
Assalti di blast-beat sparati a raffica anticipano selvatiche ritmiche punk, rallentamenti ed accelerazioni si susseguono senza sosta, riff malvagi ed assoli melodici si avvolgono su loro stessi come spirali, strofe aggressive che si trasformano in refrain epici ed ogni tanto un intermezzo malinconico e sofferente che ricambia l’aria.
Gli Shadowmass vogliono uscire dagli schemi mescolando la loro creatività e concatenando le idee. Se la voce è sofferente la musica che l’accompagna è rovente, se è narrativa la batteria che c’è dietro è frastornante, se il bridge è aggressivo gli assoli che seguono sono intensi e drammatici. Pare che nulla sia come deve essere, eppure, alla fine, tutto fila ed il disomogeneo diventa omogeneo, il putiferio che scaturisce da pezzi come ‘Purge And The Savage Preacher’, ‘Adrammelech’s Laughter’ o ‘’APPHTON’ prima invade la testa ma poi si stabilizza e prende il suo senso.
‘Wastelands’ non è solo fragore, in mezzo a tutto questo voler stordire si elevano due momenti in cui il caos si dipana e da essi si espande una relativa calma: ‘Entropy I’ e ‘Entropy II’ sono due strumentali che generano un’atmosfera nostalgica ma, al contempo, serena e che completano quello che è il mondo degli Shadowmass: oscuro e contorto, pieno di anfratti infernali ma anche con qualche isola dove si riesce a respirare con relativa tranquillità. Uno specchio della vita reale, insomma.
Concludiamo: album ben suonato, con tanto lavoro intenso e crudo, coinvolgente, pur se di difficile assimilazione e ben prodotto, che mette in luce una band che sa in che direzione vuole andare.
Effettivamente mettere assieme così tante idee non è semplice e può anche diventare controproducente, ma sembra proprio che gli Shadowmass i numeri per sorprenderci ce li abbiano, per cui aspettiamo con viva curiosità!
‘Wastelands’ è disponibile dal 19 gennaio 2026 via Floga Records.
