Recensione: Opvs Noir Vol. 2

Di Massimo Giangregorio - 28 Febbraio 2026 - 19:00
Opvs Noir Vol. 2
Etichetta: Napalm Records
Genere: Gothic 
Anno: 2025
Nazione:
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60

Ed ecco un’altra band che farà contenti tutti i fans del gothic nella accezione più ampia del termine.

I Lord of the Lost provengono da Amburgo, ergo dalla Germania che – fin dagli anni ’80 – ha sempre fornito nuova linfa a quella che, all’epoca, era definita dark wave.

Nell’alveo della Neue Deutsche Welle, si insinuò un “sotto-genere” definito “Neue Deutsche Todeskunst”, che annoverava bands come X mal-Deutschland, Geinstenfahrer, Malaria! e (con derivazioni industrial) gli Einsturzende Neubauten.

Le tematiche del movimento avevano spesso riferimenti storici come la letteratura barocca, romantica o moderna con contenuti che trattavano della morte e della caducità della vita, del Weltschmerz, della critica della religione, dell’esistenzialismo, del nichilismo, del surrealismo, della misantropia, della necrofilia e della follia. Ebbene, c’è chi non ha mai abbandonato quel tipo di approccio nel corso dei decenni che sono trascorsi, alimentandolo con le tinte più fosche del synt-pop e del post-industrial.

I Lord of the Lost appartengono proprio a questa tipologia di bands; capitanata dall’istrionico cantante e performer Chris “The Lord” Harms, hanno concepito una trilogia di opere al nero (Opvs Noir) che ha visto realizzare il suo primo capitolo a poco tempo di distanza da questo secondo volume e, a quanto pare, vedrà concretizzarsi il suo epilogo a breve.
La nota più interessante anche di questa release sono le collaborazioni, snocciolate lungo l’arco di tutta la tracklist.

Si va da “Would You Walk With Me Through Hell?” con gli Infected Rain (con of course, Lena Scissorhands sugli scudi con il suo inconfondibile modo di cantare ed interpretare) a “Raveyard” in cui spicca il rapper finnico Käärijä che si esibisce nel suo idioma natale, da “What Have We Become?” con IAMX a “Please Break The Silence” con i loro partner in tour League Of Distortion.

Un album stra-godibile, con quella venatura gotica che serpeggia in tutta la struttura musicale del CD contestualmente ad una pletora di influenze, tra le quali trovo preponderante quella dei 69 Eyes. Certo, non farà assolutamente gridare al miracolo ma risulta molto ben congeniato e riuscito. Ascoltare per credere.

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