Recensione: Anthem Of The Immortal
Formatisi a Los Angeles in California nell’ormai lontano 1996, i Ninth Circle (nome con cui esistono almeno altri quattro gruppi in giro per il mondo) a giugno 2025 rilasciano il loro quarto full-length, intitolato “Anthem Of The Immortal”, uscito per la sempre attiva spagnola Fighter Records (ormai una garanzia in campo heavy classico!). L’album è dotato di piacevole artwork di cui non è stato reso noto l’autore ed è composto da ben 13 pezzi per la durata di poco inferiore ai ¾ d’ora. Fatti due conti veloci, appare palese che i vari pezzi non hanno durate particolarmente lunghe, dato che la band punta al sodo, con composizioni concise, senza dilungarsi in maniera esagerata. Questa particolarità da un certo punto di vista è un pregio, dato che diversi brani sono convincenti e coinvolgenti ma, da un altro punto di vista, rischia di essere un difetto, dato che alcune canzoni rischiano di essere alquanto banali o ripetitive. Mi riferisco, ad esempio, alla quarta traccia “First Strike”, in cui il coretto è ripetuto all’infinito, finendo per stancare pressoché immediatamente; su questa scia anche altri pezzi che troviamo nella parte centrale, come “Dont Back Down” (non ho scritto male, è proprio questo il titolo) o “Never Die”, entrambe connotate da una certa ripetitività, anche se salvate da parti di chitarra di Dennis Brown sicuramente piacevoli. Non ho sinceramente compreso la scelta di coverizzare un brano dei Chicago, il cui rock è decisamente avulso dal contesto heavy dell’album; pur trattandosi di un pezzo rock storico e sicuramente piacevole, trovo che non c’entri assolutamente niente con il resto delle canzoni. Questo album vive di alti e bassi: se tutte le canzoni fossero state all’altezza delle prime tre o delle ultime due, staremmo a parlare di una bomba di disco! “I, The Radical” e soprattutto “Archangel” mi hanno ricordato i migliori Mesmerize, anche per una certa somiglianza nello stile canoro di Dennis Brown con il mitico Folco Orlandini.
Altre canzoni sono sicuramente piacevoli, citerei le veloci conclusive “Move The Mountain” e “Burn Like The Sun”, ma anche “Futuresonic” (nonostante certe influenze hard rockeggianti nei cori, che la banalizzano leggermente), e “Stand And Fight”, in cui il nuovo batterista Richie Brooks lavora come si deve sulla doppia-cassa e che, nella sua brevità, conferma come non sia necessario “allungare il brodo” per realizzare un pezzo convincente, anche se dispiace che venga praticamente “mozzato” nella parte finale (quanto meno il file avuto a disposizione per la recensione, finisce troppo bruscamente). Lo strumento principale è la chitarra dell’ottimo Dennis Brown, ma anche il basso dell’altro membro fondatore, Frank Forray, si distingue molto bene, come del resto è necessario che sia nell’heavy classico che suona il gruppo californiano; in alcuni casi è anche ottimo protagonista, come nella parte centrale della cadenzata “The Road Paved With Souls”, prima dell’immancabile assolo di chitarra. Non siamo davanti ad un disco che passerà alla storia dell’heavy metal, ma questo “Anthem Of The Immortal” dei Ninth Circle è in grado di farci passare ¾ d’ora della nostra vita in maniera gradevole ascoltando del buon heavy metal che poi, in fin dei conti, è ciò che chiediamo quando premiamo il fatidico tasto play e facciamo partire la nostra amata musica.
